giovedì 23 Settembre 2021

Il brigante Ozziplozzi: la storia di un macinino speciale, raccontata da Goi

Questa è la storia del brigante Ozziplozzi e di un macinino da caffè molto speciale, racchiuso in un libro e commentato da un lettore molto attento e appassionato

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MILANO – Gianluigi Goi è un lettore nonché giornalista affezionato a queste pagine, che con la sue esperienza e il suo punto di vista ha contribuito diverse volte proponendo i suoi contenuti sempre interessanti. Stavolta racconta la storia di un macinino speciale che suonava “Son tornate a fiorir le rose”, attraverso la lettura del libro “Il brigante Ozziplozzi” di Otfried Preussler, edito da Giunti. Condividiamo con piacere l’interpretazione di questo testo.

di Gianluigi Goi

Macinino del caffè, un po’ di storia

Solo chi ha molti anni sulle spalle può ricordare quell’autentico rito familiare, celebrato anche nelle città e non solo in campagna, che era la macinatura del caffè con il cosiddetto macinino. Per molti, a quei tempi, era una vera e propria gioia poter macinare i neri chicchi del caffè “vero”, magari un “Portorico” o un “Brasiliano” come spesso erano denominati, e non quelli dell’orzo in un qualche modo abbrustoliti nel camino o sulla stufa.

Grandissima era quindi la soddisfazione di una nonna buona d’animo e socievole intenta a macinare il suo amato caffè girando accorta ed attenta la manovella del macinino che due giovani e bravi ragazzi – Gaspare e Sebastiano – le avevano costruito e regalato. Un macinino assolutamente speciale: girando, quasi fosse un carillon, suonava le note di “Son
tornate a fiorir le rose,” la sua canzone preferita. Uno dei cavalli di battaglia di due big del bel canto all’italiana come Nilla Pizzi e Claudio Villa che ai tempi facevano faville.

La storia – una miscela ben riuscita di avventura, comicità e magia ovviamente a buon fine – adatta ai bambini dagli 8 anni e ai sognatori di ogni età, è narrata con maestria da Otfried Preussler

Ben noto scrittore tedesco di fiabe per bambini, che l’editore Giunti sta riproponendo con il libro “Il brigante Ozziplozzi”, squallido figuro rozzo e violento che finirà letteralmente ingabbiato, prima di finire in galera, come un tordo. Al lettore il facile e crediamo grato compito di seguire il filo di sabbia che dipana la storia; da parte nostra l’invito ad accompagnare i bambini a leggere il racconto “incantandosi” davanti alle numerose illustrazioni di Franz Joseph Tripp (1915-1978: tedesco, dapprima scrittore poi affermato illustratore di libri) che accompagnano benissimo il testo grazie anche ad una
impaginazione molto accurata.

I personaggi (gambe rigide alla Arlecchino, insolite scarpe a punta all’orientale, paesaggi un pochino cupi come si conviene al Nord, i cappelli dei protagonisti assolutamente insoliti e identitari) attraggono. L’immagine della Nonna seduta sulla panca a macinare il suo amato caffè ascoltando musica mentre il brigante Ozziplozzi le intima, pistola alla mano, di consegnarglielo esemplifica, anche visivamente, la contrapposizione fra “il Buono e il Bello” e “il Cattivo e il Brutto”.

Alla fine, dopo che la Nonna “fece il caffè più forte della sua vita”, Gaspare e Sebastiano festeggiarono da par loro con una autentica scorpacciata di crostata di prugne della Nonna che non avrebbero condiviso “nemmeno con l’imperatore di Costantinopoli”.

Otfried Preussler, Il brigante Ozziplozzi, Giunti Editore. Traduzione di Marco Astolfi
Pg 120, rilegato, prezzo di copertina Eu 12

Gianluigi Goi

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