martedì 06 Giugno 2023

Starbucks: app, fidelity card e cold brew per rilanciare il business

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MILANO – “Stiamo reinventando l’azienda: non quello che facciamo, bensì come lo facciamo”. Con questo incipit, nella più classica retorica da conference call, Howard Schultz – ceo ad interim di Starbucks – ha aperto, all’Investor Day dello scorso settembre, la presentazione del Reinvention Plan, il piano strategico predisposto per far ripartire la più grande catena di caffetterie del mondo.

E dare nuovo spunto al suo motore di crescita, che in questi ultimi tempi sta battendo un po’ in testa, specie in patria.

Un brusco colpo di timone, per allontanare la corazzata di Seattle dalle secche insidiose della crisi.

E dalle polemiche che l’hanno colpita in tempi recenti. Sono seguite – narrano le cronache – sei ore di presentazioni, condite da chart e infografiche, che hanno messo a dura prova la resistenza del pur motivatissimo pubblico.

Non preoccupatevi – ha detto scherzando un top manager – il caffè per rimanere svegli non manca …

Stelle della giornata, sul palcoscenico di Seattle, oltre a Schultz, la cfo Rachel Ruggeri, e il cso Frank Britt, che a tratti hanno quasi rubato la scena al futuro ceo Laxman Narasimhan, che peraltro entrerà in carica appena ad aprile dell’anno prossimo.

Negli eventi di Apple, Microsoft o Google, oratori ispirati – dallo sguardo quasi estatico – presentano mirabolanti meraviglie tecnologiche destinate a cambiare la vita del genere umano.

E in quello di Starbucks? Beh, anche in questo caso, si è parlato di tecnologia

Perché la pandemia ha cambiato l’operatività dei locali e il modello di business.

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