venerdì 19 Agosto 2022

Giuseppe Lavazza: “Draghi è vitale per convincere i giovani a lavorare nelle nostre aziende in Italia”

Il vice presidente dell'a multinazionale: "La politica pensa di essere un motore dello sviluppo ma in realtà spesso è un ostacolo. Non dimentichiamo che in Italia uno dei rischi di maggiore impatto è la scarsa competitività e Draghi è stato una garanzia come capo di governo. Ci ha sorpresi nella rapidità di esecuzione — rara nel settore pubblico — e nella forte disciplina nel metodo di governo".

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Giuseppe Lavazza, vice presidente della multinazionale del caffè, si unisce ai sostenitori di Mario Draghi, augurandosi che il presidente del Consiglio resti alla guida del Paese. L’imprenditore richiede inoltre una riforma del mondo del lavoro, oggi più che mai necessaria per offrire un futuro migliore alle nuove generazioni. Un tema caldo, anche considerata la tragica carenza di personale che sta affliggendo il settore horeca. Riportiamo di seguito l’intervista a Giuseppe Lavazza di Daniela Polizzi per Il Corriere della Sera.

Giuseppe Lavazza pro Draghi: “Abbiamo bisogno di una sponda sicura per il nostro Paese”

MILANO – Inflazione, prezzi delle materie prime alle stelle, difficoltà logistiche che si sono tradotti in costi impegnativi: “300 milioni in più per il 2022, pari all’intero margine del 2021 ma abbiamo continuato a investire al ritmo di 80 milioni l’anno”. Instabilità sui mercati: “Abbiamo rifatto sei volte il budget per quest’anno”.

Giuseppe Lavazza, vice presidente della multinazionale del caffè, che dell’Italia è un simbolo nel mondo, si unisce all’appello di chi chiede che il presidente del Consiglio Mario Draghi resti alla guida del Paese. “Mai come in questo momento di forte instabilità sui mercati, è necessario che porti a termine i suoi compiti. In un contesto incerto, abbiamo bisogno di una sponda sicura nel Paese”.

La riforma del lavoro

In un momento peraltro — dice Lavazza — in cui non si può più rimandare una riforma del lavoro, con il taglio del cuneo fiscale, “un passaggio chiave per rendere il lavoro più dinamico e competitivo. Vitale soprattutto per convincere i giovani a restare, a lavorare nelle nostre aziende, — che è uno degli aspetti più difficili adesso —, e per noi imprenditori è necessario per consegnare le nostre attività alle generazioni future. Servono leve di promozione sociale per la tutela del lavoro di domani”. Anche per questo Draghi deve rimanere.

Lavazza si riconosce nel cosiddetto “partito del Pil” come esponente del mondo imprenditoriale che investe nel Paese e porta il made in Italy nel mondo.

Il gruppo del caffè raccoglie all’estero il 70% dei suoi 2,3 miliardi di fatturato. Si tratta di 33 miliardi di tazzine di caffè consumate ogni anno, circa 628 al minuto. L’imprenditore ricorda l’incontro con il presidente del Consiglio che in aprile, in visita a Torino, “è venuto nella nostra nuova sede della Nuvola, parte di un ampio progetto di rigenerazione di un quartiere sulla cintura nord della città, problematico anche dal punto di vista sociale”.

Quali parole di Draghi le sono rimaste impresse?

“Ha ribadito il ruolo degli esponenti politici e delle istituzioni che deve essere di servizio anche per gli imprenditori, quelli bravi e coraggiosi soprattutto nei momenti più duri, che possano esprimere al meglio, assieme ai loro collaboratori, il loro talento.

La politica pensa di essere un motore dello sviluppo ma in realtà spesso è un ostacolo. Non dimentichiamo che in Italia uno dei rischi di maggiore impatto è la scarsa competitività e Draghi è stato una garanzia come capo di governo. Ci ha sorpresi nella rapidità di esecuzione — rara nel settore pubblico — e nella forte disciplina nel metodo di governo”.

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