venerdì 23 Gennaio 2026
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America Latina: Export del Guatemala in crescita nei primi 4 mesi del 2011/12

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caffè guatemala
Sacchi di caffè

MILANO – L’export del Guatemala segna un +3,56% sull’anno nel periodo ottobre 2011 – gennaio 2012. Secondo Anacafé, i produttori locali hanno esportato, nei primi 4 mesi dell’annata caffearia 2011/12, 625.700 sacchi di caffè da 60 kg, contro i 604.199 sacchi dell’analogo periodo dell’annata anteriore.

Nell’intero 2010/11, i caffeicoltori guatemaltechi hanno esportato un totale di 3.652.458 sacchi. L’export dell’Honduras, massimo produttore di caffè centro americano, è cresciuto a gennaio del 18,6%, risultando pari a 641.284 sacchi. La Costa Rica ha esportato lo scorso mese 138.460 sacchi: un dato grosso modo in linea con quello dell’anno passato.

Iniziativa Cia Conad: l’idea di assaporare il caffè per la ricerca contro il cancro

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ricerca contro il cancro sovvenzioni dalle torrefazioni
Ricercatori al lavoro

MILANO – Prosegue nel circuito dei supermercati CIA-Conad l’iniziativa di sostegno alle attività di ricerca contro il cancro dell’IRST – Istituto Tumori della Romagna, volute dalla Torrefazione B.G. Continua la vendita dei pacchetti di caffè della Torrefazione BG griffati con lo slogan “Il caffè per la ricerca” i cui proventi finanzieranno la ricerca contro i tumori dell’IRST – Istituto Tumori della Romagna.

Dall’8 agosto scorso è possibile trovare nei punti vendita dell’importante catena commerciale CIA-Conad presenti nei territori della Romagna, province di Ancona e Pesaro-Urbino, Veneto e Friuli-Venezia-Giulia, le confezioni di caffè prodotte dall’azienda artigianale forlivese.

I supermercati coinvolti fanno parte dei canali di distribuzione degli Ipermercati E.Lecler Conad, Superstores Conad, Supermercati Conad, Superette a insegna Conad City.

Per la ricerca

Il progetto che in questi primi mesi ha ottenuto un buon riscontro, è stato voluto dalla “Torrefazione B.G.” e da Commercianti Indipendenti Associati-CONAD per contribuire in maniera semplice e concreta, attraverso un’iniziativa che potesse facilmente coinvolgere un ampio bacino di utenza, a dare impulso alla ricerca contro il cancro effettuata all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola.

In questo modo il sostegno alla ricerca potrà essere alla portata di tutti semplicemente acquistando confezioni di caffè da 250g o 500g prodotte dall’azienda romagnola allineati sulle scansie o negli espositori appositamente creati, presenti nei punti vendita CIA-Conad.

Parte del ricavato andrà all’IRST di Meldola che utilizzerà i proventi per finanziare i suoi numerosi progetti di ricerca in campo oncologico.

Distribuzione automatica, debutta il reverse vending: scopriamo che cosa è

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caffè biologico sostenibilità alimentare programma del ministero bilancio deloitte di sostenibilità planet

MILANO – Se restituisci la bottiglia hai uno sconto sulla spesa. Questo sistema di incentivo alla raccolta differenziata è stato sperimentato in Norvegia, Olanda, Croazia, Finlandia, Danimarca, Spagna, Belgio e Germania e da oggi funziona anche in Italia. Alla base di questi sistemi ci sono apparecchiature che premiano la virtuosità del cittadino: ad ogni bottiglia riciclata il deposito automatico dona un bonus, corrispondente alla cifra pagata per il “vuoto” al momento dell’acquisto, spendibile per gli acquisti nei negozi aderenti al circuito.

L’esperienza norvegese

La società TOMRA, con sede ad Asker, in Norvegia, opera dal 1972 nel campo del “reverse vending”, modalità di raccolta dei rifiuti in cui chi deposita il materiale all’interno di dispositivi speciali della raccolta differenziata riceve un incentivo economico.

