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Trapletti, presidente e Ceo Bianchi: “A Host 2019, il focus sarà sulle superautomatiche”

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Massimo Trapletti, Presidente e amministratore delegato di Bianchi Industry, è anche il Presidente di Confida

MILANO – Abbiamo intervistato un personaggio di rilievo del comparto caffè e non soltanto. Si tratta di Massimo Trapletti,  Presidente e Ceo, amministratore delegato, di Bianchi Industry SpA. Dall’aprile dello scorso anno Trapletti è diventato anche presidente Confida, la Confederazione che riunisce tutte le centinaia di aziende della distribuzione automatica. Un impegno importante.

Perché ha accettato?

“Perché ritengo che questo sia un momento cruciale per il vending in Italia, sul tavolo ci sono nodi importanti come le nuove normative europee sulla plastica, l’industria 4.0; l’iperammortamento e i corrispettivi. Temi questi su cui Confida è scesa in campo con decisione a difesa degli interessi del settore e di cui si è parlato anche nei giorni scorsi a Roma durante i consueti Stati Generali del Vending.

Negli ultimi mesi abbiamo quindi lavorato anche per aumentare i servizi offerti agli associati. Dando vita, tra le altre cose, a otto Sportelli che forniscono consulenza gratuita su materie come fisco, sicurezza e molte altre. Abbiamo, inoltre, rinnovato le Commissioni Tematiche. Così come ci siamo adoperati – ottenendo riscontri assolutamente positivi – per portare all’interno di Confida diverse aziende, del Food e non, di grandi dimensioni.

Più di recente poi, abbiamo organizzato un incontro tra tutti i Gruppi Merceologici, le Delegazioni Territoriali, le Commissioni Tematiche e gli associati per confrontarsi sui temi di maggiore interesse. E due convegni. Uno sui nuovi ISA (Indici Sintetici di
Affidabilità) e uno sul Nuovo Regolamento Europeo della Privacy (GDPR). Ma sono ancora tante le sfide che ci aspettano nei prossimi mesi, siamo solo all’inizio del programma che ci accompagnerà fino al 2022.”

Come riesce a conciliare incarichi così onerosi, Bianchi, Brasilia e Confida?

“Sono tre fronti impegnativi e ovviamente devo delegare molto, ma ho la fortuna di collaborare con ottimo team in cui ripongo la massima fiducia. Sia in azienda che all’interno dell’associazione.”

Da un paio d’anni Lei ha allargato il campo d’azione di Bianchi Industry al settore delle
macchine professionali per il caffè con i prodotti a marchio Brasilia.

Che riscontro state avendo sul mercato? a fronte anche di importanti operazioni come quella su Genova e la Liguria?

“Brasilia è un marchio storico nel settore delle macchine professionali da caffè, un simbolo
dell’eccellenza made in Italy. Abbiamo portato a termine questa operazione convinti di poter rilanciare il brand portandolo ai vertici del settore, sia a livello nazionale che internazionale, e i risultati ottenuti finora ci danno ragione. Per raggiungere l’obiettivo stiamo puntando anche sulla capillarità e la tempestività del customer service.

Così, grazie alla divisione Brasilia Italia, infatti, siamo in grado di fornire assistenza tecnica 24 ore su 24, sette giorni su sette, con centri dislocati in tutto il Paese. In altre parole, offriamo ai bar, ristoranti, hotel e torrefattori. I quali scelgono le soluzioni Brasilia proprio per un servizio clienti che non ha praticamente paragoni nel panorama italiano. E credo che questa sia una leva in grado di fare la differenza.”

In vista di Host 2019 siamo sicuri che nel vostro centro Ricerca e Sviluppo si sta lavorando sodo attorno a qualcosa di nuovo. Che cosa ci può dire in proposito?

” Come per tutti gli appuntamenti importanti Bianchi Industry sta lavorando per cercare di sorprendere i propri clienti ed Host 2019 è troppo importante per non arrivare con qualcosa di nuovo. Non posso dire di più ma sicuramente il mondo delle super automatiche è qualcosa che ci stimola. ”

Che differenze ha riscontrato tra il settore vending e quello delle macchine professionali tradizionali per l’espresso?

“Più che sulle differenze, mi piace soffermarmi sui punti di contatto. In entrambi i settori, distribuzione automatica e Horeca, qualità e varietà dell’offerta sono ormai fattori determinanti. Sia sul versante del cliente che su quello del consumatore finale. Le soluzioni offerte da Bianchi Vending e Brasilia si contraddistinguono proprio per la capacità di abbracciare tante esigenze diverse.

Mi spiego con qualche esempio: i nostri distributori automatici più evoluti non offrono solo le bevande calde tradizionali. Ma anche cold drink, mini-snack, topping, sciroppi e molto altro. Lo stesso vale per le macchine professionali destinate a bar, caffetterie e hotel. Che grazie ai moduli aggiuntivi permettono di realizzare anche le ricette più gustose e ricercate. In entrambi i casi la soddisfazione è massima.

Tanto per il cliente, che riesce a ottenere maggiori guadagni, quanto per il consumatore, a cui viene data la possibilità di personalizzare al massimo la propria scelta d’acquisto.
Nei mesi scorsi il Comitato Italiano del Caffè, il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale ed Inei hanno varato il “Disciplinare del caffè espresso italiano tradizionale”.

Anche Confida è intervenuta nel dibattito sulla qualità dell’espresso con un convegno tenutosi durante Venditalia che ha visto la presenza di Alessandro Galtieri, trainer Sca e campione italiano brewing 2018.

Qual è, oggi, la vostra posizione?

“Come ha avuto modo di sottolineare lo stesso Galtieri a Venditalia, In Italia si sta registrando una nuova tendenza di gusto sul caffè e anche il vending ne è influenzato. Oggi il consumatore ha un’apertura mentale maggiore rispetto al passato; ricerca più qualità ma anche un’offerta più ampia, sia di prodotto che di modi di prepararlo.

Il settore della distribuzione automatica sta prendendo coscienza del cambiamento in atto e si sta attrezzando per fare salto in avanti. Confida mette a disposizione dei
propri associati disciplinari che superano gli standard qualitativi di legge; consentendo a chi decide di aderirvi di entrare a far parte di una élite di produttori e distributori qualificati.

Oltre a ciò, ci stiamo impegnando molto sul versante della formazione, perché crediamo fermamente che l’incremento della qualità passi da una migliore conoscenza del prodotto. Insomma, se il gusto del consumatore cambia, necessariamente cambia anche l’approccio del vending. E come ho già detto poco fa, qualità e varietà sono le vere chiavi del successo nel mercato attuale.”