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Caffè Borbone: nonostante il virus nei primi 6 mesi del 2020 il fatturato è cresciuto del 21,1% a 104,1 milioni, bene online e Gdo

Massimo Renda Presidente esecutivo di Caffè Borbone
Massimo Renda è il presidente esecutivo di Caffè Borbone e detiene il 40% della società campana

MILANO – Il primo semestre 2020 di Italmobiliare S.p.A., proprietaria del 60 per cento di Caffè Borbone, il restante 40% è detenuto dal fondatore e presidente esecutivo Massimo Renda, tenuto conto anche degli impatti della crisi Covid sui mercati finanziari, si è chiuso con un risultato negativo di 16,6 milioni di euro (era stato positivo per 9,2 milioni di euro al 30 giugno 2019).

I proventi ed oneri netti da partecipazioni risultano positivi per 8,6 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 10,1 milioni di euro al 30 giugno 2019, principalmente per effetto dei minori dividendi incassati (-11,5 milioni di euro, dovuti soprattutto al rinvio della distribuzione dei dividendi da parte di Caffè Borbone conseguente al rischio Covid, la cui distribuzione dovrebbe avvenire nel secondo semestre 2020), parzialmente compensati da minori svalutazioni di alcune partecipazioni.

La performance molto positiva di Caffè Borbone

In generale tuttavia il semestre per Caffè Borbone è stato caratterizzato da una performance molto positiva dell’aggregato capsule, mentre a livello di canali prosegue la traiettoria di crescita del canale online e della Gdo (Grande distribuzione Oorganizzata).

Le performance – nonostante il semestre caratterizzato dagli effetti della pandemia globale – hanno beneficiato di alcune specificità dell’azienda rispetto ai concorrenti, quali l’ottimo rapporto qualità/prezzo, la forza nel canale online e il peso molto ridotto del canale Horeca.

Nel primo semestre 2020, Caffè Borbone ha fatto registrare un fatturato di 104,1 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente

Il Mol del primo semestre si attesta a 34,3 milioni di euro, con una marginalità pari al
32,9% del fatturato, in deciso miglioramento rispetto al primo semestre del 2019 (+3,7%) grazie principalmente all’effetto scala sulla struttura dei costi generali.

L’utile netto del primo semestre è pari a 23,6 milioni di euro, in crescita del 68% rispetto
all’esercizio precedente.

La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2020 è negativa per 14,1 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva per 17,5 milioni di euro nel primo semestre. Per prudenza gestionale durante l’emergenza Covid, la distribuzione dei dividendi è stata posticipata al secondo semestre 2020.

Italmobiliare, bilancio dei 6 mesi: patrimonio a 1.224,9 milioni

Italmobiliare
Il logo di Italmobiliare

A livello consolidato, l’utile netto (dopo imposte per 3,7 milioni) è stato di 1,4 milioni (24,5 milioni nel primo semestre 2019). Il risultato attribuibile al Gruppo è negativo per 8,1 milioni. Il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della controllante al 30 giugno scorso era pari a 1.224,9 milioni (1.358,7 milioni fine 2019).

Il Consiglio di amministrazione di Italmobiliare ha esaminato e approvato la relazione semestrale al 30 giugno 2020

A fine semestre il Nav di Italmobiliare è pari a 1.629,3 milioni di euro (1.741,1 milioni di
euro al 31 dicembre 2019), con una variazione legata in particolare alla distribuzione dei
dividendi per 76 milioni di euro complessivi tra componente ordinaria e straordinaria, e
alla riduzione del valore di mercato della partecipazione in HeidelbergCement AG (-59,1 milioni di euro).

Inoltre, nell’aggiornamento del Nav si registra un incremento di valore di
Caffè Borbone, una riduzione di valore di Tecnica Group e stabilità di valore per le altre
partecipazioni. Al 30 giugno 2020, il Nav per azione Italmobiliare ammonta a 38,6 euro
con un decremento del 6,98% rispetto all’analogo valore del 31 dicembre 2019 (di cui il
pagamento dei dividendi ha inciso per circa 4,3 p.p.).

Il primo semestre 2020 di Italmobiliare S.p.A., tenuto conto degli impatti della crisi Covid sui mercati finanziari e del rinvio – a fini prudenziali – al secondo semestre della distribuzione dei dividendi da parte di alcune società, si è chiuso con un risultato negativo di 16,6 milioni di euro (positivo per 9,2 milioni di euro al 30 giugno 2019).

Il quadro congiunturale del semestre è stato condizionato dalla pandemia di Covid-19 e
dalle misure di protezione messe in atto dalle Istituzioni a livello nazionale ed
internazionale. “La pandemia ha attivato dinamiche imprevedibili e per le quali una
valutazione complessiva è ancora prematura – sottolinea il Consigliere delegato Carlo
Pesenti -.

Italmobiliare ha messo in atto con tempestività, sia a livello di holding sia nelle aziende partecipate, tutte le misure di sicurezza a tutela dei dipendenti

Per limitare possibili occasioni di contagio e favorendo nel contempo, salvo limitate fermate di alcuni impianti, la continuità delle attività produttive e commerciali. L’insieme delle Portfolio Companies di Italmobiliare ha reagito complessivamente bene, con performance migliori rispetto alle ricadute medie sulla realtà economica italiana, grazie a un mix di settore spostato verso ambiti resilienti e a una performance aziendale in alcuni casi migliore rispetto ai competitor di settore.

Gli impatti della pandemia si sono inevitabilmente registrati nelle realtà esposte al mondo retail, che hanno subito rallentamenti anche significativi. L’attività della holding resta concentrata sull’attento presidio e potrà avvalersi di una liquidità superiore a 400
milioni, in questo contesto sinonimo sia di solidità che di capacità di continuare ad operare
per valorizzare le eccellenze che il nostro Paese esprime, anche in presenza di scenari di
forte volatilità”.

Il portafoglio vede ora la partecipazione in nove società controllate o collegate, delle quali in particolare cinque – collocandosi nell’alimentare e nell’energia (Borbone, Capitelli, Autogas, Italgen e Sirap).