Si tratta di apparecchi che funzionano al contrario di un normale distributore di bevande, invertendo tutte le procedure di riconoscimento ed erogazione. Oltre 65.000 le macchine installate in 50 paesi al mondo, basate su diverse tecnologie, come la lettura dei codici a barre, il riconoscimento di forma e materiale del contenitore e la scansione ottica.

Un impeccabile sistema di videosorveglianza garantisce inoltre un costante controllo degli oggetti inseriti nella macchina. La TOMRA è stata nel 2011 tra i sei candidati al Premio per l’innovazione del Norvegian Research Council, consegnato il 21 settembre scorso in una cerimonia ad Oslo.

In Italia

A diffondere per prima in Italia il sistema delle reverse vending machines è stata la RD Italia, società di Napoli esclusivista per l’Italia della norvegese TOMRA.

Ad oggi, grazie a questo sistema introdotto sia nella grande distribuzione che nelle scuole, come ad esempio all’interno del Liceo Umberto I, sono state raccolte dalla RD Italia oltre 617.000 bottiglie e quasi 77.000 lattine, che hanno consentito un risparmio di 123.545 kg di Co2 e di 41.181 kg di petrolio.

Reverse vending

Presente in Italia dal 2009, l’Associazione Reverse Vending Italia stimola da noi la conoscenza delle tematiche relative alla raccolta differenziata dei materiali riciclabili. L’associazione no profit organizza seminari, svolge attività di formazione e aggiornamento, promuove la ricerca e l’introduzione in Italia di sistemi di reverse vending.

Al centro delle sue politiche è sempre il cittadino, l’anello forte di una catena in grado di trasformare il rifiuto in risorsa attraverso i sistemi di riciclo intelligente.

La differenziata premia

Nella città di Aquilonia il sistema di reverse vending è già sperimentato a livello comunale dal 2010. La raccolta differenziata si è qui trasformata in un gioco a premi: accumulando punti, i cittadini possono ottenere ricariche telefoniche, blocchetti per la mensa scolastica e abbonamenti alla palestra.

L’iniziativa di Vivi Milano, il settimanale del Corriere della Sera: «Vota il barista 2012»

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MILANO – Prosegue l’iniziativa di Vivi Milano, l’inserto milanese del Corriere della Sera. Con quasi 6.000 mail ricevute in tre settimane è stata superata ogni previsione. L’iniziativa «Vota il barista 2012» sta scatenando una vera e propria competizione che coinvolge tutti i bar della città. Sono nati gruppi su Facebook per segnalare e sostenere il candidato preferito, e al tempo stesso, in ogni bar i diretti interessati stanno facendo simpaticissime «campagne elettorali», anche appendendo le pagine di ViviMilano con i baristi della settimana.

Nel frattempo (e fino alla fine dell’iniziativa prevista per la metà di marzo) continueremo a verificare di persona (andandoli a trovare anche in incognito) i baristi che risultano più amati, e, alla fine, sceglieremo i vincitori. Seguiteci ancora numerosi! Per segnalare il vostro barista preferito basta cliccare su milano.corriere.it/votailbarista e compilare la scheda, indicando il suo nome e il bar in cui lavora.

ALESSANDRA, SIMPATIA MULTIETNICA

«È una barista fantastica, si impegna per creare occasioni d’incontro. Adoro il Kyo, mi sento benvoluta e a casa» (Francesca, 38 anni, tv producer). Alessandra è di padre turco e mamma pugliese, ha un passato da ragioniera per cui non ha alcuna nostalgia e da un anno ha realizzato il sogno di aprire questo baretto simpaticissimo e multietnico.                  ALESSANDRA TURKMEN 31 ANNI, KYO CAFÉ, VIA LOMAZZO 55

