sabato 02 Marzo 2024
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Dentro il Campus Simonelli Group con il ceo Ceccarani: “È un hub per tutti con i nostri valori e il nostro saper fare”

Il ceo all'inaugurazione: "Nel Campus tutto ciò dovrà integrarsi con le competenze, le conoscenze e i valori delle istituzioni, Università e imprese della nostra terra. Luogo fisico anche e soprattutto in un'epoca come la nostra dove tutti noi dobbiamo confrontarci con una forte spinta innovativa trainata dal paradigma digitale e dall'obbligo alla sostenibilità."

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BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – È ancora fresca l’inaugurazione del nuovo Campus Simonelli Group a Belforte del Chienti, che ha accolto gli ospiti durante l’evento inaugurale “La Buona Impresa. Idee e progetti, comunità e ambiente, ricerca e tecnica”. E’ stata l’occasione di esplorare per la prima volta, questo Hub innovativo.

Così come il momento per conoscere il format programmato da Simonelli Group: Engaging Talks, una serie di incontri per confrontarsi con personalità di spicco in diversi ambiti culturali e settori di business e che sarà aperto al territorio e alla community italiana e mondiale del caffè.

Triestespresso

Fabio Ceccarani, amministratore delegato di Simonelli Group ha preso le redini per presentare questo formidabile progetto, innovativo come non se ne erano visti prima

“E’ una giornata molto importante per noi. Vorrei ringraziare innanzitutto le istituzioni: oggi sono presenti le Università di Ancona, Macerata e Camerino con i rispettivi tre rettori con le quali collaboriamo da lunga data. La Regione Marche, l’Istao, importante polo di formazione manageriale della nostra regione, i sindaci dei comuni limitrofi e le aziende del territorio oggi qui con noi.

Vorrei condividere con voi le idee che ci hanno ispirato e sostenuto fino a oggi e sono alla base della creazione del nostro Campus.

Repa

A questo proposito, vorrei ringraziare i progettisti e le molte imprese che hanno partecipato con grande impegno alla realizzazione di ciò che vedete qui oggi: un lavoro di quasi due anni, che abbiamo riassunto in un breve video in time lapse.

Persone unite da un destino comune

Nella nostra storia abbiamo sempre posto cura nella qualità dei prodotti, nell’innovazione e nella tecnologia. Questo ci ha permesso di essere presenti oggi in oltre 120 Paesi del mondo esportando oltre il 95% del nostro fatturato.

Tutto ciò non ha a che fare soltanto con la nostra capacità tecnologica e profonda cultura del caffè, che proprio da questi spazi divulghiamo nel mondo. Ma anche e soprattutto, con le persone che vi lavorano: crediamo che una vera impresa abbia nelle persone, la sua prima e più preziosa risorsa e nel territorio e nelle sue comunità, la sua base.

Si tratta di un percorso in cui ai giovani deve essere dato un ruolo determinante e paritario in quanto pilastri del domani, senza però dimenticare chi è stato protagonista del passato, a cui va il riconoscimento e il merito per quanto costruito.

Con la creazione di questo Campus Simonelli Group compie un altro passo importante

Basato sulla convinzione che ogni impresa sia un attore sociale oltre che economico. Vogliamo essere una buona impresa, fondata su idee, progetti, comunità, ambiente, ricerca e tecnica.

Cosa vuol dire quindi essere qui nel Campus: è il luogo fisico dove tutto questo trova casa. L’ambito in cui l’innovazione si coniuga con un occhio al futuro e con la tradizione, il territorio e le persone. Un Hub per il territorio dove mettere a disposizione il nostro saper fare, i nostri valori che hanno radici profonde nella nostra storia.

Nel Campus tutto ciò dovrà integrarsi con le competenze, le conoscenze e i valori delle istituzioni, Università e imprese della nostra terra. Luogo fisico anche e soprattutto in un’epoca come la nostra dove tutti noi dobbiamo confrontarci con una forte spinta innovativa trainata dal paradigma digitale e dall’obbligo alla sostenibilità.
Rispondiamo a queste sollecitazioni con un luogo fisico, reale, vivo pieno di attività e di persone. Perché siamo convinti che la strada verso il futuro non possa basarsi solo sul virtuale ma debba fondarsi anche su una rete di persone della nostra terra.

Ma se Proust diceva che il viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere occhi, cioè intendere la scoperta e l’innovazione non solo come nuova tecnologia applicata, ma anche come intelligenza, visione, idee, capacità di mettere insieme cose apparentemente sconnesse tra di loro e invece fortemente collegate.

