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Fare di Amazon un partner commerciale, da Napoli l’esempio di Caffè Carbonelli

Luca Carbonelli

NAPOLI – Luca Carbonelli, il giovane imprenditore napoletano del caffè, lancia una serie di workshop dedicato al pensiero digitale applicato all’azienda. La sua torrefazione, Caffè Carbonelli, è stata protagonista di una crescita impressionante negli ultimi anni, in gran parte legata all’uso strategico del digitale. E al rapporto con Amazon.

Come spiega Simone Cosimi sul sito The Food Maker, questi appuntamenti di formazione sono rivolti a imprenditori e a manager, agenzie, consulenti, insomma a tutti quelli che ogni giorno lavorano per gestire un’azienda.

Otto ore impostate “chiedendomi cosa sarebbe servito a me 13 anni fa – spiega Carbonelli – quando iniziavo il percorso di digitalizzazione aziendale col fine di sviluppare nuovi canali commerciali e di distribuzione, quali potevano essere le nozioni più importanti da assimilare per vendere online e provare a internazionalizzare il mercato”.

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JULIUS MEINL

Il programma del workshop

Il programma del workshop è improntato all’utilità massima. Si vedranno per esempio in che modo impostare il marketing “pensando digitale” e poi in funzione di Amazon ma anche le differenze tra Amazon Vendor e Amazon Seller, analizzando gli aspetti operativi e strategici migliori per l’una o per l’altra piattaforma. E ancora, si cercherà di capire in che modo sfruttare la logistica di Amazon per risparmiare sui costi di spedizione e lanciare un vero programma di internazionalizzazione; come attivare la vendita B2B su Amazon; come studiare le strategie migliori attraverso la lettura e l’analisi dei dati che abbiamo a disposizione. Il tutto sarà spiegato condividendo i risultati e i dati ottenuti in questi anni dalla gestione di Caffè Carbonelli e di altre aziende che l’imprenditore segue come consulente.

L’intervista

Ma perché Amazon viene spesso visto come un nemico?

“Amazon viene visto come un nemico da chi non lo conosce dal lato merchant, ossia dalla parte di chi vende, semplicemente perché non conosce le dinamiche commerciali di Amazon e teme che il gigante delle vendite monopolizzi il mercato su tutti i fronti – risponde Carbonelli a StartupItalia – in realtà, nonostante la sua potenza, non è altro che uno stakeholder come gli altri. Tutto ciò che riesce a fare è perché ci sono altri attori del mercato che glielo permettono. Il rapporto con le aziende è sempre bilaterale. Vedono Amazon come nemico perché notano che riesce a offrire prezzi stracciati sui prodotti. In realtà se vi riesce è semplicemente perché c’è qualcuno (l’azienda produttrice dei beni che vende) che glielo permette. È molto semplice”.

E quali caratteristiche e figure deve avere un’azienda per trattare al meglio?

“La figura necessaria in azienda per interfacciarsi con Amazon è sicuramente un profilo che conosca nei dettagli i prodotti che si vogliono proporre – continua l’imprenditore – nel dettaglio vuol dire che deve conoscerne i costi di produzione, i tempi, ecc. Deve conoscere poi anche tutto ciò che oggi occorre gestire intorno ai prodotti: quindi tutto il settore trasporti, logistica, spedizioni. Una figura che sappia studiare strategicamente i piani di espansione dell’azienda. La comunicazione è la seconda importantissima competenza che questo profilo deve sviluppare. Bisogna conoscere quali sono le strategie migliori di comunicazione dei prodotti online e ancor più nel dettaglio per Amazon. Sono figure difficili da trovare già formate, ma che è possibile preparare ad hoc. Le aziende dovrebbero ambire a introdurre figure del genere in azienda”.

Il calendario dei workshop è in corso di definizione. Si comincerà il 26 gennaio a Milano per proseguire il 2 febbraio a Manfredonia. Qui le informazioni.

Simone Cosimi