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Roberto Nocera. La San Marco: «La nostra “V6” è definibile come una macchina wow»

La rivoluzionaria macchina La San Marco a HostMilano: la storia dietro la V6 raccontata dalle parole di Roberto Nocera

roberto nocera
Roberto Nocera, direttore generale La San marco

MILANO – L’ingegner Roberto Nocera, direttore generale, uomo immagine e anche di più, de La San Marco che nel 2020 celebrerà il centenario. Conferma?

“Corretto, il prossimo anno celebreremo i nostri primi 100 anni di attività. Nel corso di questa lunga storia la nostra azienda si è distinta per lo spirito innovatore che ha consentito alle nostre macchine di essere allineate allo stato dell’arte, nell’intento di offrire l’eccellenza agli amanti dell’espresso italiano nel mondo.

La nostra filosofia è da sempre quella di coniugare esperienza, artigianalità e innovazione tecnologica. Questo approccio ci consente di immettere nel mercato prodotti non solo nuovi ma anche esclusivi, di qualità e di prestigio.

A volte il nuovo si confonde con il buono, ma questo non accade nella nostra azienda: il nuovismo è disciplina sterile se non supportata dalla giusta combinazione di esperienza e applicazione dei dati acquisiti e stabilizzati nei diversi ambiti di ricerca e che possono trovare applicazione nei nostri prodotti. Diversamente il nuovo rischia di creare solo prodotti alla moda che non resisteranno al trascorrere degli anni.

Lei, La San Marco, siete vocati all’innovazione: ma con 100 anni di vita siete anche un’azienda storica del settore

La San Marco è stata tra le prime aziende ad entrare nel mercato delle macchine del caffè ed una delle pochissime ad operare nel senza soluzione di continuità a partire dai suoi inizi,attraversando due guerre mondiali.

Ci sarà una macchina per il centenario

Ancora Roberto Nocera: “Sì, la macchina del centenario sta muovendo i suoi primi passi -o per meglio dire i suoi primi caffè nei nostri laboratori afferenti al dipartimento ricerca e sviluppo. Sarà una macchina tecnologicamente all’avanguardia e dal design futuristico. In HostMilano, abbiamo presentato una collezione di macchine a leva ed automatiche legate da un fil rouge estetico che le accomuna ed il cui nome 20/20 anticipa l’anno che verrà, quello del centenario.

Una delle macchine disegnate da Bonetto per voi concorre per il Compasso d’Oro

da sx David Pasolli sales&marketing manager e Roberto Nocera direttore generale sul modello a doppia bancata V6

“Infatti. Stiamo parlando della V6, una rivoluzionaria macchina a leva a doppia bancata, disegnata in collaborazione con Bonetto Design, selezionata dall’Osservatorio Permanente del Design ADI e pubblicata all’interno di ADI Design Index 2019. Design Index è la pubblicazione annuale di ADI, Associazione per il Disegno Industriale, che raccoglie il miglior design italiano messo in produzione nell’anno di competenza.

La selezione comprende prodotti di ogni categoria merceologia, con particolare attenzione alla tecnologia, al design e alla sostenibilità. Solo i prodotti selezionati nell’ADI Design Index possono partecipare al Compasso d’Oro ADI. Pertanto il prossimo anno la V6, come da lei anticipato, concorrerà al premio Compasso D’oro.

Nel frattempo ci gustiamo la gioia del prestigioso riconoscimento ADI Index.”

Qual è la macchina che ha più attirato quindi l’attenzione, secondo Roberto Nocera?

“Senz’altro la V6, macchina che stupisce e cattura l’attenzione al primo sguardo. Molti osservandola per la prima volta si lasciano sfuggire esclamazioni che sono di sorpresa e di compiacimento allo stesso tempo.

In effetti la V6 è una macchina WOW, straordinariamente diversa da tutte le altre mai progettate ed immesse, ad oggi, sul mercato. La sua diversità coinvolge ed attrae l’osservatore e lo stimola a
comprenderla al meglio, studiandone gli esclusivi particolari tecnici ed estetici.

