Home Aziende Pernigotti, l...

Pernigotti, la protesta dei dipendenti arriva a Sigep: «Noi non molliamo»

pernigotti
In viaggio per Sigep, i lavoratori sono pronti alla protesta alle porte della Fiera riminese

RIMINI – Il Salone dedicato alla pasticceria artigianale e non solo, ha aperto le porte d’ingresso a aziende, professionisti e campioni, sino al 23 gennaio. L’entusiasmo condiviso, gli appuntamenti e le competizioni sono ogni giorno gli ingredienti principali della ricetta perfetta di Sigep 2019. Una quarantesima edizione che registra già numeri incoraggianti per gli ingressi, rispetto solo all’anno precedente. Ma è tutto rosa e fiori? L’incubo che da mesi ha colpito lo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure, non si lascia impressionare dalla vetrina riminese, anzi. I lavoratori continuano sulla linea della protesta, organizzando il loro pellegrinaggio proprio verso la Fiera.

Una missione che ha come obiettivo quello di non cadere nel dimenticatoio, proprio quando tutte le luci sono puntate sull’evento che lancia il 2019. Il dettaglio di questa spedizione, dall’articolo di Massimo Putzu da lastampa.it.

Pernigotti: destinazione Sigep

Partenza alle 5. Puntuali. In viaggio con la cinquantina di dipendenti della Pernigotti che hanno deciso di manifestare alla rassegna alimentare dove anche l’azienda dolciaria ha allestito uno stand. Come fa da alcuni anni.

I dipendenti al momento della partenza

La cinquantina di lavoratori è la rappresentanza dei 100 dipendenti fissi e dei 150 interinali che dal 7 novembre scorso sono in assemblea permanente nello stabilimento di Novi Ligure dopo l’annuncio della proprietà turca di chiudere il sito produttivo di Novi Ligure. «Pernigotti ė di Novi Ligure» ė stato uno degli slogan di queste settimane contro il tentativo di spacchettare le varie produzioni assegnandole ad imprese terze. Pernigotti ė uno dei simboli di Novi Ligure dal 1860.

Lo striscione «Toksoz Go home»

Srotolato alla partenza nel piazzale dello stabilimento, riproposto al Sigep dove il bus dei dipendenti Pernigotti è arrivato attorno alle 9. Altoparlanti, trombette da stadio e le locandine gialle de La Stampa con su scritto «Pernigotti ė solo una ed ė italiana» completano la dotazione della protesta all’esterno della fiera.

Continuerà tra gli stand?

«Sarà lasciata all’improvvisazione, vedremo », dice Luca Patelli, uno dei lavoratori sul pullman.

Lo scorso il 15 novembre un altro pullman di lavoratori aveva nell’occasione raggiunto Roma per manifestare sotto la sede del ministero dello Sviluppo e per incontrare il vice premier Di Maio. Che aveva promesso aiuto.

Fra le manifestazioni d’interesse per l’acquisizione di Pernigotti, premesso che i turchi vogliano vendere e cedere il marchio che resta il nodo principale di tutta la vertenza, si ė fatto avanti un fondo indiano disposto a rilevare tutto oppure il 51% del pacchetto della proprietà.

La trattativa prosegue ma il tempo stringe

Il 5 febbraio a Roma si dovrebbe decidere per la cassa integrazione per cessazione di attività. Ma c’è fiducia per uno slittamento dei termini per dare tempo al fondo indiano di proseguire nella trattativa.

Intanto adesso i lavoratori vogliono far sentire la loro voce, tutto il loro disagio per una situazione difficile e affermare la dignità del lavoro. «Noi non molliamo» ė il loro grido di battaglia.