ENZO, GENTLEMAN DEL BANCONE

«Sorridente, lavora con entusiasmo, ha sempre la battuta pronta ed i suoi caffè gli rendono onore». Mariaserena (architetto, 42 anni), confessa di passare dal Treves Bar anche solo per fare due chiacchiere. Enzo dispensa bevande e sorrisi dal bancone dello stesso locale da 19 anni con uno stile impeccabile, da barista d’altri tempi.                                         ENZO D’ACQUINO 63 ANNI, BAR TREVES, LARGO TREVES 2

GIULIO: RICORDA I GUSTI DEI CLIENTI

Arriva al bar alle 5 e mezzo del mattino, apre alle 7 e smonta alle 17.30: tanto lavoro per Giulio Ferro, 32 anni. Ricambiato, però, dall’affetto dei suoi clienti abituali, come Andreana Ambra d’Altilio (48 anni, casalinga): «È gentile, ha sempre un complimento per me e le mie amiche e ricorda come ad ognuna piace il cappuccino o il caffè».                              GIULIO FERRO 32 ANNI, GOLD CAFÉ, CORSO GARIBALDI 89 I baristi della settimana/1

MARTA TI FA SENTIRE SPECIALE

«I bravi baristi sono tanti ma nessuno è solare come Marta: è un piacere prendere un caffè al Lino’s e chiacchierare con lei, ti fa sentire una cliente speciale»: così Maria (30 anni, impiegata), presenta la giovane e sempre sorridente Marta. La sua specialità? Il caffettino «goloso», con crema, caffè espresso e tanta panna.                                                MARTA SALVATORE 24 ANNI, LINO’S COFFEE, VIA TURATI 40

MARIO, CORTESIA E PROFESSIONALITÀ

«Un barista assolutamente perfetto, un esempio di professionalità e cortesia insieme»: è Francesca (31 anni, cuoca) a tesserne le lodi. Attentissimo ad avere tutto sotto controllo anche nei momenti «critici», quelli di maggior affollamento, accompagna il servizio efficiente con uno sguardo ironico e un sorriso sornione. È barista al Ted One dal 1987. MARIO DA CRUZ 48 ANNI, TED ONE BAR, VIA SOLFERINO 32

STELLA, ENERGIA E TANTA GENTILEZZA

«Stella è solare, sempre affabile, fa ottimi cappuccini, e il bar è gestito da lei e le sorelle, tutte belle donne»: è la segnalazione di Pierangelo Ghiringhelli (58 anni, bancario). Stella ha un’allegria e una voglia di fare davvero esuberanti, in ogni momento della giornata. È una milanista sfegatata e gestisce l’attività con la mamma e le sorelle da quindici anni. STELLA PATTI 41 ANNI, BAR MAGIC GAMES, VIA OSMA 5

GIGI, LA CORDIALITÀ PRIMA DI TUTTO

Il bar di famiglia apre già alle 6.30 del mattino perché le brioche sono fatte in casa: «Lavoro tanto, anche più di dodici ore al giorno, ma mi piace il mio mestiere: certo è fondamentale essere sempre cordiali»: così si racconta Gigi, segnalato da Maria Sacchetti, giovane studentessa di vent’anni, che assicura: «Merita di vincere lui, per la simpatia e per la marcia in più che ha come barista».                                                                       GIGI VIVIANI 29 ANNI, CAFÉ DELLA PORTA, CORSO DI PORTA ROMANA 131

ALESSANDRO, CAPPUCCINI SUPER

L’ha votato Cristina De Caro (49 anni, edicolante): «Anche al mattino presto è sempre allegro e i suoi cappuccini sono super». Alessandro, fin da piccolo, ha lavorato nei bar: il papà ne aveva uno alle Colonne di San Lorenzo. È qui da tredici anni e deve molto a Enrico, il titolare, che gli ha trasmesso la passione per questo mestiere. Nel tempo libero gioca a calcetto.                                                                                                     ALESSANDRO ROSSETTI 28 ANNI, BAR MEDA, CORSO DI PORTA ROMANA 54

