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Il caffè espresso entra nell’elenco dei prodotti tradizionali (Pat) del Mipaaft

espresso tradizionale pat Il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale
Il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale

TREVISO – Nuovo importante traguardo nel percorso di pieno riconoscimento delle peculiarità uniche del caffè all’italiana: il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, in collaborazione con la Direzione Agroalimentare della Regione del Veneto, ha infatti ottenuto da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, l’inserimento del caffè espresso nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) ai sensi dell’articolo 12, comma 1, della legge 12 dicembre 2016, n. 238.

L’aggiornamento del Pat, avvenuto con Decreto 7 febbraio 2019, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 60 del 12 marzo 2019 ha permesso l’introduzione per la prima volta del caffè espresso nella forma del Cafè – Caffè espresso secondo Tradizione Veneta in quanto la procedura è attuabile solamente a livello regionale.

La soddisfazione del Presidente

Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, a nome del Consiglio Direttivo con soddisfazione ha così precisato. “Questo risultato, fortemente voluto dal Consiglio Direttivo tutto, ci permette di aggiungere un tassello significativo. A fianco della registrazione presso il data base “Geoportale della Cultura Alimentare” del Ministero per i beni e le attività culturali, Registrazione avvenuta attraverso l’iscrizione al progetto dei Granai della Memoria. La scelta di presentare la richiesta attraverso la Regione Veneto è esclusivamente funzionale alla sede del Consorzio. E conferma l’assioma della tradizionalità italica fonte delle culture locali nell’ambito delle regole di produzione comuni.

E’ uno dei traguardi di cui dobbiamo andare fieri in quanto step importante per il raggiungimento dello scopo primario. Ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale da parte dell’Unesco del caffè espresso italiano tradizionale. Attendiamo, a questo punto, fiduciosi la convocazione da parte della Commissione Italiana Unesco. Per una verifica di quanto sino ad ora presentato e per un aggiornamento sullo stato dell’arte. Siamo certi che questo considerevole risultato sia motivo di soddisfazione per tutti i nostri Soci. Che ringrazio per la fiducia che continuano ad avere nell’operato del Consiglio Direttivo e mio.”