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ProCaffè festeggia 100 anni di attività: ecco il dietro le quinte della storica azienda di Belluno

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Procaffè alle sue origini

MILANO – I centenari non sono mai una cosa da poco per qualsiasi azienda. Sono un segnale di benessere di un’impresa, che ha saputo fronteggiare tante sfide durante il passaggio della storia. Tra momenti di crisi e spinte verso un futuro sempre più competitivo, abbiamo voluto raccontare il traguardo importante dei cento anni conquistati da Procaffè. Sicuramente una tra le realtà più solide all’interno e al di fuori dei confini nazionali per il mercato del caffè espresso. Attualmente parte di un importante gruppo internazionale proprietà della Wedl &Hofman GmbH e che racchiude sotto il suo marchio, diversi brand storici. Abbiamo parlato con Enrico Mason marketing manager.

Procaffè quindi accende 100 candeline, seguendo tre diversi brand di successo: Caffè Bistrot, Deorsola e Breda

Come mai la decisione di gestire tre marchi di caffè?

“Per essere precisi il secolo di storia appartiene per il momento al marchio Bristot che di fatto è quello più storico. E sul quale Procaffè, fin dalla sua costituzione, ha investito e sviluppato il network internazionale. La gestione collaterale di più marchi ha sicuramente una chiara valenza strategica nel territorio nazionale.

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JULIUS MEINL

Visto che, sia Deorsola che Breda, hanno un legame storico con diverse aree specifiche del nord Italia. Questo permette di presidiare ancora meglio la micro località legata alla presenza storica di questi due marchi. Il tutto senza creare grossi scompensi al modo Bristot.

La stessa copresenza strategica di questi tre marchi è applicata con successo anche all’estero; permettendo al Gruppo di cogliere opportunità di business in modo più rapido ed efficace. E’ da ricordare inoltre il ruolo sempre più importante che sta assumendo il marchio Vescovi. Il quale, nonostante presenti una gestione separata, rappresenta un patrimonio sul quale il Gruppo intende investire in modo crescente nel futuro prossimo.”

Il fatto di esser di proprietà di un’azienda alimentare straniera, che tipo di impatto ha su un’impresa nata e cresciuta in Italia?

“Di sicuro nessun impatto negativo. Anzi, la presenza di un Gruppo come Wedl alle spalle può solo assicurare solidità e affidabilità alla torrefazione. Procaffè ed in particolare Bristot hanno sempre operato nel mercato dichiarando una chiara appartenenza territoriale e un dna orgogliosamente Italiano.

La forza di questo Gruppo si origina dalla consapevolezza delle proprie origini generando
però un forte orientamento ai mercati internazionali. Di fatto quindi il cuore è Italiano, ma con strategica visione volta all’export.”

Parliamo di numeri

Dal punto di partenza a oggi, come sono cambiati i fatturati? Si registra una crescita e dove? Sul mercato internazionale o nazionale?

“Certamente un’accelerazione consistente nella crescita dei fatturati si è rilevata a partire dal 2000 con la costituzione del Gruppo, e grazie alle risorse messe in campo nel 2018 Procaffè ha superato il traguardo dei 35 milioni di euro. Con 5,3 milioni di kg di caffè tostato.

Il fatturato nel mercato nazionale pesa per un 43% sul totale mostrando una buona ripresa della crescita con un 3%. Per quanto riguarda l’export, Procaffè attualmente è presente in 65 paesi. Mostrando in particolare nel 2018 un consolidamento con relative crescite in Russia, Grecia, UK e in est Europa.

Nel 2019 si punterà allo sviluppo ulteriore del Far East, dell’Australia, degli Stati Uniti, e dei rimanenti Paesi europei. Sfruttando le forti crescite registrate negli ultimi mesi anche nel canale retail.”

La figura del fondatore Domenico Bistrot, è piuttosto emblematica della filosofia aziendale: qual è la storia dalle origini?

“La filosofia di Domenico Bristot basa le sue origini su un atteggiamento estremamente curioso e di sperimentazione. Era una sorta di pioniere per quei tempi e ha certamente influenzato le successive evoluzioni relative alle tecnologie legate al caffè. Siamo fieri di questo passato e sono questi i principi, curiosità e ricerca.

Che ancora muovono I nostri processi di innovazione e ci consentono di conservare un atteggiamento attento e critico nei confronti del mercato; siamo certamente ancora influenzati dalle nostre origini, ma in un modo positive che continua a muovere
la nostra azienda nel future. Siamo presenti in più di 60 Paesi; Procaffè è un’azienda italiana.

Ma con una visione globale e uno spirito internazionale. Questo è il grande asset che abbiamo costruito partendo da quella filosofia e trasformato in un prezioso vantaggio competitive.”

Quando è nata l’Accademia Procaffè? Com’è struttarata, a chi si rivolge e cosa propone?

“L’Accademia Procaffè è nata nel 2014; convertita nell’ultimo anno in Bristot Coffee Academy rappresenta uno dei dipartimenti più innovativi ed interessanti del Gruppo. Gestita e controllata dal cuore centrale con sede a Belluno, l’Accademia si compone di circa 20 strutture dislocate nei principali mercati in cui il marchio ha un peso rilevante a livello commerciale.

Oltre alle strutture sono le persone che rendono speciale il tutto; una trentina di trainers che costantemente si aggiornano, dialogano tra loro e si interfacciano con l’Azienda per migliorare quella che è considerata la missione principale dell’Accademia: istruire la rete, di baristi in particolare, per assicurare al consumatore finale il piacere di un caffè estratto secondo i parametri più corretti.

L’Accademia quindi in un certo senso cerca di educare gli operatori in modo che non venga reso vano tutto il lavoro che viene svolto accuratamente in torrefazione. Per fare questo è stato creato un team di trainers professionisti citato in precedenza, che attraverso specifici programmi, educano i baristi, e non solo, a raggiungere e mantenere un ottimo livello di estrazione delle nostre miscele.

Tutto questo sforzo non è solo dedicato al nostro network di clienti, ma soprattutto per i consumatori; garantendo così una notevole esperienza di gusto. Inoltre adesso siamo diventati la quarta torrefazione in Italia che può dichiarare di possedere una Coffee Academy certificate “Sca premier campus”.

Per il Gruppo è un grandissimo risultato che motiverà sempre più investimenti in questo tipo di programma.”

Che cosa ci può dire del prototipo Espresso eccellente?

“Il prototipo Espresso eccellente trova la sua origine e il suo senso più grande nella storia del fondatore Domenico Bristot. E’ da quella spinta visionaria ed innovativa che derivano un insieme di ricette e segreti che ancora oggi custodiamo e applichiamo alla trasformazione dei nostri caffè.

Questo prototipo quindi è un insieme di filosofia, esperienza e amore per quello che si fa ed è conservato all’interno della torrefazione. Quello che possiamo e vogliamo comunicare al riguardo, lo facciamo attraverso quello che ci viene meglio, il nostro
Espresso. Tutto il resto lo custodiamo per noi gelosamente.”

Vantaggi e svantaggi di avere una sede a Belluno, un po’ fuori dalle grandi rotte del commercio del caffè?

“Non ci sono svantaggi evidenti legati alla posizione della torrefazione. Anzi, siamo costantemente influenzati da un territorio unico e speciale. Con valori forti e chiari che ci guidano ogni giorno nella cura e nel trattamento delle materie prime. Di fronte a tutta questa meraviglia, le grandi rotte passano in secondo piano e concretamente non ci penalizzano.”