Unica non solo dal punto di vista artistico, ma anche sotto il profilo delle implicazioni sociali legate al suo utilizzo.

Vedere la macchina wow fa pensare: quanti e quali bar potranno permettersela? È sempre da usare da due parti?

“V6 va intesa come elemento centrale dell’architettura di un locale, dove tutto ruota intorno ad essa. Caffè, bar o ristoranti moderni e di alto prestigio, dotati magari di un’isola centrale. Ma anche locali più classici, dove creerebbe un interessante elemento di incontro fra tradizione e innovazione.

In generale, comunque, per V6 immagino un locale scenografico, dove ogni dettaglio è curato e ogni prodotto presente è un valore aggiunto. V6 è infatti pensata per coloro che intendono la macchina da caffè non solo come insieme di componenti tecniche progettate per una determinata funzione, ma anche come
elemento di design e di distinzione.

La sua struttura a V (dalla quale prende il nome) dà vita a una macchina a doppia bancata che stravolge la prospettiva del bar contemporaneo e pone al centro della scena l’opera del barista o dei baristi contribuendo a far riscoprire il bar come luogo di socialità e incontro.

Con V6 abbiamo voluto guardare oltre, verso il futuro delle macchine da caffè, non solo in termini di tecnologia, design e sicurezza. Ma anche dal punto di vista dell’esperienza di consumo vera e propria.

L’architettura della V6

Continua Roberto Nocera: “Con la sua rilevante componente meccanica, permette al barista professionista di esibire appieno le proprie abilità e competenze, ricorrendo anche ad una gestualità che è intrinseca al rito del caffè e che tanto affascina i clienti e che fa percepire tutto più buono.

Sei leve per l’estrazione del caffè e altrettanti gruppi di erogazione, quattro lance a vapore e due per l’erogazione dell’acqua calda; due bancate, due baristi o più baristi all’opera su un’unica macchina.

Le linee sono scolpite e importanti, ma mantengono al tempo stesso una certa leggerezza grazie alle finestre trasparenti che compongono la scocca, in un perfetto equilibrio dei pesi. Scolpita e muscolosa, V6 trasmette tutta la potenza di un motore pulsante.”

Roberto Nocera: la vocazione all-round di questa macchina è forte

Ma naturalmente l’utilizzo contemporaneo di entrambe le bancate non è affatto una scelta obbligata. La V6 sembra un’automobile. Con questa macchina così particolare, voi avete alzato l’asticella: non esiste nulla di simile.

“Al momento non esiste nulla di simile sul mercato, ma è chiaro che tale rivoluzione sicuramente spronerà altre aziende del settore a elucubrare soluzioni simili. Con un briciolo di immodestia mi sento di poter affermare che La San Marco è stata pioniera anche questa volta, proponendo al mondo un qualcosa di mai visto prima.

Nel 1947 il celebre architetto Giò Ponti presentò la prima macchina per caffè a sviluppo orizzontale, La Cornuta.

Oltre all’innovazione tecnologica -che permetteva tra l’altro di servire un maggior numero di caffè in uno spazio ristretto- Giò Ponti presentò al mondo un modello esteticamente all’avanguardia per l’epoca. Da allora le macchine per caffè furono prodotte tutte a sviluppo orizzontale soppiantando definitivamente quelle prodotte fino a quell’epoca, tutte a sviluppo verticale.

La San Marco con la V6 ha ulteriormente sviluppato il concetto introdotto da Giò Ponti. Rendendo la macchina orizzontale fruibile a 360 °. Credo che tale sorprendente macchina rappresenterà anche un costante impulso creativo per gli interior designer che saranno chiamati a progettare ambienti atti ad accoglierla.”

E per il post centenario?

Non svela troppo Roberto Nocera: “Ora siamo totalmente immersi nei preparativi delle celebrazioni di questo grande compleanno. Post centenario seguiranno ulteriori novità, ma per il momento non vogliamo svelare nulla.”