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Starbucks, Vanilla Bean Mocha Frappuccino è la bevanda più costosa

di Simona Marchetti*
Se vi venisse voglia di replicare il beverone gigante che un certo Andrew Chifari si è fatto fare in uno Starbucks in Texas sfruttando la sua carta fedeltà Gold (che regala un drink gratuito ogni dodici acquistati, senza un limite di grandezza), cominciate a procurarvi un bicchierone adatto, perché quelli tradizionali, pur enormi che possano essere, non riuscirebbero mai a contenere i quasi 4 litri del pantagruelico SexagintupleVanilla Bean Mocha Frappuccino.
Si tratta di una bevana che è un concentrato di caffeina, panna e cioccolato da 54,75 dollari (40,20 euro) che, non a caso, da oggi è la bevanda più costosa mai assemblata in un locale della catena Usa. Merito, dicevamo, del contenitore da 128 once che il ragazzo si è portato da casa (prassi ammessa da Starbucks), ma anche del compiacente barista del locale che, fatti due conti, ha capito che per raggiungere lo scopo che Andrew si prefiggeva – ovvero, superare il precedente record di 47,30 dollari (34,73 euro) raggiunto dal Quadriginoctuple Frap – servivano ben 55 bicchieri di caffè, “che abbiamo poi arrotondato a 60 per rendere le cose più facili”, come ha raccontato lo stesso Chifari in una mail al sito “Consumerist” , che l’ha contattato dopo aver visto la prova fotografica della golosa sfida sulla sua pagina Twitter .
“Ho detto al barista di aver visto il video su Youtube di quel cliente che ordinava ildrink più costoso di Starbucks e che intendevo battere il record e lui mi ha aiutato a farlo insieme col resto dello staff, calcolando i caffè che ci volevano e preparando il tutto in una decina di minuti”.
Ma Andrew non voleva che il suo beverone fosse solo gigantesco e ultracostoso, ma anche bevibile. Insomma, niente a che vedere con l’accozzaglia d’ingredienti messi insieme a casaccio dall’altro ragazzo (ovvero, due banane, delle fragole, della polvere di matcha, del caramello e una miscela di spezie, il tutto mescolato a 40 shot di caffè) pur di ottenere al prezzo giusto.
E alla fine l’obiettivo sembra essere stato raggiunto, perché a sentire il nuovo temerario del gusto <il Sexagintuple Vanilla Bean Mocha Frappuccino era davvero delizioso>, anche se è riuscito a berne solo un terzo e il resto se l’è portato a casa per finirlo in santa pace. Impresa che ha richiesto cinque giorni, ma che sarà meglio non ripetere, perché quei sessanta bicchieri di caffè in una botta sola fanno qualcosa come 4,5 grammi di caffeina.
Ovvero, <quanto di meno salutare possa esserci – come ha spiegato la portavoce di Starbucks, Linda Mills, al “Seattle Weekly”, specificando che la politica della catena “non è certo quella di incoraggiare il consumo di bevande del genere”. A maggior ragione poi se Starbucks deve pure farle gratis, come è avvenuto nel caso di Andrew.
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