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Stefano Pernigotti, che era nipote del fondatore dell’ azienda, si è spento a 98 anni

Grande appassionato di sport, caccia e calcio, aveva intitolato ai suoi due figli, Paolo e Lorenzo, un torneo giovanile molto seguito a Novi Ligure: i due, infatti, nel 1980, morirono in un incidente stradale in Uruguay, segnando per sempre drammaticamente la sua vita. “

Stefano Prnigotti
Una recente immagine di Stefano Pernigotti

NOVI LIGURE (Alessandria) – All’età di 98 anni si è spento Stefano Pernigotti, cavaliere e nipote del fondatore dell’impresa piemontese che è diventata celebre per i suoi prodotti al cioccolato, su tutti, il gianduiotto. Venuto a mancare a Milano, a capo della Pernigotti sino al 1995, quando la lasciò nelle mani degli Averna e poi nel 2013 ceduta ai turchi Toksoz. Di recente il marchio ha popolato la cronaca con le notizie relative alla sua crisi finanziaria. Leggiamo la notizia dal sito milanotoday.it, dall’articolo di Alessandro Rovellini.

Stefano Pernigotti rese la ditta di famiglia uno dei gruppi italiani più importanti del settore

Celebri alcuni prodotti della casa torinese, dai gianduiotti ai cremini passando per i torroni. Grande appassionato di sport, caccia e calcio, aveva intitolato ai suoi due figli, Paolo e Lorenzo, un torneo giovanile molto seguito a Novi Ligure: i due, infatti, nel 1980, morirono in un incidente stradale in Uruguay, segnando per sempre drammaticamente la sua vita.

Era considerato un imprenditore illuminato, come Adriano Olivetti

Lavorare alla Pernigotti, per chi era di Novi Ligure, significava entrare a far parte di una grande famiglia: i collaboratori, e i loro congiunti, erano aiutati non solo in ambito lavorativo. Filantropo e benefattore, sosteneva, seppur sempre in silenzio e dietro le quinte, numerose iniziative di beneficenza.

Pur non avendo più un ruolo industriale, Stefano Pernigotti seguì con preoccupazione e dolore le recenti vicissitudini dello stabilimento, con 160 lavoratori a rischio per l’intenzione, della proprietà turca, di chiudere la fabbrica. Vicenda che si è risolta con una lunga trattativa al Mise – l’allora ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio mediaticamente si espose molto – e la cessione di un ramo d’azienda, “Pernigotti maestri gelatieri”, con il successivo salvataggio.

Pernigotti sarà sepolto a Novi Ligure nella tomba di famiglia insieme alla moglie e ai figli.