ANNARITA, GENTILE E CREATIVA

L’ha scelta Valentina Castiglioni (28 anni, ricercatrice) perché è molto simpatica e nel suo bar i prezzi non sono troppo cari. Annarita gestisce il suo bar da due anni, con il socio Claudio, dopo otto anni di dura gavetta. Le piace essere creativa in ogni cosa che fa, è appassionata di arti marziali, ma il tempo libero non le basta! Per ottimizzare le spese, vive con una sua amica.                                                                                          ANNARITA RUSSO 34 ANNI, CALLISTO CAFFÈ, VIA VITRUVIO 8

DAVIDE, L’ARTISTA DELLA SCHIUMA «Un cuore grande e sempre un bellissimo sorriso per tutti i suoi clienti. La premura è la sua più grande dote» (Giuliano, 67 anni, pensionato). L’allegria di Davide (e del fratello Dario) è contagiosa ed il servizio è curatissimo. Imperdibile il cappuccino «del buonumore», con l’orsetto e altri disegni di fantasia «ricamati» sulla schiuma.                                                                                     DAVIDE MASTELLONE 36 ANNI, DADA CAFÉ, VIA ALA 2 (ANGOLO VIALE ZARA 145)

Il commento: I sogni che liberano: dentro la pubblicità illycaffè 2006

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Il logo illycaffè

MILANO – Sul Corriere d’Abruzzo è uscito nella pagina “Cultura” un commento di Federica Ferretti che legge in modo approfondito la pubblicità illycaffè del 2006. Ve lo proponiamo.

“Il più grande merito della tecnologia è stato di certo la fiducia riposta nella contaminazione linguistica, che ha aiutato i vari ambiti artistici a smussare gli angoli della loro incorruttibilità, rinnegando una volta per sempre, un concetto elitario degli stessi, a favore di un allargamento della generale conoscenza.

Il gusto del popolo si è migliorato pure grazie al linguaggio musicale, che, cambiando di destinazione, è divenuto parte del progresso evolutivo di ognuno di noi.

Ecco che significa definire il cinema “Biblia pauperum”, dal momento che se ne fece un teatro in miniatura, anche se, come abbiamo più volte avuto modo di ribadire, il Potere lo utilizzò spessissimo alla ricerca di un inaspettato consenso.

Lo spot pubblicitario, non si esime da una simile logica, che viene forse esasperata. Ciò porta ad affermare anzi e quasi per paradosso, che esso si sia in breve trasformato nello specchio più fedele della nostra società, dei suoi vizi e virtù.

Una società del tutto in bilico tra passato e futuro, che non vuole ancora smettere di indossare la sua maschera consunta, per esprimersi sul palcoscenico di una modernizzazione ormai impazzita, sfuggita per tanti, troppi aspetti, al suo controllo. Eppure i sognatori resistono alle lusinghe del tempo e tornano sulla terra per aiutarci ad assimilare il recondito senso dell’onirico.

Questo è il caso dello spot Illy Caffè 2006, nella full version che viene legata insieme da “Atlantico” di Roberto CacciaPaglia, tra l’altro tratto dall’album che si intitola emblematicamente: “Incontri con l’anima”.

Qui, la musica attraversa tutti gli stadi introduzione narrativa, da semplice commento fino a farsi personaggio che redime e salva il mondo in nome del gusto della bellezza.

Si raffigura così quel mondo in cui dovremmo ancora credere, dove è tutto possibile, dal danzare un sensuale tango sull’acqua, all’incorniciare se stessi, la propria giovinezza ed il proprio futuro, nell’incanto di uno stato di natura che occorre riscoprire.

In quest’ambiente, si puntano gli occhi anche addosso ad uno scrittore, che viene magicamente avvolto da piume, quelle delle ali che gli serviranno per saltare un attimo in cielo, sondare emozioni e desideri.

E intanto, la musica si fa attrice nei panni di un violoncellista che ha scelto di esercitarsi nel bosco che tutti, un giorno, dovremo attraversare, per tornare a recuperare noi stessi, tra amazzoni e sogni di ogni natura, dove l’uomo e la donna si trovano ad essere raffigurati uguali, con la lunghezza dei capelli che ad un certo punto si incrociano, si uniscono, si intrecciano.

