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E anche in Svizzera per sopravvivere, gli esercenti spingono sull’asporto

“La nostra idea era di dare un servizio fisso al cliente e offrire socialità. Nel frattempo si lavora un po’ di più”, racconta Francesco Lepori, titolare del Bar Indipendenza a Bellinzona, che ai colleghi di Teleticino spiega le sfide logistiche che comporta questo nuovo tipo di organizzazione

Svizzera d'asporto
La soluzione dell'asporto

BERNA – Dalla Svizzera il settore dei pubblici esercizi cerca di difendersi con le unghie e con i denti di fronte alle restrizioni rese necessario dal Coronavirus. E se le misure di sicurezza esigono una chiusura al servizio regolare, ecco che si passa a quello eccezionale: l’asporto sta diventando la modalità di sopravvivenza prediletta dai gestori a Berna. Leggiamo la notizia dal sito ticinonews.ch.

Nel Canton Ticino i bar si riorganizzano

Le regole imposte da Berna hanno spinto diversi esercenti a ripensare il proprio lavoro. C’è dunque chi ha riconvertito il proprio servizio, trasformandosi in bar da asporto, offrendo caffè, bibite, pizze e panini ai passanti. E la clientela sembra rispondere bene alla nuova offerta.

“La nostra idea era di dare un servizio fisso al cliente e offrire socialità. Nel frattempo si lavora un po’ di più”, racconta Francesco Lepori, titolare del Bar Indipendenza a Bellinzona, che ai colleghi di Teleticino spiega le sfide logistiche che comporta questo nuovo tipo di organizzazione.

Per altri esercenti in Svizzera, invece, il servizio d’asporto è una questione di sopravvivenza e rappresenta l’unica chance per raccimolare qualche soldo

È il caso di Nicola Balmelli, titolare del bar Gazzaniga, che coraggiosamente ha inaugurato il suo locale appena quattro mesi fa e non può quindi beneficiare di aiuti dallo Stato. “Per fortuna che c’è il take away, cerchiamo di fare tutto il possibile per coprire tutte le spese”.