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SOLIDARIETA’ – Bevi il caffè buono e i soldi in più vanno alle associazioni

Si chiama "Il mio caffè buono" e parte dalla Lombardia: aggiungere 1 euro al costo del caffè in cambio di un gettone speciale da devolvere in beneficenza alle organizzazioni italiane impegnate su vari progetti sociali. Il progetto è firmato ToHelp

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MILANO – Nei bar tra Milano, Lecco e la Brianza si potrà chiedere un caffè o ‘Il mio caffè buono’. La differenza? A parità di gusto, ‘Il mio caffè buono’ è anche etico e solidale. In pratica, con 1 euro in più il cliente riceverà non solo la tazzina fumante, ma anche un gettone speciale. Quel gettone dovrà essere inserito in una delle due teche che il gestore avrà posizionato vicino alla cassa. Ogni teca rappresenta un’associazione: inserendo il gettone, il cliente devolve un euro.

Le onlus coinvolte nel progetto cambiano ogni due mesi a garanzia di trasparenza. Alla fine dei 60 giorni, il gestore del bar svuoterà i barattoli, conterà i soldi, e girerà il ricavato alle associazioni. Dal giorno dopo, altre onlus diventeranno protagoniste. Semplice, come bere un caffè. Tutte le operazioni di raccolta e donazione saranno documentate, tracciabili e sempre consultabili anche sul sito del progetto, dove sono elencati anche i locali aderenti.

Le due onlus apripista sono la ‘Fondazione De Marchi’ e l’Associazione Stefania’. La ‘Fondazione G. e D. De Marchi’ dagli anni Settanta lotta contro le emopatie e i tumori dell’infanzia: dalla ricerca all’assistenza, dalla formazione del personale alla ristrutturazione dei reparti, passando per l’organizzazione di vacanze terapeutiche per i piccoli pazienti ricoverati alla clinica pediatrica De Marchi di Milano.

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Non solo: i fondi serviranno anche per aiutare le famiglie dei bambini in difficoltà economica. L’’Associazione Stefania’, invece, dal 1971 si occupa di disabilità: con i soldi ricavati da ‘Il mio caffè buono’ modernizzerà la sala multimediale dei ragazzi con disabilità del centro diurno ‘Carlo Gariboldi’ di via Filzi a Lissone (provincia di Monza-Brianza) per facilitare l’apprendimento, la scrittura, la comunicazione e il gioco.

‘Il mio caffè buono’ punta a conquistare tutta l’Italia: di città in città, appoggiandosi sul passaparola e sulla buona volontà dei cittadini. Con due paletti: coinvolgere solo associazioni italiane che lavorano sul territorio.

L’idea è firmata ToHelp, iniziativa di Gino Durso e Mario Colombo: “Ci sono situazioni in cui un piccolo gesto positivo scatena una forza incredibile nell’animo – spiega Mario Colombo, già presidente di ‘Frida’s Friends onlus’ – Il progetto ‘Il Mio Caffè Buono’ è la realizzazione di questo pensiero: il sociale è per tutti. Non è importante solo donare, ma conoscere cosa è stato realizzato grazie al proprio gesto. Ci piace l’idea che i fondi raccolti vadano sempre a finire in qualcosa di tangibile: un’ambulanza, un computer, un defibrillatore”.

“Nella vita ho avuto tante opportunità – gli fa eco Gino Durso – Oggi ho sentito la necessità di ricambiare, facendo qualcosa di concreto per chi ne ha veramente bisogno”. (Ambra Notari)