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PREZZI – Caffè, in Toscana listini bloccati, ma per il Centro studi Fipe è venduto sottocosto. Chiusi 3000 bar

FIRENZE – Caffè, in Toscana prezzi bloccati ma a Firenze la tazzina costa di piùPiù “salato” a Firenze che nel resto della regione. Con i bar del centro dove può costare anche 1,10 o 1,20. E’ il listino dei prezzi del caffè in Toscana dove in media una tazzina costa ancora 90 centesimi.

A Firenze, invece, si arriva già a 1 euro con alcune eccezioni e con “prezzi bloccati – spiegano dalle associazioni di categoria – da cinque anni”. Un po’ per la crisi, un po’ per la concorrenza di macchinette e distributori automatici, a Firenze ogni locale adotta le proprie contromisure per non perdere la clientela e, allo stesso tempo, combattere gli aumenti delle materie prime.

Ognuno fa come crede e può. Più costosi i locali nel centro storico della città, da piazza della Repubblica a piazza della Signoria mentre in periferia ” il costo della tazzina è pressoché uniforme – racconta Aldo Cursano, presidente Fipe Toscana – con un prezzo di 90 centesimi, anche se può capitare di trovare pure locali dove si può spendere “solo” 80 centesimi”. Eppure qualche giorno fa a lamentarsi su Facebook era stato lo scrittore e attore Fabio Volo postando lo scontrino del bar Gilli in piazza della Repubblica dove aveva pagato un caffè 4 euro: “Non c’è una legge che stabilisce un prezzo massimo, ma chi si siede a quel tavolino sa di dover pagare di più – spiega Daniele Locchi, presidente Fiepet Confesercenti – perché in quella tazzina sarà messo in conto la materia prima, la città, il luogo centrale in cui si trova e l’affitto della pedana in piazza “.

Esclusi i casi limite Locchi spiega che “il caffè non è un prodotto ma un’insegna”. E’ un elemento psicologico e il commerciante tende a non cambiare il prezzo fino a quando il costo è a un livello accettabile”. Se sull’autostrada Firenze-Viareggio una tazzina costa 1,05 centesimi in città è ancora mediamente ferma a 1 euro con qualche “epico coraggioso che lo vende ancora a 90 centesimi”, dice Locchi.

“Ogni commerciante adotta una sua politica – dice Locchi – con esercizi che cercano di conservare il valore psicologico della tazzina a 1 euro fino a quando la crisi lo permetterà mentre altri lo hanno già aumentato puntando sulla nicchia di clienti”.

“Da cinque anni il prezzo del caffè è fermo mentre ci costano più cari il biglietto del trasporto pubblico locale e il quotidiano, dal 30% di Firenze all’80% di altre città italiane”, continua Aldo Cursano, presidente di Fipe Toscana, che commenta le polemiche scoppiate dopo la decisione, in Liguria, di alcuni pubblici esercizi che hanno alzato il prezzo del caffè. “Autobus e giornali sono beni con cui tradizionalmente è sempre stata confrontata la nostra tazzina, con una differenza: i baristi non sono sostenuti da sovvenzioni statali o locali”.

Materie prime, manodopera, trasporti e pubblicità:”una lunga lista di spese che lievitano continuamente – dice Cursano – e se i bar dovessero vivere solo di caffè ad oggi ci rimetterebbero”. E’ il caso di una pasticceria del centro di Firenze che ha deciso di aumentare a 1,10 il prezzo del caffè puntando, però, sulla vendita degli altri prodotti: “Sto cercando di reggere la crisi non preservando i clienti del caffè – ha detto la titolare della pasticceria – ma coloro che vengono e comprano altri prodotti più remunerativi”.

Il caffè, secondo l’analisi del nostro Centro Studi Fipe, viene venduto sotto costo. “Non stupisce però che negli ultimi cinque anni abbiano chiuso 34.000 pubblici esercizi in Italia e 3000 in Toscana- spiega Cusano – Quando i costi superano i ricavi tutto un modello economico è a rischio, e con lui uno stile di vita e una tradizione del caffè che il mondo ci invidia”.

Nessuno, comunque, regala più niente. Neanche la “macchia” di latte del caffè macchiato con i dieci centesimi in aggiunta che ormai vengono richiesti in molti bar della città. Peggio ancora se si chiede in tazza grande, lì assomiglia pericolosamente al cappuccino e i 10 centesimi di aggiunta sembrano più ragionevoli.

Fonte: Repubblica firenze

Per leggere l’originale: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/11/30/news/caff_in_toscana_prezzi_bloccati_e_un-72363800/