In questa meravigliosa infinitezza di anime che si contaminano, un bambino ed un uomo continuano a giocare con l’acqua ed il fuoco, gli elementi vitali per la sopravvivenza, ma, intanto, il Novello Icaro è finalmente riuscito a tornare sulla terra, davvero libero perché ha imparato a sognare.

Perché “bisogna imparare a sognare, per essere liberi, così non dovremo volare per essere liberi”. Un bacio suggella l’unione di un uomo ed una donna moderni che si appresteranno, a fine spot, a bere il caffè Illy, quando si recita che “la bellezza ha un gusto”.

Il messaggio è chiaro, struggente nella sua evidenza: fino a che al mondo ci saranno dei sognatori, attraverso i cui occhi riuscire a cogliere la rimanente bellezza, saremo salvi. La società tornerà ad ascendere le vette cui aspira, se i giovani riprenderanno a sperare che tutto sia davvero possibile.”

di Federica Ferretti

Giovanni Bortoli (Demus) vince la semifinale italiana tra assaggiatori di caffè

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cup tasting Bortoli
Esempio di cup tasting

TRIESTE – Alla fine ha prevalso Giovanni Bortoli, della Demus, esperto del settore: ha battuto Dennys Candieracci e Cinzia Linardi. Questa è la classifica della seconda semifinale italiana del campionato assaggiatori di caffè organizzata da Scae Italia.

La prova si è svolta sabato all’Expo Mittelschool di via San Nicolò: sfida tra esperti e meno preparati che si sono dati battaglia basandosi sulle papille gustative per eleggere i rappresentanti locali alle finali nazionali del campionato Cup Tasters, che si svolgeranno a Milano il prossimo marzo.

Gli iscritti si sono confrontati come da regolamento internazionale assaggiando otto gruppi da tre caffè, tra cui due uguali e uno diverso, da degustare nel minor tempo possibile, per poi individuare quelli sbagliati.

Basta lavoro minorile nelle piantagioni di cacao dicono i Paesi africani riuniti nell’Ecowas

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Il logo Ecowas
Il logo Ecowas

MILANO – Stop al lavoro minorile nelle piantagioni africane di cacao. I Paesi aderenti all’Ecowas, l’organismo che riunisce quindici nazioni dell’Africa occidentale, intendono contrastare, in linea con le richieste di organizzazioni internazionali, lo sfruttamento dei bambini impiegati nella filiera della produzione di cacao.

Allo studio dell’Ecowas ci sono misure per aumentare i controlli, pene più severe per i produttori che ricorrono alla manodopera infantile e campagne di informazione per denunciare il fenomeno.

L’Africa occidentale è la zona al mondo dove si produce più cacao, con la Costa d’Avorio che si piazza al vertice globale con una produzione di circa due milioni di tonnellate all’anno, pari al 30% del totale mondiale.

Altri importanti Paesi produttori della regione sono Ghana, Guinea Conakry, Nigeria e Camerun.

Labbate dà lezione a maitre e baristi di buone maniere

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caffè made in italy galateo Labbate
Alcune regole da seguire per bere il caffè secondo il galateo

TRIESTE – Baristi che fingono di non vedere l’ultimo cliente entrato nel locale e, pur di non servirlo, si lanciano in operazioni “improcrastinabili”, come riempire i bricchetti del latte sul banco. Camerieri svogliati che, anziché accompagnare l’avventore al tavolo, lo liquidano con un brutale “la se meti dove che la vol”. Titolari dai modi così ruvidi e sbrigativi da far sorgere nei clienti il dubbio di aver arrecato disturbo varcando la porta d’ingresso. Tre categorie in via d’estinzione? Niente affatto. Non a Trieste, almeno. Nella nostra città, secondo i vertici dell’Acepe, tra gli addetti alla ristorazione sembra resistere ancora una certa tendenza alla scortesia. Un modo di fare che, sulle prime, può apparire folkloristico, ma alla lunga rischia di stancare. Di qui la scelta dell’Associazione commercianti e pubblici esercenti di correre ai ripari. Come? Organizzando corsi di “bon ton” per addetti ai lavori con Michele Labbate.

