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Ferrero costruisce un Tecnopolo per Nutella di oltre 14mila metri quadri

Sorgerà a Ovest rispetto al sito industriale esistente di Alba, un’area diametralmente opposta rispetto all’attuale ingresso principale, tra via Pietro Ferrero e corso Piera Cillario. A firmare la progettazione del Ferrero Technical Center — pronto per il 2022 —, Enrico Frigerio architetto torinese, già allievo di Renzo Piano

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La fabbrica del futuro Ferrero

ALBA (Cuneo) – Succede ad Alba e vede protagonista Ferrero, azienda che recentemente torna spesso a fare notizia con numeri da capogiro e sfide colossali. Adesso si parla di Nutella, di tecnologia e di oltre 14mila metri quadri: questi gli ingredienti essenziali per la costruzione del polo ingegneristico dell’impresa italiana. Leggiamo la notizia completa di Andrea Rinaldi su torino.corriere.it.

Ferrero mette su un cantiere di Nutella technopole

Un edificio futuristico in cui verranno riuniti sotto lo stesso tetto tutte le attività di engineering di Ferrero, in particolare quelle destinate alla progettazione dei nuovi impianti di produzione con l’officina dove vengono costruiti (quest’ultima si trova infatti in un’area esterna allo stabilimento, poco funzionale).

Sorgerà a Ovest rispetto al sito industriale esistente di Alba, un’area diametralmente opposta rispetto all’attuale ingresso principale, tra via Pietro Ferrero e corso Piera Cillario. A firmare la progettazione del Ferrero Technical Center — pronto per il 2022 —, Enrico Frigerio architetto torinese, già allievo di Renzo Piano, che curò nell’83 con il maestro il Lingotto di Torino e nel 1991 creò il Frigerio Design Group di Genova. La direzione lavori — iniziati in autunno — invece è stata affidata alla torinese Recchi Engineering, general contractor Co. Ge. Fa. Nel nuovo centro — 14.500 metri quadri — verranno convogliate oltre 200 dipendenti Ferrero.

“Un edificio bioclimatico e nZEB (nearly Zero Energy Building) che riduce al minimo le emissioni di anidride carbonica — racconta Frigerio —. L’idea del concorso è stata quella di contrapporre all’immagine consolidata della fabbrica un po’ caotica, piena di tubi e fumi, un’architettura semplice e lineare, dove le parti tecniche e gli impianti sono integrati nelle facciate o nascosti-. Nelle mezze stagioni gli ambienti potranno essere ventilati naturalmente, attraverso delle aperture contrapposte. Gli uffici saranno climatizzati con dei sistemi radianti a soffitto che funzionano a 40° rispetto ai canonici 70°, e svolgono anche la funzione fonoassorbente per il controllo acustico degli ambienti».

La parole d’ordine del progetto sono state sicurezza e comfort sensoriale

«L’officina è stata pensata con una pianta regolare, “pulita”, con pannelli di tamponamento perimetrali di colore bianco che presentano la faccia interna microforata e fonoassorbente per migliorare la qualità acustica interna e contenere l’eventuale inquinamento acustico verso l’esterno – continua l’architetto -. Gli spazi ufficio sono invece un vero e proprio “campo”, portato in quota: pochi elementi fissi, geometrie coordinate e massima flessibilità per allestire i vari spazi.

Un “landscape” attraversato da un percorso lungo il quale si incontrano “giardini volanti” e “pozzi di luce”, e dove le persone trovano nell’arco della giornata ambienti per lavorare, per concentrarsi, per rilassarsi o per partecipare in totale sicurezza; privacy quando serve, interazione e condivisione quando il momento lo richiede».