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Tim Hortons guarda al mercato cinese e punta ad aprire 1.500 locali in 10 anni

MILANO – Tim Hortons guarda alla Cina per rilanciare il proprio marchio. La più popolare catena di caffetterie e Qsr del Canada – co-fondata negli anni sessanta dall’omonimo campione di hockey su ghiaccio assieme all’amico Ron Joyce – ha infatti annunciato la settimana scorsa un piano che prevede 1.500 aperture in terra cinese nell’arco dei prossimi 10 anni.

Per Tim’s – come lo chiamano familiarmente i canadesi – è la più importante espansione della propria storia al di fuori dei confini geografici del nord America.

La catena, che conta in totale circa 4.700 locali, è già presente in medio oriente, nonché in alcuni paesi asiatici ed europei (Uk e Spagna).

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L’operazione sarà una joint-venture gestita in tandem con Cartesian Capital Group. La società di private equity newyorchese ha già finanziato con successo l’espansione di TFI TAB Food Investments, il più importante franchisee su scala globale di Burger King, che conta attualmente 900 locali in Cina, con 100 ulteriori in cantiere.

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