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Freedom Day: in Uk liberi tutti, via mascherine e locali a capienza massima

Da mezzanotte pub e discoteche aperti e senza più limite al numero di persone che possono radunarsi. Mascherina non obbligatoria nei mezzi pubblici e negozi

freedom day johnson
Boris Johnson invita comunque al buon senso

LONDRA – Mentre in Francia si fanno passi indietro per quanto riguarda l’abbandono delle misure restrittive, con l’imposizione del green pass anche per l’ingresso nei locali, e in Italia si decide se seguire i vicini di casa oppure no, l’Inghilterra va avanti sulla strada del liberi tutti: partito nel Regno Unito il Freedom Day, all’avvio del quale i cittadini possono togliere la mascherina e i locali accogliere un numero di clienti non contingentato. Leggiamo i dettagli dal corriere.it.

È scattato il Freedom Day, ma non ha il sapore della libertà

In Inghilterra sono cadute praticamente tutte le restrizioni imposte a causa del Covid, eppure nella realtà si fa fatica ad accorgersene. Nei supermercati c’era più gente con la mascherina che senza e perfino per strada, dove non è mai stata obbligatoria, in tanti continuavano a indossarla.

La verità è che l’opinione pubblica è molto più cauta del governo di Boris Johnson, che pure dal canto suo ha avvolto in mille distinguo la fine delle limitazioni. Solo il 31 per cento della popolazione ritiene che Boris abbia fatto bene a togliere i divieti, mentre il 55 avrebbe preferito mantenerli.

E il primo ministro, pur non potendo fare marcia indietro, pena il suicidio politico, ha fatto di tutto per frenare gli entusiasmi:

«Dobbiamo ricordarci che questo virus è ancora lì fuori – ha detto -. I casi stanno salendo, possiamo vedere quanto la variante Delta sia estremamente contagiosa. Allora vi prego, vi prego, vi prego, siate cauti. Fate il prossimo passo con tutta la prudenza e il rispetto per le altre persone e per i rischi che la malattia continua a presentare».

Freedom Day: sul piano pratico, la tappa finale del recupero della libertà non era una svolta radicale

La grande riapertura era già avvenuta il 17 maggio, con la ripresa di pub, ristoranti, cinema, teatri e palestre. Quello che cambia da lunedì è che le mascherine non sono più obbligatorie in nessun caso, i locali pubblici possono operare a piena capacità, le discoteche e i grandi eventi ripartono e non c’è più la raccomandazione a lavorare da casa.

Tuttavia è la portata simbolica del Freedom Day che era importante. Voleva essere il segnale del ritorno alla normalità, ma il dilagare della variante Delta lo ha praticamente svuotato. Pur essendo venuto meno l’obbligo legale, lo stesso governo, spaventato dall’impennata dei contagi, ha detto che «ci si aspetta» che la gente continui a indossare le mascherine nei luoghi affollati: e così i supermercati raccomandano ai clienti di portarle (e lo staff le indossa ancora al completo), mentre il sindaco di Londra chiede che restino in uso sui mezzi pubblici. Anche negli uffici, stamattina non c’è stata la corsa alla scrivania: la maggioranza continua a lavorare da casa.

La gente, d’altra parte, non ha bisogno di farsi pregare. Secondo i sondaggi, meno di un terzo degli adulti andrebbero a una festa affollata e solo poco di più sarebbe dell’idea di recarsi a teatro. Addirittura, appena il 20 per centro dei giovani è disposto a entrare in una discoteca: e anche se ieri notte c’erano le code davanti a molti locali da ballo, la maggioranza si tiene alla larga.