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Primo Aroma, la torrefazione artigianale di Trieste dal volto umano

Polojaz
Fabrizio Polojaz, cofondatore e amministratore di Primo Aroma e presidente dell'AssoCaffè Trieste

TRIESTE – Spazio nel recente focus del Sole 24 Ore – supplemento Food24 – dedicato al caffè anche per una giovane realtà triestina: la torrefazione Primo Aroma. Fondata nel 2007 da Fabrizio Polojaz (presidente dell’AssoCaffè Trieste) e da Corrado Bassanese, l’azienda ha avuto un vero battesimo di fuoco trovandosi a fare i conti con le conseguenze della crisi finanziaria del 2008 e con l’impennata dei prezzi del caffè verde a inizio decennio.

Vi proponiamo di seguito l’articolo a firma di Barbara Ganz, che inizia con queste parole di Polojaz, che è anche amministratore di Primo Aroma:

“Abbiamo fatto delle scelte: metterci tutta la perseveranza e anche la nostra competenza, mantenere il legame con la clientela anche a costo di rimetterci: è stata la cosa giusta, e undici anni dopo siamo qui a darci pacche sulle spalle ricordando il passato”.

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Fabrizio Polojaz è amministratore di Primo Aroma e socio fondatore insieme a Corrado Bassanese. Entrambi provenienti da famiglie di professionisti del caffè, hanno lavorato per aziende del settore fino alla decisione di aprire un’azienda propria.

L’importanza del fattore umano

“Siamo una torrefazione quale prevale il fattore umano, mentre industrie più grandi si affidano alla tecnologia – spiega Polojaz – lavoriamo le diverse tipologie di caffè separatamente, per poi unirle in miscele che rispettano le caratteristiche e i tempi di tostatura di ciascuna anche se questo significa complicarci un po’ la vita. E’ un po’ come fare una grigliata mista: non puoi mettere insieme tutto subito, sennò qualcosa si brucia e qualcosa resta indietro”.

Quando i chicchi cantano due volte

Un lavoro che richiede “occhi, naso e perfino orecchie, perché i chicchi sono pronti quando cantano per la seconda volta. E’ il rumore caratteristico che si avverte quando la temperatura sale, un po’ come lo scoppio di un pop corn, ma meno forte. Quasi un canto, appunto”.

Sfumature che richiedono abilità: “Abbiamo in azienda un torrefattore che fa questo mestiere da 36 anni. Ma ci sono anche i giovani: oggi siamo in sette, il fatturato è di 1,5 milioni”.

Ci mettiamo la faccia

I due soci fondatori sono entrambi anche assaggiatori di caffè “e l’inizio del nostro lavoro consiste sempre nell’ assaggiare i migliori campioni di caffè verde prima del loro arrivo e valutarne l’utilizzo”. Primo Aroma tratta 250 tonnellate di caffè l’anno, provenienti da 30 Paesi di origine differenti. Fin dall’inizio sui barattoli e sulle confezioni hanno pubblicato anche la propria immagine e le rispettive firme, “un modo per far capire che siamo garanti della qualità e ci mettiamo la faccia”.

La clientela – importatori e distributori – è per il 70% estera

Predominano le private label, le etichette che vogliono offrire un prodotto italiano ai clienti (in canale Horeca: hotel, ristoranti, caffè), dall’Europa al Medio Oriente.