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Sopravvivere in Perù senza espresso

cittadina perù

Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori, che da sempre siamo un popolo che viaggia, per lavoro, per gusto o per necessità si sà, è parte della nostra identità.

E così arriviamo spesso anche in parti meno famose e popolate del mondo, come per esempio Huamachuco, a 3200 metri, ai piedi della cordigliera blanca delle Ande.

Come sopravvive un italiano in una cittadina in cui manca il caffè espresso, il sugo al pomodoro, le mozzarelle e una vera pizza italiana? Ecco qui alcune impressioni sulla vita di una graziosa cittadina del nord del Perù.

Partiamo subito dal fatto che ci si trova in montagna, e la pressione si fa sentire. Un primo consiglio è munirsi di foglie di coca, piacevoli da masticare o per farsi un tè caldo, diciamo che diventeranno un buon sostituto del caffè espresso, l’energizer quotidiano italiano.

Per il cibo invece si potranno trovare molto ottime alternative alla classica pasta. Ogni piatto è con “arroz”, ovvero riso, troverete pollo, maiale, capra e tanti altri tipi di carne, spesso in un piatto unico con riso, verdure o patatine fritte. Come se fosse primo e secondo insieme. Talvolta servono anche una zuppa come antipasto.

Il pesce d’acqua salata scordatevelo, quel che arriva non è fresco. Compensa un’ottimo pesce di lago. Da chiedere sempre solo a pranzo, per la freschezza.

Per il divertimento, ecco, l’italiano si sente a casa. Troverete nei tre locali da ballo della città, musica peruviana tipica, cumbia, salsa e bellissime playlist degli anni 80’, che se anche un po’ vecchio resta sempre uno dei periodi musicali migliori.

Non troverete ottimi vini ma il Pisco c’è anche qui, oltre ad calienti Termolin: whiskey o tequila servita calda, rifugio perfetto per le serate di freddo e pioggia. Appassionati di natura e archeologia potranno fare piacevoli camminate, tra cui il cammino Inca, oppure visitare Marcahuamachuco, un complesso archeologico dell’età preincaica.

Per il resto, la vita della città somiglia per molti versi a una provincia dell’Italia meridionale. I sorrisi della gente, la forte cultura contadina, le costruzioni coloniali dell’epoca spagnola danno a questa luogo sperduto una sapor di mistero antico.

Andare al mercato è un’esperienza sensoriale. E voi l’avete già visitata?

Italo Angelo Petrone