venerdì 24 Maggio 2024
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Massimo Zanetti: “Sono io l’uomo che ha messo Ayrton Senna al volante di una F.1”

L'imprenditore: “Io in Formula 1 sponsorizzavo la Theodore con Johnny Cecotto e Roberto Guerrero. Ad un certo punto la squadra che era di proprietà di un  signore di Macao fallisce e non arriva neppure a fine campionato. Cecotto era un amico e mi chiese di aiutarlo andare alla Brabham sponsorizzata dalla Parmalat di Tanzi. Io parlai con Tanzi che però aveva un debole per Patrese e mise lui in macchina. Allora la Formula 1 era molto più ruspante di oggi… Mi chiama Ecclestone e vado a casa sua a Londra per cercare di trovare un posto a Cecotto e lui mi dice: guarda io ti sistemo Cecotto alla Toleman, ma tu mi devi far correre un ragazzino di 17 anni che è un’ira di Dio e qui in Inghilterra sta vincendo tutto: quel ragazzino era Ayrton”

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Massimo Zanetti, proprietario della Massimo Zanetti Beverage Group, rivela il suo contributo al mondo dello sport, in particolare della Formula1, e il suo legame con il pilota Ayrton Senna, considerato come un “fratello minore”. Leggiamo di seguito parte dell’intervista di Umberto Zapelloni per il blog online Top Speed.

Massimo Zanetti e la Formula 1

MILANO – Massimo Zanetti è il re del caffè e sullo sport italiano ha l’effetto di una bevanda energizzante…. Quando gli abbiano chiesto da che sport voleva cominciare a raccontarsi  però non ha avuto dubbi: dalla Formula1.

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Sarà perché da ragazzo correva in moto, sarà perché pensare alle monoposto lo riporta indietro nel tempo, ma quando ha detto “Formula1, perché ho una grande onore: sono l’uomo che ha messo in macchina Ayrton Senna” è sembrato di vedergli brillare gli occhi. Per lui Formula 1 significa soprattutto Ayrton Senna, un pilota diventato un amico, anzi “un fratello minore”.

Chi non ricorda la Toleman bianca con cui Senna si presentò al mondo nel Gran premio di Monte Carlo del 1984? Aveva un’enorme scritta Segafredo, con l’inconfondibile S rossa, sulla carrozzeria, appena sotto l’abitacolo, appena sopra un altro marchio italiano diventato celebre in quegli anni, Candy.

Segafredo non ha mai abbandonato Ayrton, seguendolo anche in McLaren e poi nell’ultimo anno in Williams. Zanetti era a Imola in quel primo maggio del 1994, un giorno che non dimenticherà mai.

Ma partiamo dall’inizio. “Io in Formula 1 sponsorizzavo la Theodore con Johnny Cecotto e Roberto Guerrero. Ad un certo punto la squadra che era di proprietà di un  signore di Macao fallisce e non arriva neppure a fine campionato. Cecotto era un amico e mi chiese di aiutarlo andare alla Brabham sponsorizzata dalla Parmalat di Tanzi. Io parlai con Tanzi che però aveva un debole per Patrese e mise lui in macchina. Allora la Formula 1 era molto più ruspante di oggi… Mi chiama Ecclestone e vado a casa sua a Londra per cercare di trovare un posto a Cecotto e lui mi dice: guarda io ti sistemo Cecotto alla Toleman, ma tu mi devi far correre un ragazzino di 17 anni che è un’ira di Dio e qui in Inghilterra sta vincendo tutto: quel ragazzino era Ayrton”.

Da quella stretta di mano è nata un’altra storia. “Io mi sono affezionato a lui e lui a me. Mi chiedeva consigli su tutto. Mi ricordo un giorno a Melbourne. Io ero andato da solo in un prato a vedere una curva. Dopo un po’ mi arriva lui e comincia a parlarmi della sua fidanzatina che voleva lui rinunciasse a correre per restare con lei in Inghilterra. Io gli disse: Ayrton tu hai fatto una scelta, devi pensare alla tua vita: Poi gli ho detto una cosa un po’ cattiva nei confronti delle signore: guarda che di donne ce ne sono tante. E lui ha continuato a correre ed è diventato quel che è diventato”.

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