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ROMA – Nel 2025 il caffè rientra tra i beni che hanno registrato i maggiori aumenti di prezzo in Italia. Il rincaro, superiore al 20% su base annua, lo colloca accanto a prodotti simbolo di mercati in tensione, come gioielli ed energia. Un dato economico che ha ricadute dirette su abitudini quotidiane e filiere consolidate.
Secondo un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (CRC), basata su dati ufficiali Istat, il prezzo del caffè nel 2025 è cresciuto del 20,7% rispetto all’anno precedente. L’aumento lo posiziona tra i rincari più rilevanti dell’anno, insieme ai gioielli (+22%) e all’energia elettrica nel mercato tutelato (+20,2%).
Il dato emerge in un quadro generale caratterizzato da forti divergenze: mentre alcuni beni di largo consumo alimentare e servizi hanno visto aumenti marcati, altri comparti – come tecnologia e olio d’oliva – hanno registrato cali significativi di prezzo.
L’analisi del CRC
L’analisi del CRC descrive un andamento dei prezzi definito irregolare, con movimenti molto diversi tra categorie. Il caffè, prodotto globale per eccellenza, risente di dinamiche che vanno oltre il singolo mercato nazionale. Gli osservatori citano fattori esterni come instabilità geopolitiche, condizioni climatiche e tensioni sulle materie prime come elementi interpretativi del contesto inflattivo.
Queste spiegazioni non sono presentate come misurazioni dirette, ma come chiavi di lettura di un fenomeno complesso che coinvolge produzione, distribuzione e consumo.
Una modifica della frequenza dei consumi
Un aumento di questa entità incide sul bilancio delle famiglie e sulle scelte quotidiane. Il caffè non è solo una bevanda, ma un rito sociale, un presidio culturale e un pilastro del settore della ristorazione. Prezzi più alti possono modificare la frequenza dei consumi, spostare le preferenze tra casa e bar e mettere sotto pressione operatori e torrefazioni, chiamati a gestire costi crescenti in un mercato competitivo.
Il 2025 consegna al caffè un ruolo simbolico nel racconto dell’economia dei consumi: bene quotidiano, ma esposto a dinamiche globali. I dati certi mostrano un aumento netto; le interpretazioni suggeriscono che la volatilità potrebbe proseguire. Per consumatori e operatori, la tazzina diventa così non solo un piacere, ma anche un indicatore sensibile dei cambiamenti in corso.



















