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L’ALLARME – Una nutrizionista sostiene che lo zucchero è la nuova droga. Ecco come una sostanza alimentare può creare dipendenza

zucchero

MILANO – Secondo gli scienziati lo zucchero è in grado di creare più dipendenza di una droga pesante come l’eroina. L’esperta nutrizionista avverte dei pericoli connessi all’assunzione di cibi e bevande zuccherate.

Zucchero: una dipendenza legalizzata

Quando si parla di tossicodipendenza l’associazione che automaticamente facciamo è con l’uso di droghe. Tuttavia, le dipendenze, nelle sue varie forme e gravità, possono essere molteplici. Tra le tante, possiamo citare quella da fumo, da alcol… e, perché no, anche da TV, Internet e così via – e dunque non necessariamente da droga.

Cosa dice la scienza

Ora, un nuovo studio ha posto l’accento su una possibile dipendenza – per altro già suggerita anche da precedenti ricerche – derivante dallo zucchero.

Secondo la dottoressa Jacqueline Alwill, nutrizionista, lo zucchero sarebbe in grado di creare una dipendenza pari, se non peggio, a una droga pesante come l’eroina.

La dottoressa Alwill avverte, attraverso le pagine del Daily Telegraph, che lo zucchero raffinato ci sta rendendo via via più grassi; inclini alle malattie a lungo termine. Nella fattispecie, questo consumo ha aumentato in modo significativo il rischio di diabete. Ci ha causato un diffuso invecchiamento precoce, ha minati i nostri livelli di energia e spesso ha portato all’obesità.

Lo zucchero raffinato è particolarmente dannoso

Secondo la nutrizionista, avrebbe un impatto deleterio sul nostro sistema ormonale e il suo corretto funzionamento. Tutto questo è un grande problema di salute pubblica. Lo possiamo osservare, dati alla mano, grazie al crescente numero di individui che sono affetti da obesità, diabete; sindrome metabolica e malattie cardiovascolari.

La dose che assumiamo giornalmente è molto più di quello che pensiamo e dovremmo. Si assume non solo direttamente, magari zuccherando il caffè, ma insieme a molti altri cibi durante tutta la giornata. – così, alla fine, il totale supera spesso le dosi raccomandate.

Questa situazione, secondo Alwill, è in tutto e per tutto uguale a quanto accade con una dipendenza da droga. Si sente il bisogno di introdurre zucchero nell’organismo per mettere a tacere il desiderio che proviamo. Se non accontentato, ci fa provare una sorta di crisi d’astinenza. Il circolo diviene così vizioso e difficile da interrompere e alla fine presenta il conto sotto forma di malattie, spesso serie e croniche.

Attenzione dunque a quanto zucchero raffinato, ossia quello più utilizzato, introduciamo nella nostra dieta.

Fonte: la stampa