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McDonald’s veste italiano: il nuovo look della filiale parigina è made in Italy

mcdonald's

PARIGI – In Rue Boulevard de l’Hopital, 2, per le strade parigine, colpisce l’occhio un cambio di look impressionante: non un semplice McDonald’s, ma uno degli store che esistono da più tempo nella capitale francese. Ora rinnovato nel suo aspetto, decisamente distante dal format per cui la catena di fast food e caffetteria, con McCafé, è riconosciuta in tutto il mondo. E l’impronta di stile, viene proprio dall’Italia: la firma dietro questa trasformazione è della designer Paola Navone.

McDonald’s, hamburger, caffè e atmosfera

L’immagine della catena andava ripensata, soprattutto inserendosi nella strategia di fidelizzazione di nuove fasce di consumatori. Come ha insegnato il modello Starbucks, le modifiche sul menù non sono tutto: ci vuole anche una certa atmosfera, che inviti i clienti non solo ad entrare, ma anche a restare (e, consumare).

Ed ecco l’idea: ambienti semplici e colori accesi

La regola d’oro è restare competitivi, mantenendosi al passo con le nuove esigenze imposte dal mercato. Un esempio d’ispirazione viene dal lontano Est, un’area colonizzata da McDonal’ds già nel 2016, con un format che insisteva proprio sull’aspetto estetico e sulla creazione di ambienti funzionali.

CARTE DOZIO
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Addio quindi al classico aspetto da fast-food

Per dare un’impronta precisa alla filiale storica di Parigi, il colosso americano ha pensato proprio alla lezione italiana. Dando le redini del progetto all’architetto Paola Navone. Ad Austeriltz, il locale che ha visto la sua apertura nel lontano 1989, ora colpisce con un’immagine decisamente differente da quella originaria.

Gli spazi sono suggestivi e richiamano ancora una volta l’Oriente. Ma non mancano gli accenni agli stessi bistrot francesi. La missione ultima è quella di ricreare un ambiente casalingo. Ma non uno qualsiasi: il riferimento è quello di ricreare stanze a sé stanti, arredate in maniera spiritosa, con colori che suscitano buone sensazioni.

Un invito per i consumatori a esplorare gli spazi

Che l’architetto ha voluto tinteggiare differenziando le superfici, per dare un tocco di luce all’ambiente. Perché, il principio, è che la ristorazione è anche e soprattutto ospitalità. Una particolare attenzione è stata posta sulla scelte delle sedie, che non potevano che essere anch’esse frutto di una scelta d’autore.

Infatti, nessuna è uguale a un’altra, in modo tale da permettere al consumatore di scegliere la sua preferita, proprio come a casa propria. Inoltre, alcuni tavoli promettono un’esperienza più intima, posizionati all’interno di capanne. Paola Navone è riuscita a concretizzare un luogo esteticamente imperfetto, artigianale, e proprio per questo, attraente.