Il Campus vuole essere questo: andare al di là e oltre l’apparenza perché vive di più e meglio. Perché le sfide che ci attendono chiedono non solo risposte ai bisogni che già conosciamo, ma anche la capacità di interpretare una complessità che evolve velocemente e in maniera inaspettata.

Il campus per realizzare tutto questo ospiterà nell’area ricerca scientifica il nostro Rich Research innovation hub nato nel 2016, dalla collaborazione di Simonelli e l’Università di Camerino per lo sviluppo della ricerca scientifica nel caffè in ambito chimico, fisico e matematico.

Saluto a questo proposito il rettore Claudio Pettinari e Flavio Corradini suo predecessore e oggi Presidente del Rich.

Intendiamo anche il Campus come una palestra per i nuovi talenti e le loro idee.

Per questo una nuova area è dedicata all’Open innovation. Dove troveranno casa i progetti di filiera che abbiamo attivi nel territorio. Cito Marlic sull’economia circolare, Simply sull’intelligenza artificiale.

L’importanza per noi dei giovani: ecco perché nel Campus c’è anche la classroom dedicata alla formazione della nostra cultura d’impresa a disposizione delle istituzioni per integrare i saperi e formare le nuove generazioni.

In sintesi il Campus è un concreto contributo alla crescita del territorio, attraverso i progetti, le attività, le iniziative, la diffusione e condivisione di idee ed esperienze, per costruire anche la nostra competitività presente e futura.

Crediamo infatti che la risposta al cambiamento sia da ricercare su un nuovo modello di lavoro basato sullo scambio, la contaminazione e la condivisione

Due parole sull’inaugurazione per presentarvi due dei nostri, accanto ai già citati rettori delle 3 Università: Antonio Calabrò (Responsabile affari istituzionali di Pirelli, Senior advisor cultura e direttore della Fondazione Pirelli) che ringrazio di esser qui con noi e per avergli rubato un concetto che lui riporta nel suo ultimo libro, L’avvenire della memoria: il legame tra la memoria e il futuro, legando l’economia, la memoria e l’impresa con un passo de La Tempesta Di William Shakespeare: “Il passato è il prologo, il futuro è nelle vostre mani.”

Questa è la perfetta sintesi dei forti legami tra fare memoria e fare impresa. Questa è l’ispirazione alla base del nostro Campus. Insieme a persone e ambiente. Ed ecco spiegata la presenza di Ermete Realacci. Ambiente inteso come occasione di competitività e non come costo, come opportunità e non come freno della crescita dell’imprese.

Realacci da sempre si dedica a questi temi attorno ai quali la Fondazione Symbola di cui è fondatore e presidente, si occupa con efficacia da tempo. Comprendere l’insieme di questioni proposte da Ermete Realacci significa comprendere il nuovo concetto di competitività: il saper fare con qualità delle imprese, la cultura, l’attenzione all’innovazione e all’ambiente si legano con la comunità e il territorio. Per costruire una prospettiva migliore, più elevata della nuova Italia.

Prima di invitare sul palco il primo relatore, vi segnalo i primi appuntamenti dei prossimi mesi. Li abbiamo chiamati gli Engaging Talks, nel corso dei quali affronteremo insieme i temi della competitività di imprese in un’epoca di forti cambiamenti socio economici.

Cominceremo la prossima settimana, il 3 febbraio con Marina Salamon, imprenditrice di successo sin da giovanissima, vincitrice nel 1992 del Premio Marisa Bellisario, a lei fa capo oggi la holding Alchimia, che racchiude partecipazioni nel settore fashion del lusso web services, la Doxa, ma anche importantissime attività nel sociale. Ha anche conosciuto da vicino il nostro settore come consigliere molti anni per illycaffè e WWF.

Continueremo anche a giugno con Nicoletta Romanazzi, mental couch e trainer dei top performer di assoluto livello come ad esempio Marcell Jacobs e altri atleti olimpici. Da anni si occupa anche di formazione per le aziende con riferimento alle performance dei singoli e dei gruppi.

Infine a ottobre Massimo Bottura, tra i primi chef al mondo. Non tutti sanno che si impegna molto nel sociale: come Food for Soul, cibo per l’anima, attività no profit che si occupa del reinserimento sociale delle persone meno fortunate.

Come Simonelli Group stiamo definendo insieme un progetto che ci vedrà coinvolti in Food for Soul e ne parleremo durante l’incontro di ottobre. Massimo Bottura ci parlerà anche di come gestisce la creatività e innovazione, all’interno della sua brigata di talento che gli ha permesso di raggiungere i vertici mondiali.”

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