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Ecco il progetto “Oasis Café Colombia”: quando il caffè è una vera alternativa alla coca

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‘Oasis Cafè Colombia’: la possibilità concreta che un’alternativa alle piantagioni di coca sia possibile e che “un’alternativa di pace”

MILANO – Le iniziative volte a cambiare le numerose realtà di disagio che spesso caratterizzano i Paesi produttori del chicco, si moltiplicano. I modi per sostenere i coltivatori, offrendo loro un’alternativa che li tiri fuori dalle condizioni di povertà e ristrettezze, possono assumere diversi aspetti. Raccontiamo di seguito l’esempio del progetto Oasis Cafè Colombia. Frutto della collaborazione tra l’abilità torrefattrice del made in Italy e la Fundacion Oasis de Amor y Paz, fondata da Don Rito Alvarez. Ecco i dettagli dall’articolo di Simona della Croce per sanremonews.it.

Oasis Cafè Colombia, il caffè che un impatto sociale

“Il progetto nasce da questo incontro con Alessandra e Sylva Dalmasso, sono venuti con me in Colombia, hanno visto quello che stavo facendo con la Fondazione. Così, insieme abbiamo creato un marchio che si chiama ‘Oasis Cafè Colombia’. Per offrirlo sul territorio come alternativa alla coca. Un progetto che nasce con l’idea di cambiare per un’alternativa di pace”.

A dirlo è don Rito Alvarez che, ormai da 12 anni, con la sua Fundacion Oasis de Amor y Paz (FOAP) in Colombia, al confine con il Venezuela, si occupa di recuperare i bambini sfruttati nelle piantagioni di coca o quelli arruolati nei gruppi illegali.

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“Noi li prendiamo da queste piantagioni – spiega – e poi li facciamo alloggiare nel nostro centro. Dopodiché sono proprio loro che crescendo, formandosi e studiando diventano protagonisti sul loro territorio. Per cambiare la mentalità anche dei propri parenti.”

Oasis Cafè Colombia è la diretta conseguenza dell’attività della Fondazione

La possibilità concreta che un’alternativa alle piantagioni di coca sia possibile e che “un’alternativa di pace”, come la definisce don Rito, sia davvero realizzabile. La presentazione del nuovo marchio, che ha l’intento di coniugare gusto e impegno solidale, è avvenuta ieri presso la Coffeel di Ventimiglia.

La miscela è stata studiata con attenzione e competenza

Per poi esser lavorato artigianalmente con la maestria della torrefazione italiana e promosso dall’associazione Oasis For Peace Monaco fondata nel 2018 da Alessandro Dalmasso e Sylva Cosulich Dalmasso secondo il principio del ‘Trade not Aid’. Ovvero creare e mettere in rete iniziative concrete di sviluppo economico e sostenibile in zone svantaggiate del mondo con la diretta partecipazione delle comunità locali e a loro beneficio.

“In questo modo – continua don Rito – vogliamo portare in Europa il caffè che produciamo nella nostra Fondazione in Colombia che rappresenta un’alternativa alla coca. Stiamo cercando di convincere i contadini che la coca è un danno sia in Colombia che qua in Italia, ad esempio, e con questo progetto vogliamo davvero aiutarli a compiere la sostituzione.

Se ci saranno dei proventi, la nostra intenzione è quella di reinvestirli in zona per aiutare i bambini a studiare e le persone a cambiare la mentalità in cui abitano e che fa loro pensare si possa vivere solo di coca. Vogliamo aiutarli così a cambiare per una mentalità diversa e di pace.”

Alessandra e Sylva Dalmasso si sono recati in Colombia insieme a don Rito e hanno visitato la sua Fondazione

“Siamo andati a visitare anche le zone dove si produce la coca – spiegano – e proprio a quel punto ci è venuta l’idea di coltivare caffè nelle terre della Fondazione. Ma anche in quelle vicine dove i contadini locali avevano deciso di abbandonare la coca per farle diventare di caffè. Sono ancora in corso alcune trattative, ma nelle terre della Fondazione il caffè è in produzione e oggi lo stiamo degustando.

Quella in Colombia è stata un’esperienza molto forte, le tre settimane passate nella Fondazione di don Rito sono state davvero emozionanti e commoventi. L’incontro con i bambini e i ragazzi è stata la motivazione che ci ha spinti nella realizzazione di questo progetto.”