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SCRIVE RUBENS GARDELLI – Dalla Cina….con stupore

Cimbali

Rubens Gardelli ci ha inviato questa cronaca di un viaggio in Cina a …base caffè.

Mi trovo al WCE All-Stars 2015 – Shanghai una straordinaria manifestazione concepita per fare spettacolo e avvicinare le persone al mondo degli specialty e delle competizioni.

Non posso trattenermi dal raccontare quale straordinaria e stupefacente esperienza sia questa per me.
Si, stupore è la parola che meglio descrive tutto questo.

gardelli1Stupore per la grandezza e l’importanza dell’evento, che testimonia come in Cina l’attenzione per gli specialty sia altissima: un mercato immenso che apre le braccia tutto ciò che è sinonimo di qualità e specializzazione.

Un popolo, quello cinese, letteralmente affamato di notizie, conoscenza, assaggi, design e tecnologia. I flash lampeggiano ovunque, ad ogni piè sospinto ci chiedono una foto, un autografo, ci fanno domande.

Le informazioni sembrano non bastare mai e non riuscire a saziare questo desiderio, testimoniato, senza remore, dal loro sincero, gioioso entusiasmo.

gardelli2Stupore per le persone che sono i miei compagni di avventura, in questo momento, campioni straordinari con cui, incredibilmente, mi trovo a condividere ogni momento e ogni esperienza in questi giorni:
Hidenori Izaki – Giappone
Kapo Chiu – Hong Kong
Craig Simon – Australia
Maxwell Colonna-Dashwood – Inghilterra

Lo stupore nasce dalla enorme, incredibile disponibilità di questi grandissimi campioni, veri e propri miti del mondo del caffè, a CONDIVIDERE.

Sottolineo condividere, nel senso più pieno del termine, una condivisione che noi Italiani possiamo concepire dopo una lunga e importante amicizia e che invece sembra tanto comune in tutti gli altri Paesi.

E’ un’aspetto che mi sta facendo profondamente riflettere.

gardelli3 Temevo di trovarmi tra mostri sacri inavvicinabili, lo confesso, mentre ho trovato colleghi incredibilmente competenti, disposti, con la massima tranquillità, condividere con me le loro esperienze o i loro punti di vista tecnici, a scherzare, a mettersi in gioco, senza paura.

Hidenori è un Giapponese anomalo, sembra molto di più un latino, per la sua carica comunicativa travolgente. Riesce a trovare un momento per tutti, a organizzare i mille frenetici impegni che la sua posizione di campione del mondo comporta, con una managerialità e una sicurezza sbalorditivi.

Craig è un uomo dalle mille esperienze, anche alternative al mondo del caffè: sapevate che è uno dei più affermati batteristi jazz dell’Australia, una vera star nel settore?

Nessuno dei passaggi del mondo del caffè gli è estraneo, è un vero barista, ma è anche continuamente presente in piantagione, ha una competenza enorme per quanto riguarda il trattamento del caffè, e continuamente esegue cupping per testare la qualità dei lotti raccolti.

Maxwell, mi ha stupito (vedete che non riesco a fare a meno di questo termine?), pensavo di trovare una persona distaccata, un baronetto, invece, questo geniale piccolo-grande chimico inglese ha una umanità e una modestia che ti spiazzano letteralmente. E’ un libro aperto, una persona assolutamente libera nel mondo del caffè, dato che non ha mai accettato sponsorizzazioni per mantenere intatta la propria capacità critica e di scelta.

Sta condividendo con me aspetti relativi alla sua prossima gara mondiale, e lo sta facendo con una semplicità disarmante, con l’atteggiamento di qualcuno che non è minimamente turbato da ciò che fanno gli altri, ma che si dedica a preparare al meglio se stesso e la sua performance, con umiltà e capacità critica.

gardelli4Kapo Chiu mi ha stupito per la sua incredibile signorilità e l’eleganza dei movimenti alla macchina. E’ giovane ma ha un modo di porsi diverso dalla maggioranza dei ragazzi che ho avuto modo di frequentare. La sua conoscenza del caffè, come materia è veramente grande. Possiede già due locali ad Hong Kong: anche lui ha grandi doti manageriali. Quest’anno non gareggia ai mondiali, ma gareggerà invece un suo dipendente nonchè amico, allenato da lui. Mi ha confidato che introdurrà qualcosa di nuovo nella gara che lo rende molto orgoglioso: sicuramente sarà un mondiale da non perdere per chiunque voglia restare al passo con l’innovazione.

Anche queste confidenze, così naturali e spontanee mi lasciano stupito e affascinato da questo modo di porsi, così lontano dalle chiusure del mondo del caffè italiano, in cui talvolta è difficile muoversi e rapportarsi.

Posso testimoniare che la partecipazione ad un evento internazionale mette ognuno di noi di fronte alla semplice verità che chi sa veramente, non ha problemi a condividere e che il livello medio del consumatore e del mercato viene elevato proprio da questa diffusione di informazioni.

Il mio ringraziamento va alla WCE, per l’opportunità fantastica che ho avuto, e alla SCAE che, incessantemente, promuove da sempre questi importanti valori di preparazione, condivisione e scambio di conoscenze e innovazioni nell’ambito dell’associazione.