lunedì 27 Settembre 2021

Guelfo, ItalDesign: “Faemina, coniuga purezza delle forme e caratterizzazione Faema”

Il designer: "Noi di ItalDesign veniamo dal mondo dell’automobile e Giorgetto Giugiaro ci diceva sempre che le persone che vogliono comprare una macchina prima guardano che sia bella e che piaccia, dopo pongono attenzione alle caratteristiche tecniche: ecco Faemina è un po’ la stessa cosa"

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MILANO – La Milan Design Week 2021 è il trampolino di lancio per scoprire la nuova macchina per il caffè espresso del brand Faema di Gruppo Cimbali e firmata ItalDesign per l’ambiente domestico e gli small business. Per capire come sia stato possibile realizzare la Faemina, perfetta unione tra estetica ricercata, versatilità e funzionalità, abbiamo parlato con il designer Nicola Guelfo di ItalDesign.

Guelfo, questa non è la prima volta che il vostro studio collabora con Faema per “vestire” le sue macchine: ma questa è la prima per un modello casalingo. Come avete affrontato la sfida?

“E’ dal ‘91 che ItalDesign disegna i modelli Faema. Ma per quest’ultimo la sfida principale è stata rappresentata dalle tempistiche. Insieme abbiamo realizzato un miracolo, sviluppando il modello in soli 7 mesi: pensate che dall’inizio della progettazione alla messa sul mercato, solitamente si impiegano all’incirca uno o due anni.

faemina urban
Faemina, Urban White

Dal punto di vista tecnico siamo partiti dall’esperienza delle macchine professionali monogruppo che rappresentano un mercato in forte crescita e abbiamo cercato di capire come adattarle ad un utilizzo di un consumatore non esperto. Dal punto di vista del design, invece, la sfida è stata quella di trovare la chiave di svolta per un prodotto che non è ancora definito, è ancora da indagare, tenendo sempre conto di quelle caratteristiche tecniche che deve possedere una macchina di questo tipo. Era necessario armonizzare il
tutto mettendo insieme ogni cosa in un solo prodotto dal volume molto più contenuto di una macchina professionale.

Per Faema, riuscire a sviluppare una novità in assoluto, soprattutto nella sua parte interna prevedendo una caldaia, in questi tempi ristretti, è stato eccezionale.”

Come ci siete riusciti?

Guelfo: “Credo, senza fare facile retorica, che la passione e la professionalità di entrambe le aziende siano state la chiave per compiere questa impresa. La leva principale è stata la capacità di mantenere la concentrazione sull’obiettivo. E poi, dopo 30 anni di lavoro insieme, Faema e ItalDesign continuano a trovarsi in sinergia e all’altezza del compito finale da record.”

Quali sono le caratteristiche estetiche che la rendono riconoscibile come Faema?

“Se guardiamo un po’ alla storia del design di Faema a cui noi abbiamo contribuito, abbiamo assistito a un’evoluzione costante: l’ultimo prodotto che ha vinto il Red Dot Award, la Faema President, va proprio in questa direzione. Dal ‘91 ad oggi, questa evoluzione ha portato a Faemina e senz’altro si percepisce un legame tra questa e la President a livello formale.

È uno sviluppo del linguaggio di design che arriva a questo risultato e in qualche modo sintetizza la necessità di un prodotto che deve adattarsi a diversi ambienti, dalla casa agli uffici, molto vari tra di loro e quindi deve possedere una certa neutralità e allo
stesso tempo, valorizzare la connotazione molto forte dei modelli Faema. Coniugare la purezza delle forme con la caratterizzazione è stata un’ulteriore sfida e secondo me ci siamo riusciti piuttosto brillantemente.”

Guelfo, per un consumatore che arriva dal mondo domestico, quali sono le caratteristiche che a colpo d’occhio possono conquistarlo?

“Ci sono due aspetti in generale nelle macchine caffè professionali presenti anche nella Faemina: il corpo e il gruppo. Il gruppo, che è l’interfaccia principale con l’utente, ha un aspetto affascinante, quasi meccanico: tutto è volutamente in metallo lucido e ha quell’attrattiva dell’oggetto professionale da bar. Questo si sposa con un contrasto che funziona molto bene, del volume lineare. Il design spesso è una sorta di magia: ha una componente artistica per cui un prodotto viene percepito come piacevole e secondo me Faemina ha questo fattore.

Noi di ItalDesign veniamo dal mondo dell’automobile e Giorgetto Giugiaro ci diceva sempre che le persone che vogliono comprare una macchina prima guardano che sia bella e che piaccia, dopo pongono attenzione alle caratteristiche tecniche: ecco Faemina è un po’ la stessa cosa, a colpo d’occhio cattura l’attenzione e poi si scopre che dietro c’è una tecnologia che garantisce un caffè da bar dentro casa. L’estetica è un driver che spinge a sceglierla.”

Come siete riusciti a far entrare tutto in questo modello così piccolo?

Guelfo: “Questa è stata un’altra sfida in cui la maggior parte del merito va ai tecnici Faema che hanno lavorato in sinergia con la parte del marketing: noi abbiamo fatto in modo di far funzionare ogni punto di vista insieme. Le esigenze andavano verso una macchina che fosse più piccola possibile e così la scelta delle componenti tecniche interne necessarie a dare la qualità finale in tazza, è stata quella di compattarle al massimo per rientrare nelle dimensioni ideali per il mercato. “

In quali versioni è possibile trovarla?

“Ci sono due versioni: la Urban e la Classy. Fin qui abbiamo lavorato in estrema velocità con l’estate di mezzo, per cui il nostro prossimo obiettivo è quello di implementare questa proposta nel corso del tempo, con la prospettiva di riscontrare un grande feedback. La Faemina è per il consumatore che vuole in casa o in ufficio una resa qualitativamente alta in tazza. Non è una macchina da compromesso: c’è una cultura del caffè ormai affermata, un po’ come è stato per il vino, ora è il turno di quest’altra bevanda. Questo modello ha un target di grandi appassionati, che vogliono usufruire di un prodotto esclusivo.”

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