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Negli Usa c’è un’ospitalità ricca che punta su caffè e macchine di alta gamma

consumi americani espresso I risultati dell'indagine annunale nella National Coffee Association
I risultati dell'indagine annunale nella National Coffee Association

MILANO – Gli Stati Uniti rimangono sempre un mercato di interesse strategico per le aziende legate all’ospitalità e all’alimentare. E quindi anche per l’intero settore del caffè: torrefatto e macchine professionali. La conferma giunge dai dati dell’Osservatorio Ulisse per HostMilano.

Nel 2017 il mercato statunitense ha importato 9,1 miliardi di euro di macchine, apparecchiature e accessori per ristorazione professionale. Di questi, il 2% ha riguardato prodotti italiani (per un valore di 167 milioni di euro). Le importazioni Premium-Price rispondevano per circa il 15% del totale.

Bene anche arredo e tavola, che nel 2017 hanno segnato importazioni per 40 miliardi di euro, dei quali 22 miliardi riguardavano mobili e arredi. Gli acquisti dall’Italia (1,9% nel 2017) sono stati pari a 774 milioni di euro. Ma il Premium-Price ha ottenuto una quota del 7% del totale.

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Quanto al caffè – macchine per caffè – vending machine, nel 2017 il mercato statunitense ha importato per 2,2 miliardi di euro. Di questi, una quota significativa (7,5%) è giunta dall’Italia, per un valore di 163 milioni di euro. Le importazioni Premium-Price del cluster risultano oltre il 60% del totale, con una leadership nelle macchine da caffè.

Il caffè è sempre la bevanda più amata dagli americani

Secondo l’edizione 2018 del National Coffee Drinking Trends (Ncdt), il report che da oltre sessant’anni scandaglia l’universo del caffè di oltre oceano, il 64% degli intervistati ha dichiarato l’anno scorso di avere bevuto caffè nella giornata precedente. Si tratta del dato più elevato dal 2012.

E ancora: dopo i forti incrementi del 2017, il consumo di bevande a base di espresso nel giorno precedente è rimasto forte anche nel 2018 attestandosi al 24% degli intervistati.

Sempre più trendy il consumo nel giorno precedente di bevande non a base di espresso, che tocca il 7% del campione. Questa nuova categoria, introdotta nel 2017, comprende bevande fredde, nitro, cold brew ecc.

Le fasce di età più giovani rimangono trainanti, con il 48% che dichiara di aver bevuto caffè gourmet nella giornata precedente, nella fascia 25-39 anni.