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A Firenze, la cioccolateria Urzi crea la tavoletta da 800 euro per 150 grammi

I semi giunti nel laboratorio vengono selezionati a mano, tostati per ben due volte a 120 gradi, lavorati a pietra a bassa temperatura aggiungendo zucchero di canna grezzo, fino ad ottenere il cioccolato. Il prodotto dolciario viene poi lasciato riposare per sei mesi in barrique cosicché possa rilasciare acidità e il gusto si possa stabilizzare in maniera naturale

cioccolato urzi
Il cioccolato più caro al mondo è di Firenze

FIRENZE – Quanto sareste disposti a pagare un’eccellentissima barretta di cioccolato? Perché a Firenze, la storica cioccolateria Urzi ha deciso di realizzare la tavoletta più costosa al mondo: 800 euro per un prodotto unico nel suo genere. Che cosa c’è al suo interno che possa giustificare questa cifra da capogiro, lo scopriamo leggendo la notizia dall’articolo di Alessandro Busi su firenzetoday.it.

Urzi crea la tavoletta più costosa al mondo

Un dolce lingotto realizzato nel laboratorio di Via Gioberti, dopo il trasferimento dell’attività da Scandicci alla via delle Cento Botteghe, la cui “fusione” si è potuta verificare grazie all’esperienza ultratrentennale sul campo.

Per realizzare questa tavoletta di cioccolato dal peso di 150 grammi “ci sono voluti 30 anni di esperienza oltre ai tre parametri fondamentali: bocca – testa – cuore, ed 8 mesi effettivi di realizzazione. Abbiamo usato i bilancini degli orefici ed il calibro, oltre quattro macchine in contemporanea solo per la parte finale” – racconta il maestro cioccolatiere Francesco Montrone.

Una realizzazione complessa, racconta Montrone, marito della titolare Maria Antonella Urzi, per la quale sono stati utilizzati quattro prestigiosi tipi di cacao, ognuno separato dall’altro da lamine di puro oro edibile.

Uno dei prestigiosi semi di cacao utilizzati è quello del Criollo Porcelana, il più prezioso del mondo

Coltivato sulla Sierra Nevada de Santa Marta, la montagna più alta della Colombia. Un trasporto arduo per cui il maestro cioccolatiere ha realizzato uno specifico contenitore così da consentire il trasferimento delle fave fino al laboratorio di Via Gioberti senza che il sapore venga in alcun modo alterato. La qualità di questo cacao, rappresenta un millesimo della “polvere” prodotta nel mondo, non ha eguali essendo privo di tannini, i quali conferiscono asperità e astringenza al prodotto. Il Criollo vanta cremosità, rotondità e dolcezza uniche nella categoria.

I semi giunti nel laboratorio vengono selezionati a mano, tostati per ben due volte a 120 gradi, lavorati a pietra a bassa temperatura aggiungendo zucchero di canna grezzo, fino ad ottenere il cioccolato. Il prodotto dolciario viene poi lasciato riposare per sei mesi in barrique cosicché possa rilasciare acidità e il gusto si possa stabilizzare in maniera naturale.

Una realizzazione curata in ogni minimo dettaglio che comporta il valore e il prezzo di questa tavoletta preziosa: al momento sono due i fortunati che si sono accaparrati questa rarità al costo di 800 euro l’una.