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Ivs Group: fatturato dei 9 mesi a 342,6 mln (+6,6%), utile a 15,7 mln (-15,8%)

Ivs Group
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GRAN DUCATO DEL LUSSEMBURGO – IVS Group, leader italiano e secondo operatore in Europa nella gestione di distributori automatici e semiautomatici per la somministrazione di bevande calde, fredde e snack (vending), ha chiuso il periodo al 30 settembre 2019 con un fatturato di Euro 342,6 milioni (+6,6% rispetto al 2018), ma un utile netto reported di gruppo di 15,74 milioni di euro (16,6 milioni esclusi effetti Ifrs 16) in flessione del 15,8% rispetto ai primi nove mesi del 2018.

Così il resoconto intermedio di gestione che il Cda di IVS Group S.A. – riunito il 14 novembre 2019, sotto la presidenza di Paolo Covre – ha esaminato ed approvato. Resoconto – osserva la società in una nota – che evidenzia la crescita del gruppo anche in un debole scenario economico.

I dati salienti

  • Fatturato consolidato pari a Euro 342,6 milioni.
  • Ebitda Adjusted1 pari a Euro 79,1 milioni con effetti IFRS 16; Euro 70,7 milioni esclusi effetti IFRS16.
  • Utile netto Adjusted di gruppo, pari a Euro 17,7 milioni con IFRS 16; Euro 18,5 milioni senza effetti IFRS 16.
  • Perfezionate 9 nuove acquisizioni in Italia e Francia, per un valore di circa Euro 37,7 milioni.

1 L’ ‘‘Ebitda Adjusted’’ è pari al risultato operativo incrementato degli ammortamenti, svalutazioni, costi non ricorrenti ed eccezionali per loro natura.

Andamento della gestione di Ivs Group

Il fatturato consolidato dei primi nove mesi 2019 ammonta a Euro 342,6 milioni (di cui Euro 310,4 milioni derivanti dall’attività caratteristica del vending), con un incremento del 6,6% rispetto ai Euro 321,5 milioni del 2018 (di cui Euro 294,0 milioni nel vending).

I ricavi aumentano del 7,4% in Italia e del 7,1% in Francia, mentre scendono in Spagna (-7,0%) e in Svizzera (-1,5%, dove però aumenta la redditività). In aumento il fatturato della CGU Coin Service +18,3% in totale, di cui +7,1% nel business principale della moneta metallica e +51,2% nell’attività IoT e digitale della controllata Venpay che dopo la fase di start-up inizia a mostrale margini positivi.

La divisione Coinservice include dal 31 luglio 2019 la controllata Moneynet S.p.A. (contributo ai ricavi per Euro 0,6 milioni).

L’andamento del fatturato nel vending cresce in assoluto del 5,6% (stabile a parità di perimetro e di giorni lavorativi), con un +7,3% in Italia, +6,2% in Francia, –6,0% in Spagna e -1,4% in Svizzera. In particolare, in Italia si registra un aumento delle vendite, a parità di perimetro e giorni lavorativi dello 0,7% con un calo dei volumi pari al -1,3%; mentre in Spagna si sono invece registrati forti cali dei volumi (circa -5,6% a parità di perimetro e giorni lavorativi, sostanzialmente in linea rispetto al primo semestre 2019), soprattutto presso alcuni grandi clienti industriali (settore automotive), già evidenziati nei trimestri precedenti, solo in parte compensati dall’aumento dei prezzi medi.

In Francia sono in corso le attività di preparazione per l’avvio, da inizio 2020, dell’importante contratto vinto sulla Metropolitana di Parigi

Il numero totale di erogazioni a giugno 2019 è stato pari a 646,3 milioni, da 619,5 di settembre 2018 (+4,3%). Come negli anni e nei trimestri precedenti, IVS mostra sempre un tasso di acquisizione complessivo di nuovi clienti superiore al churn rate. Il prezzo medio delle erogazioni del periodo è salito ad Euro 48,0 centesimi, da Euro 47,5 centesimi dell’analogo periodo 2018 (+1,1%).

Nei primi nove mesi del 2019 sono state perfezionate 9 acquisizioni, di cui 8 in Italia e 1 in Francia, per un Enterprise Value complessivo di circa Euro 37,7 milioni, con un contributo pro rata temporis al fatturato di circa Euro 13,5 milioni.

Ebitda Adjusted

In aumento del 12,8% l’Ebitda Adjusted consolidato (con gli effetti IFRS 16) rispetto a settembre 2018, che passa da circa Euro 70,1 milioni a Euro 79,1 milioni. In lieve aumento, +0,9%, e pari a Euro 70,7 milioni, anche l’Ebitda Adjusted al netto degli effetti IFRS 16.

L’Ebitda include peraltro anche un contributo negativo, pari circa Euro 0,4 milioni, derivante dalla acquisizione di Moneynet S.p.A. perfezionata il 31 luglio 2019; il prezzo finale e la purchase price allocation (“PPA”) di tale operazione sono ancora provvisori alla data di redazione della situazione del resoconto al 30 settembre 2019.

Utile netto

L’Utile netto reported di gruppo al 30 settembre 2019 è pari a Euro 15,7 milioni (sarebbe Euro 16,6 milioni esclusi effetti IFRS 16, -15,8% rispetto ai primi nove mesi del 2018). Il risultato netto include alcuni costi e proventi considerati eccezionali per loro natura, per complessivi Euro 2,0 milioni (al netto dei relativi effetti fiscali).

L’Utile Netto Adjusted al netto delle voci straordinarie, è pari a Euro 17,7 milioni (prima degli utili di terzi per Euro 1,0 milioni), ma sarebbe stato pari a Euro 18,5 milioni senza gli effetti della nuova applicazione del principio IFRS 16 (-11,4% rispetto ai primi 9 mesi 2018).

