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Sostenibilità, Starbucks ammette: siamo in ritardo negli obiettivi di riciclo delle nostre tazze

starbucks in India
Starbucks in India con questo fotomontaggio che oscura il taj Mahal con il marchio del colosso statunitense

MILANO – Nelle scorse settimane il gigante mondiale delle caffetterie ha riconosciuto che il suo piano di promozione del recupero dei materiali è stato ostacolato dalla complessità delle norme locali in materia di smaltimento.

La celeberrima catena di caffetterie Starbucks, che già nel lontano 2008 aveva annunciato una serie di misure per il riciclo e il recupero delle sue tazze e dei suoi bicchieri in tutti i negozi statunitensi e canadesi entro il 2015, ha ammesso di non essere riuscita a centrare pienamente l’obiettivo.

Nelle scorse settimane il gigante del caffè ha infatti riconosciuto che il suo piano di promozione del recupero dei materiali è stato seriamente ostacolato dalla complessità e varietà delle norme locali in materia di smaltimento in vigore nelle diverse città. Tra questi – è stato segnalato nel rapporto ambientale del gruppo – il diverso approccio nei vari Stati sulla gestione dei bicchieri macchiati di caffè.

“Una grande parte della sfida – si apprende – è che per le tazze riciclabili, i riciclatori locali devono essere in grado di raccoglierle, elaborarle e venderli a cartiere e ad altri produttori, cosa che non accade ovunque”.

“Abbiamo lottato per poter sviluppate una soluzione unica che potesse adattarsi a tutti i punti vendita Starbucks,ma ad oggi non ci siamo riusciti” si legge nel report. Questo però non vuol dire che Starbucks non abbia fatto progressi.

Nel 2013, il riciclo era disponibile nel 39 %dei suoi negozi statunitensi e canadesi, con un miglioramento rispetto al 24 % riportato nel 2012 e al 5 % del 2010, ma è ancora molto lontano dal suo obiettivo del 100 % per il 2015 . Inoltre, solo il 71 %dei punti vendita è stato in grado di riciclare i bicchieroni di carta per le bevande calde.

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