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Jde Peet’s: l’Ipo è un successo, il nuovo colosso del caffè valutato sino a 16 miliardi di euro

Jde Peet's

MILANO – L’Ipo di Jde Peet’s parte con il botto. Ieri l’avvio – esclusivamente online – sul mercato di Amsterdam. E il titolo è andato letteralmente a ruba. Tanto che sono bastate poche ore per esaurire tutte le prenotazioni, che si sono basate su un prezzo indicativo di 30,00 – 32,25 euro per azione. Su tali basi la società verrebbe valutata sino a 16 miliardi di euro. L’offerta comprende 23,3 milioni di azioni di nuova emissione, cui si aggiugono 25,8 milioni di azioni preesistenti di proprietà di Acorn Holdings (controllata da Jab) e Mondelēz International.

Tra offerta primaria, secondaria e overallotment dovrebbe passare di mano il 17% del capitale, per una raccolta complessiva di 2,25 miliardi.

Il periodo d’offerta chiuderà il prossimo 2 giugno e il pricing definitivo dovrebbe essere comunicato il giorno successivo. Nel giro di una settimana dunque, contro le due settimane usuali in questo tipo di operazioni.

Il collocamento sarà il più importante in Europa dall’Ipo di Knorr-Bremse AG, che raccolse, nel 2018, 3,85 miliardi di euro.

Tra i cornerstone investors, fondi del calibro di Quantum Partners e Palindrome Master, entrambi facenti capo al finanziere George Soros, Fidelity Management and Research (Fmr) e la stessa Jab Holding, che si sono già impegnati a sottoscrivere un valore complessivo di 761 milioni di euro.

Jde Peet’s: un competitor globale, ma non italiano

Benvenuti nella coffee company quotata più grande del mondo, massimo competitor pure play a livello globale per caffè e tè. Le attività di Jde Peet’s hanno generato nel 2019 un fatturato di 6,9 miliardi di euro. Il gruppo è presente in un centinaio di paesi; in 44 mercati è leader o numero due, nel canale alimentare o nell’out-of-home. In portafoglio, una cinquantina di marchi, che la società suddivide: in “gioielli globali”, “eroi regionali” e “marchi locali”.

Nella prima categoria ci sono brand del calibro di Jacobs, L’Or, Senseo, Tassimo e Peet’s. Per quanto riguarda i marchi italiani, Caffè Hag rientra fra i marchi locali, mentre non c’è menzione (perlomeno nella grafica del sito) del marchio Caffè Splendid. Va peraltro ricordato che entrambi sono ormai prodotti all’estero, dopo la chiusura definitiva dello stabilimento di Andezeno (Torino).

Un segnale importante per i mercati

Il successo di questa Ipo è un segnale importante, che potrebbe accelerare la ripartenza dei mercati finanziari del vecchio continente. L’appetito degli investitori premia la solidità dell’offerta e l’estrema resilienza del mercato del caffè anche in tempi di crisi, con i maggiori consumi domestichi che hanno compensato la temporanea caduta del fuori casa.

Jde Peet’s utilizzerà i fondi raccolti per ripianare i debiti e compiere nuovi investimenti in acquisizioni e crescita organica.

Nestlé mantiene salda la sua leadership nel mercato mondiale del caffè, ma il nuovo colosso può contare sulle straordinarie sinergie possibili con Jab, che controlla anche il colosso del beverage Keurig Dr Pepper, le catene di caffetterie Caribou Coffee ed Espresso House, le catene di bakery, pasticcerie e fast food Panera Bread, Pret A Manger e Krispy Kreme.

La partita è apertissima e tutta da giocare.