Posizione finanziaria netta

La Posizione finanziaria netta, rispetto a Euro -348,5 milioni al 1 gennaio 2019, è pari a Euro -385,6 milioni, di cui Euro 60,0 milioni derivanti dalla nuova formulazione del principio contabile IFRS 16.

Nei nove mesi sono stati effettuati pagamenti per investimenti netti complessivi pari a Euro 70,3 milioni, di cui circa Euro 39,2 milioni per investimenti tecnici netti – inclusi i nuovi investimenti relativi alle aziende acquisite e i pagamenti per investimenti fatti in periodi precedenti – ed Euro 19,6 milioni per il pagamento dei prezzi delle acquisizioni che contribuiscono altresì all’incremento della posizione finanziaria netta con l’apporto dei loro debiti finanziari (Euro 11,1 milioni rimborsati per Euro 2,8 milioni al 30 settembre 2019).

Sono inoltre stati pagati nel periodo dividendi per Euro 11,3 milioni

Nel terzo trimestre 2019 l’aumento del capitale circolante netto ha assorbito circa 27,2 milioni di Euro; in particolare, sono ricaduti nel terzo trimestre significativi pagamenti a fornitori per complessivi Euro 17,1 milioni – composti in parte da debiti di pertinenza del secondo trimestre (circa Euro 10,7 milioni), ma formalmente scaduti e pagati a inizio terzo trimestre, in parte dal pagamento di debiti delle società acquisite (circa Euro 4,4 milioni) – nonché da un aumento di altri crediti e giacenze per circa Euro 5,1 milioni (di cui Euro 2,2 milioni relativi all’aumento del credito Iva che, rispetto al 31 dicembre 2018, è aumentato complessivamente di Euro 6,6 milioni raggiungendo al 30 settembre 2019 un saldo a credito pari a Euro 20,5 milioni – non incluso nella PFN).

Nel terzo trimestre si registrano infine maggiori pagamenti relativi al rateo accantonato per la quattordicesima mensilità (Euro 5,2 milioni) e per maggiori imposte, rispetto al primo semestre (circa Euro 4,3 milioni). Il gruppo detiene inoltre attività finanziarie per Euro 18,6 milioni (n.1.895.818 azioni proprie rivenienti dalla redemption della business combination SPAC-IVS del 2012) non incluse nel calcolo della PFN.

Emesso un nuovo prestito obbligazionario

A inizio ottobre 2019 IVS Group ha emesso un nuovo prestito obbligazionario, per nominali Euro 300 milioni, scadenza ottobre 2026, tasso fisso 3%. I proventi di tale emissione sono principalmente destinati al rimborso anticipato del bond scadenza novembre 2022, tasso 4,5%. Il prezzo per il rimborso anticipato (al 15 novembre 2019) è pari a 101,125%.

L’operazione di rifinanziamento implica costi “una tantum”, che saranno spesati nel quarto trimestre 2019, pari a circa Euro 5,1 milioni. Il rifinanziamento, oltre all’estensione della durata media del debito di circa 4 anni, consentirà un risparmio di interessi (a pari capitale sottostante) di circa Euro 3,6 milioni l’anno (Euro 14,4 milioni sulla durata estesa di 4 anni). Il nuovo bond prevede covenant più ampi rispetto al precedente e tali da contenere gli effetti distorsivi derivanti dalla nuova definizione del principio contabile IFRS 16, che risultano già neutralizzati nei finanziamenti bancari a medio termine esistenti (utilizzati o non utilizzati).

Altri fatti di rilievo ed operazioni poste in essere dopo il 30 settembre 2019

Il 2 settembre 2019 il Consiglio di Stato ha deliberato sull’appello presentato da IVS Italia S.p.A. avverso il provvedimento della Agcm-Autorità Garante Concorrenza e Mercato italiana, stabilendo che l’Agcm ha applicato senza adeguate motivazioni la così detta entry fee (ammontare addizionale sul valore delle vendite di beni o servizi soggetti alle sanzioni) e la circostanza aggravante (leader del cartello). Il Consiglio di Stato ha ordinato alla AGCM di ricalcolare le sanzioni applicate a IVS Italia S.p.A. (sanzioni peraltro già interamente pagate) e a tal fine l’AGCM lo scorso 15 ottobre ha avviato il procedimento volto alla rideterminazione e riemissione della sanzione che dovrà concludersi entro il 28 febbraio 2020.

Il 7 ottobre 2019 IVS Group, attraverso la controllata IVS Italia S.p.A. ha acquisito il business vending di Fullin S.r.l., attiva nella regione Veneto, per un prezzo provvisorio di Euro 2,0 milioni.

Lo scenario economico e dei consumi nei paesi in cui IVS opera restano deboli, in linea con l’andamento del PIL e delle ore lavorate. Ciò influisce sui volumi (numero consumazioni), a parità di perimetro clienti, ma d’altro canto contribuisce al trend di concentrazione nel settore del vending, promosso dagli operatori più solidi e qualificati. In questo contesto, IVS si attende di continuare un percorso di crescita dimensionale e di redditività, grazie anche alle solide performance e basi finanziarie.

Gli investimenti tecnici realizzati sui sistemi digitali e di pagamento collegati alla rete di distributori automatici, consentono a IVS Group una capacità unica di combinare una grande infrastruttura tecnologica e logistica integrata, in diretto contatto giornaliero con milioni di consumatori finali.

Tale presenza, che sta suscitando crescenti e concreti interessi di grandi operatori internazionali, rappresenta un’importante opzione strategica e di creazione per il gruppo IVS.