Labbate in un ciclo di lezioni che, insegnando a banconieri e maître l’arte delle buone maniere, punta a far fare alla categoria un salto di qualità

L’iniziativa – nata da un’idea di un veterano del settore come Lionello Durissini, oggi direttore dell’Acepe – ha un nome che è tutto un programma (“Saper dire buongiorno”) e intende svelare agli operatori tutti i “trucchi” da mettere in pratica per trasformare un locale, caffè o osteria che sia, in un luogo dove aver voglia di tornare. «La regola d’oro è saper accogliere i clienti – spiega il ristoratore e docente alla scuola alberghiera dello Ial Michele Labbate, scelto per tenere l’insolito corso -. Sorriso e maniere cordiali sono indispensabili per far bene questo lavoro, eppure troppo spesso vengono dimenticati, per colpa di un certo menefreghismo da parte del personale. Spesso si tende a considerare la sala un elemento accessorio rispetto alla cucina: nulla di più sbagliato. Il calore dell’ambiente è importante tanto quanto la qualità del cibo o delle bevande che vengono servite».

Da dove iniziare, quindi, per superare la proverbiale freddezza di tanti ristoratori locali?

«Dal saluto iniziale – prosegue Labbate -. Il cliente va accolto subito con un “buongiorno” o un “buonasera” sincero e convincente, a cui poi devono seguire tante altre piccole attenzioni. Una tra tutte: il cameriere addetto alla sala dovrà sempre premurarsi di sfilare il cappotto agli ospiti, provvedendo personalmente a sistemarlo poi nel guardaroba. E dovrà anche accompagnare i commensali al tavolo e intercettare ogni loro esigenza, senza diventare mai eccessivamente invadente. I clienti devono sentirsi coccolati, non sotto esame».

Principi apparentemente banali, eppure troppo spesso trascurati come conferma del resto la scelta dei titoli delle prime quattro lezioni del corso: “Il saluto”, “L’accoglienza”, la “Predisposizione al dialogo”, “Fattori comportamentali sul posto di lavoro a contatto con il cliente”. Una volta messi a fuoco questi concetti basici, i partecipanti potranno poi passare ad insegnamenti più “tecnici” e impegnativi: preparazione di coctkail, happy hour e stuzzichini nei bar, allestimento della tavola e della “mise en place” nei ristoranti.

Chi scegliesse poi di volare ancora più in alto, entrando nel mondo delle decorazioni artistiche, potrà far tesoro dei suggerimenti della “special guest” del corso: un’arredatrice slovena capace di creare piccoli capolavori con frutta secca, foglie e bacche. Tocchi di creatività utili per colpire positivamente il cliente, ma mai importanti quanto un saluto fatto come si deve. Fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/02/05/news/camerieri-maitre-e-baristi-a-lezione-di-buone-maniere-1.3144420

Ingrasciotta: assolto l’imprenditore dal tribunale di Savona

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tribunale giustizia ingrasciotta
La legge è uguale per tutti

SAVONA – Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di aver falsamente attestato di avere i requisiti morali previsti per poter prendere parte alle gare d’appalto pubbliche. Si è chiuso con questo verdetto, ieri, il processo che vedeva a giudizio Giovanni Ingrasciotta, 51 anni, l’uomo che il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro voleva morto negli Anni Novanta, l’imprenditore sanremese che si è visto sequestrare l’azienda perché indiziato di volerla sottrarre a una eventuale misura di prevenzione.

Ingrasciotta: il nome era finito in un’aula del tribunale di Savona

Perché, nel gennaio 2009, l’imprenditore con la sua “Coffee Time” aveva partecipato a una gara indetta dal Comune di Savona per la sistemazione di apparecchi automatici con prodotti alimentari (prevalentemente macchinette per il caffè ma anche altro). Il Comune aveva contestato la veridicità dell’autocertificazione e questo aveva portato ad un procedimento per falso. La Procura, esaminati gli atti, aveva emesso un decreto penale di condanna nei confronti di Ingrasciotta, 570 euro di multa.

