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Hoffer, Consorzio Promozione Caffè: «Il prezzo lo fa il mercato, comandano domanda e offerta»

Il Presidente del Consorzio promozione caffè: "Il prezzo del caffè andrebbe trattato come quello di qualsiasi altro bene soggetto alle regole del libero mercato, in cui è lo stesso a determinarne i costi. Non lo fa il Consorzio promozione caffè, nè un'associazione di consumatori e di esercenti. Anzi, non solo non lo fa, ma è illegale che lo faccia."

Patrick Hoffer è presidente della Torrefazione Corsino Corsini e pure presidente del Consorzio Promozione caffè
Patrick Hoffer è presidente della Torrefazione Corsino Corsini e pure presidente del Consorzio promozione caffè

MILANO – In un momento particolarmente delicato per il settore, a partire proprio dalla crisi che sta attraverso il canale del fuori casa, vi proponiamo, attraverso un’intervista, il punto di vista di Patrick Hoffer Presidente Consorzio Promozione Caffè. Con il quale è stato possibile fare un’analisi sui punti cruciali per affrontare il presente e magari tracciare qualche prospettiva futura, con i dati alla mano.

Che cos’è il Consorzio Promozione Caffè

Consorzio Promozione Caffè
Consorzio Promozione Caffè

“Il Consorzio Promozione Caffè, è un organismo che riunisce Aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè, oltre che produttori di macchine professionali per caffè. È aperto a tutti gli attori della filiera interessati alla sua attività. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione su caffè e caffeina e i loro effetti sulla salute e il benessere, sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate, oltre a promuovere il consumo del caffè nel nostro Paese.

Tanti anni fa le caratteristiche della bevanda non erano così conosciute, ma oggi, come è noto, il caffè è un elemento fondamentale della nostra alimentazione e del nostro stile
di vita, cui sono associati tanti aspetti che favoriscono il benessere.”

Marchio caffè benessere del Consorzio promozione caffè
Marchio caffè benessere

Oggi il Consorzio sta affrontando il tema, purtroppo tragico, del mondo dell’Horeca e ciò che sta accadendo in questo settore bistrattato. A riguardo ci sono delle iniziative mirate del Consorzio?

“Stiamo avviando una campagna di sostegno per promuovere il ritorno del consumo del caffè al bar. È un piano di comunicazione che include anche l’ambito social. Come ben si sa, il 90% dei torrefattori, degli oltre 800 presenti in Italia, sono dedicati quasi
esclusivamente al mondo dell’Horeca”.

In questo momento oltre che sul consumo, c’è dibattito sul prezzo dell’espresso. Qual è la posizione del Consorzio?

“In realtà il tema non è oggetto di discussione in ambito associativo, in quanto il prezzo dell’espresso, come quello di qualsiasi altro bene, è soggetto alle regole del libero mercato, che ne determinano il valore. Il prezzo va regolato dalla domanda e dall’offerta come per qualsiasi altro prodotto.

Desidero sottolineare: la polemica è una speculazione che fa male a tutti. Il prezzo del caffè dev’esser libero e ciascun barista può deciderlo, nessun altro può imporlo.”

Perché si discute del prezzo del caffè al bar e non invece di quello del bicchiere di vino o del tè?

“Con una battuta direi… perché così la gente sa di cosa parlare. È una polemica assolutamente pretestuosa. Il prezzo del caffè è libero. È come il giornale quotidiano: chi lo vende a un euro, chi lo vende a due. Nessuno lo impone nel mercato libero.”

Oltretutto ci sono anche tipi di caffè diversi che possono esser serviti nello stesso bar…

“La qualità ed il servizio possono incidere sul prezzo finale della bevanda. Spetta ai baristi far percepire tali valori ma, ribadisco, il prezzo dell’espresso è determinato dalla domanda e dall’offerta. Esiste inoltre un’Autorità pubblica preposta ai controlli e, in un mercato libero, i prezzi non possono essere imposti”.

Dietro il prezzo c’è anche l’attuale crisi economica dell’Horeca

“Il Coronavirus, ha comportato una pandemia che non vede colpevoli, e ha determinato un problema enorme per una fetta importantissima del Paese, che coinvolge oltre il bar, la ristorazione, gli hotel e i villaggi turistici. Questa è la situazione: ci sono stati due mesi, marzo e aprile 2020, in cui i consumi sono arrivati a zero e i pagamenti si sono totalmente
fermati. Questo ha portato a una crisi profondissima, che ha riguardato oltre il 90% dei torrefattori.

Con conseguenze che ad oggi sono ancora difficili da calcolare. Non solo si è rimasti fermi: ora che si sta riaprendo, lo si fa con estrema difficoltà, anche a causa delle
limitazioni negli spostamenti e dell’assenza di turisti. Forse è una riapertura addirittura peggiorativa e le conseguenze graveranno su tutto il mondo della torrefazione.”

Un’indagine indica che tre bar su 10 non hanno riaperto, o c’è chi ha riaperto e ora decide di richiudere. Quale sarà l’impatto?

