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I giovani consumano troppo caffeina (non dal caffè) e l’Europa lancia l’allarme

Vari organismi esprimono preoccupazione per le forti dosi di caffeina assunte dai giovani attraverso gli energy drink
Vari organismi esprimono preoccupazione per le dosi di caffeina assunte dai giovani attraverso gli energy drink

MILANO — Troppa caffeina nei consumi dei giovani e la colpa non è del caffè. L’allarme è stato lanciato già alcuni anni fa dalla Vzbv, l’Agenzia Tedesca per la Difesa dei Consumarori. La denuncia riguardava l’abuso di caffeina tra gli adolescenti e si basava sui dati dell’Efsa,  l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Sul banco degli imputati non tanto le bevande a base di caffè, quanto quelle a base di caffeina. E la cosa più preoccupante è che l’emergenza si estende anche ai giovanissimi.

Le autorità sanitarie rivelano infatti che sono sempre più frequenti i casi di bambini al di sotto dei 12 anni che hanno dovuto fare ricorso a cure mediche per quantitativi eccessivi di caffeina ingeriti, soprattutto, attraverso gli energy drink.

Si osservano inoltre percentuali crescenti di giovani tra i 14 e i 18 anni, la cui assunzione quotidiana di caffeina è tale, da essere considerati ormai dei veri e propri consumatori “irreversibili”.

FRANKE
BAZZARA

Al di là delle eccezioni, anche la stima di consumo regolare di bevande con caffeina – corrispondente a 2 volte a settimana – risulta di fatto piuttosto elevata.

La Direttrice della Vzbv, Sophie Herr, ha sottolineato un fatto: “Il problema è la concentrazione di caffeina in queste bevande: una bottiglia da 75 centilitri di energy drink contiene in media tanta caffeina quanto 4 grandi tazze di caffè forte. Assunta regolarmente in dosi così elevate, la caffeina può arrecare danni al sistema cardiocircolatorio anche in persone giovani e sane“.

Un problema mondiale

Il problema è, in realtà, di portata mondiale. Secondo le stime dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli Stati Uniti d’America si è registrato, ad esempio, un incremento nelle vendite di tali bevande di ben il 10%, nell’arco di un decennio.

Per questo motivo, l’organizzazione ha lanciato un ulteriore allarme, esteso anche alle bevande contenenti ginseng, guaraná e taurina, generalmente descritte come a base di “prodotti naturali”.

Anche in queste ultime si sono riscontrate infatti concentrazioni di caffeina analoghe a quelle degli energy drink.

Osserva, a tale proposito, il Responsabile dell’Ufficio Oms, Joao Breda: “Il fatto è  che le bevande energetiche, usate per incrementare le performance fisiche e mentali, a differenza di un caffè caldo, possono essere bevute molto in fretta. E ciò accresce ulteriormente il rischio di intossicazione“.

Le conseguenze? Nausea, palpitazioni, ipertensione e nervosismo. Nei casi più gravi, l’abuso di queste bevande può avere conseguenze anche mortali. A tal proposito, si ricorda uno dei numerosi casi registrati negli ultimi anni di “caffeinomani”.

Come quello di una giovane, originaria del Maryland, morta due anni fa, all’età di 14 anni, a causa di un anomalo arresto cardiaco.

Si è scoperto, con l’autopsia, che la ragazza aveva consumato ben un litro della bibita “Monster Energy“, nell’arco di una giornata. Oppure, la storia del 40 enne John Jackson, deceduto nel mese di maggio 2013, per aver mangiato troppe caramelle, a base di caffeina e al gusto di menta.

In Italia

Il Comitato Nazionale Italiano per la Sicurezza Alimentare, prendendo a riferimento i dati dell‘Istat, indica che i massimi consumatori di bevande a base di caffeina sono compresi nella fascia 18 – 35 anni. Giovani dunque, ma non giovanissimi.

Tuttavia, una recente ricerca, svolta dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Messina, invita a non sottovalutare il fenomeno dell’abuso di caffeina tra gli adolescenti. Senza dimenticare poi il 57% di studenti universitari che dichiara di consumare bevande a elevato contenuto di caffeina.

In Europa, al momento, non sembra che si siano registrati casi di decessi per l’abuso di bevande a base di caffeina. Si è deciso comunque, a fine 2014, di introdurre l’obbligo per tutti gli Stati Membri dell’UE di riportare sull’etichetta il rischio di assunzione per i bambini.

Sophie Herr conclude:

“Questo però non basta” sostiene Sophie Herr. “La vendita di bevande contenenti più di 150 milligrammi di caffeina per litro andrebbe meglio regolamentata“. Uno dei primi paesi a correre ai ripari è stata la Lituania, che da gennaio 2015 ha proibito la vendita ai minorenni di energy drink; considerando dunque queste bevande alla stessa stregua delle bevande alcoliche.

Chissà se questo sarà il primo passo verso l’introduzione, in tutti i paesi, di norme volte ad arginare l’abuso di caffeina, visto il consumo sempre più diffuso in tutto il mondo di bevande a base di questa sostanza eccitante.