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Ovada, boom a sorpresa. Non c’è lavoro? Allora apro un bar

espresso caffè

di Bruno Mattana*
OVADA (Alessandria) – Aprire un bar come ultima spiaggia per sfuggire alla disoccupazione. E a Ovada è già record. Un vero e proprio boom.

Se si pensa che su 83 esercizi pubblici presenti nella città dell’Orba e dello Stura, ben 51 sono bar o caffè. E in più c’è in predicato un’apertura molto prossima che porterà il numero a 52.

Praticamente, considerando l’attuale popolazione, si può dire che a Ovada funziona un bar ogni 227 abitanti.

Volendo restringere, teoricamente quasi uno ogni due consistenti condomini. Ma anche in fatto di ristoranti, pizzerie, trattorie la città è ben servita con 32 locali.

Ma cosa si nasconde dietro questo curioso fenomeno? Allo “Sportello per le imprese” di Palazzo Delfino, dove passano tutte le pratiche di aperture e chiusure, non hanno dubbi che questa maxi diffusione sia dovuta al fatto che per molti aprire un bar sarebbe una sorta di attività rifugio, anche perchè la burocrazia facilitata rende più semplice l’apertura di un bar.

Se poi si considera che, in molti casi, c’è anche il sostegno di qualche sponsor (ad esempio una marca di caffè) che ha interesse a promuovere il proprio prodotto, l’operazione è più semplice di quel che si potrebbe pensare.

Tra questi gestori ce n’è un buon numero che è sulla scena da parecchio tempo e ha consolidato la propria attività e clientela; altri invece, pur essendo al debutto (o pronti a buttarsi nell’impresa), hanno però dalla loro esperienze varie magari maturate anche all’estero.

Senza contare chi si inventa qualche novità per differenziarsi dai concorrenti su piazza. Ma dove sono ubicati tutti questi locali?

La parte del leone la fa certamente il centro storico dove ad esempio, in piazza Assunta, simbolo dell’Ovada dei ricordi, vicini uno all’altro ci sono ben quattro bar, alcuni addirittura spalla a spalla; in tale contesto altri tre animano via San Paolo e la vicina piazza San Domenico; proprio nella bella piazza di recente ha aperto il Mixer, dove il titolare (barman qualificato) fa anche piadineria.

Poco più avanti, in Vico Chiuso San Francesco, in un’ex cantina, si è aperta la “Pancia della Balena” per puntare sui toast fast-food.

L’inventiva va ancora oltre guardando, in via San Paolo, il Rakki Kaos, che addirittura condivide il proprio spazio di mescita con una fumetteria. ma soprattutto ha lanciato la novità del “caffè solidale”.

In sostanza chi entra per una tazzina di caffè può, volendolo, pagare il doppio per offrire, in segno di amicizia e solidarietà, ad un successivo cliente o a qualcuno che non se lo può permettere una tazzina di caffè.