“Gravissimo. Ancora oggi è incalcolabile perché non vediamo la luce in fondo al tunnel. Il turismo azzerato, che rappresenta per molte zone del nostro Paese un supporto fondamentale all’economia, avrà ripercussioni sui fatturati degli operatori che non ripartiranno per tutto l’anno. Si tornerà, forse, alla situazione pre-Covid nel 2022.

I dati sono impietosi. Purtroppo, tutta la filiera è stata colpita in modo drammatico, oltre ai torrefattori, tutto il settore dell’industria che lavora sul mondo fuori casa ne risentirà.”

Non rischiano, i torrefattori, di diventare ancora più banche di quanto non lo siano già oggi?

“Dubito altamente. È un’attività, quella della banca, che lasciamo fare a chi di competenza. Lo escludo.”

Passiamo all’attività quotidiana del Consorzio: quali sono i dati più aggiornati in questo contesto

Alcuni numeri sul settore

 

“Nel 2019 i dati erano positivi. Parlando del canale Horeca, c’è stata una crescita rispetto al 2018, quasi del 2% a volume e di circa l’1% a valore, per un controvalore di quasi 900 milioni di euro. Ovviamente su 6 miliardi di tazzine che vengono servite annualmente al bar, quest’anno sarà un’ecatombe. Solamente nei mesi di marzo e aprile, le vendite di caffè torrefatto nel canale Horeca, sono prossime allo zero, incidendo, approssimativamente, per oltre 70 milioni al mese”.

Focus sull’Horeca

Focus sull’Horeca

“Se analizziamo poi i comunicati di Fipe, si arriva a una perdita complessiva di quasi 34 miliardi di euro con il fallimento di oltre 50 mila imprese.”

Dati TradeLab

Dati TradeLab. C’è un unico dato buono che emerge in tutta la situazione negativa: l’esplosione della vendita del caffè online, soprattutto di capsule

“Le vendite di capsule e cialde in Italia, in questi mesi, hanno superato quelle del macinato per la moka, segnando così un cambiamento radicale dei consumi degli italiani in clausura forzata. L’online è esploso in particolare nel caffè con numeri importanti: la
crescita è di oltre il 100% sia sui siti generalisti che su quelli delle singole aziende. Ciò implica una diversa organizzazione del sistema e una diversissima catena di valore per il torrefattore.

L’online è lontanissimo dal mondo dell’Horeca per un torrefattore. Non penso che questo fenomeno sarà costante: già questi primi mesi del post lockdown non sono così eclatanti come quelli passati, ci sarà un effetto rebound. Per esser ottimista, sono sicuro che il mondo della ristorazione e del fuori casa tornerà ad essere protagonista e noi
riprenderemo a prendere il caffè al bar.

È un simbolo dell’italianità e del nostro modo di vivere. L’unica domanda è: quanto tempo ci vorrà. Bisogna esser estremamente forti e riuscire a tener duro in questi momenti critici. Ma ho fiducia che torneremo con soddisfazione a bere l’espresso al bar.”

Lei si è fatto uno scenario sulla ripresa?

“In questo momento è difficilissimo, sono troppe le variabili. Se parliamo della mia regione, la Toscana, che vive come altre zone prettamente sul turismo, sarà tra le più colpite ed il settore tarderà a ripartire. Gli operatori che, invece, non sono specializzati sul turismo si riprenderanno prima. Questo vale per tutta Italia: le aree che vivono di più di turismo tarderanno a partire.  I tempi? Sono impossibili da definire.”

Concludiamo con l’aspetto romantico legato al caffè: l’uso della moka. Con più tempo a disposizione a casa è tornata in auge?

“Mi piacerebbe molto che fosse così, perché è il modo che personalmente preferisco di consumare il caffè. Tuttavia, il mondo della capsula e della cialda si sta evolvendo. I numeri già citati lo confermano: l’esplosione del mono porzionato procede imperterrita.”

La scheda sintetica Consorzio Promozione Caffè

Consorzio Promozione Caffè
Consorzio Promozione Caffè

Il Consorzio Promozione Caffè riunisce aziende che producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè torrefatto, caffè decaffeinato, caffè solubile e capsule e cialde di caffè, oltre che produttori di macchine professionali per caffè. Da oltre 20 anni il Consorzio è impegnato a promuovere un programma di educazione e informazione sul caffè e le sue caratteristiche, il comparto caffè e il mercato, gli effetti del caffè sul benessere sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate.

In particolare, oggi il Consorzio Promozione Caffè è fortemente impegnato a sostenere l’Horeca con una campagna di comunicazione che sottolinei la centralità del canale e l’importanza del ritorno degli italiani al bar, sottolineando come il caffè continui a rappresentare un elemento imprescindibile delle abitudini di consumo e della ritualità
quotidiana.

Il Consorzio Promozione Caffè è attivo anche con un sito internet e una pagina Fb legate ai temi delle proprietà del caffè, benessere e stili di vita:

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