L’avvocato Andrea Rovere lo aveva impugnato ed ha dimostrato come all’epoca dei fatti Ingrasciotta, nonostante i precedenti per ricettazione, avesse ottenuto la completa riabilitazione dalla misura di prevenzione che gli era stata applicata (e le pene erano state estinte a fronte dell’esito positivo dell’affidamento in prova ai servizi sociali).

Era stata rilevata la presenza dei precedenti penali ma senza considerare l’espiazione e la riabilitazione

Come amministratore della “Coffee Time”, poi ceduta e oggi sotto sequestro della Dia, Ingrasciotta risulta essere imputato in un’altra mezza dozzina di processi con la medesima contestazione di quello savonese. Fonte: igv.it

Comexim: eaccolto abbondante ma non da record in Brasile

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Brasile mercati somar colombia Comexim
La bandiera del Brasile

MILANO – Nuove cifre sul raccolto brasiliano, questa volta da Comexim, uno dei più importanti esportatori del paese carioca, che prevede per il 2012/13 una produzione di 55,8 milioni di sacchi: sensibilmente al di sotto del raccolto del precedente anno positivo del ciclo biennale (2010/11), stimato dalla stessa Comexim nel volume record di circa 60 milioni di sacchi. Una valutazione diversa da quella di Conab, che indica cifre notevolmente inferiori (tra i 48,97 e i 52,27 milioni di sacchi da 60 kg, secondo la stima di gennaio), ma reputa che il prossimo raccolto sarà il più abbondante di sempre, superiore di 2 milioni e mezzo (considerando il valore mediano della stima di 50,61 milioni di sacchi) a quello del 2010/11.

Comexim: i dati sulla produzione

“È opinione comune che il raccolto entrante contribuirà a ridurre le attuali ristrettezze di offerta” ha dichiarato in un report John Wolthers, trader di Comexim operante sulla piazza di Santos. Secondo Comexim, la siccità registrata a settembre, che ha provocato perdite parziali di raccolto nel sul de Minas, sarà compensata dalla maggiore produzione in Cerrado Mineiro, Espírito Santo e Bahia. Il clima insolitamente umido ha contribuito, stando a quanto riferiscono le cooperative, al proliferare di batteri e funghi patogenici, ma la situazione appare comunque sotto controllo e non dovrebbe ripercuotersi in modo apprezzabile sullo sviluppo del raccolto.

Si osserva inoltre (analogamente a quanto affermano molti altri analisti), il ridursi costante dell’incidenza della ciclicità biennale

“Tale fenomeno – afferma Wolthers – può dipendere dalle migliori cure colturali e dalla maggiore applicazione di fertilizzante, ma trova spiegazione anche nella maggiore trasparenza delle cifre fornite nelle stime, a cominciare da quelle governative”. A tale proposito, Conab ha annunciato una revisione dei criteri statistici, destinata a rendere le sue cifre sempre più in linea con quelle del settore privato.

Comexim ha fornito inoltre separatamente le cifre sulle scorte pubbliche e del settore privato

Stimate rispettivamente a 1,79 e 22,95 milioni di sacchi alla data del 1° gennaio di quest’anno. Come già riferito, il governo prevede di commercializzare nelle prossime settimane 1,4 milioni di sacchi di arabica acquistati dai produttori nel 2009. Dati diffusi la scorsa settimana dal segretariato per il commercio estero (Secex) del ministero dello sviluppo, dell’industria e del commercio estero (Mdic) indicano intanto che l’export di gennaio (realizzato in 22 giornate lavorative) è stato pari a 1,952 milioni di sacchi, in calo del 24,56% rispetto ai 2,587 milioni imbarcati nello stesso mese dell’anno passato. Il valore dell’export è stato di 559,2 milioni di dollari, con una variazione minima (-0,62%) rispetto a gennaio 2011.