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Dea Capital, il fondo Taste of Italy 2 ha comprato il 60% della torrefazione Ekaf-Caffè Cellini di Genova

Spiega Caspani, DeA Capital director: "L'impianto è nuovo, perfettamente gestito e non ha bisogno di manutenzione, ma saranno potenziate le linee destinate al porzionato. In particolare il focus della nuova gestione sarà sulle capsule in alluminio e su quelle compostabili. E per questi materiali è quasi pronta una nuova linea di confezionamento. L'obiettivo delle capsule metalliche, naturalmente Nespresso compatibili, sono sia i mercati esteri, sia i consumatori italiani che desiderano lasciare le capsule in plastica. Il piano di sviluppo Ekaf parte anche da questa linea di riempimento che sarà abbinata alle linee di confezionamento già operative”

ekaf
Lo stabiliment Ekaf Cellini

MILANO – Il Covid non ha certo aiutato le meticolose trattative avviate oltre un anno fa. Un accordo, quello per la cessione della Torrefazione Ekaf di Genova Bolzaneto al Fondo d’investimenti Taste of Italy 2 che fa capo a DeA Capital Alternative Funds SGR Spa, che però non è mai stato in discussione. Sin dall’inizio infatti, i confronti sono stati sempre improntati alla franchezza.

I quattro fratelli Pieri, Paolo, Luigi, Marco e Giovanni, capitanati da quest’ultimo, che è e resta presidente, volevano cedere una quota, mentre il fondo Taste of Italy 2 voleva entrare nel magico mondo del caffè. Che tanto piace al mondo della finanza per gli utili che, se ben gestita, questa commodity può generare. E perché le prospettive della Ekaf sono di crescita.

Fratelli Pieri
I quattro fratelli Pieri: Paolo, Luigi, Marco e Giovanni, il presidente della Ekaf

Ekaf e Taste of Itay 2: l’importo del deal sui 60 milioni

Ma per il 60% di un’azienda molto florida che fattura stabilmente oltre 40 milioni, con margini operativi interessanti e superiori a quelli del settore, Taste of Italy 2 dovrebbe aver pagato attorno ai 60 milioni.

 

Caffè Cellini
Il logo di Caffè Cellini

Nell’operazione il Fondo d’investimenti Taste of Italy2 è stato assistito dallo studio Linklaters (consulenza legale e tax), da EY (financial, tax e HR due diligence), da Bain & Company (business due diligence), da ERM (ESG due diligence), da Brera Financial Advisory (debt advisory) e dallo Studio BC& (NewCo).

La famiglia Pieri è stata invece affiancata dal team M&A di Pirola Corporate Finance in qualità di advisor finanziario esclusivo, da Pirola Pennuto Zei & Associati (consulenza legale) e dallo studio Giovanni Giuntoli (vendor assistance finanziaria).

Infine le banche sono state seguite dallo studio Orrick Herrington & Sutcliffe.

In ogni caso non è tanto la cifra versata ai fratelli Pieri che fa notizia, quanto l’articolato piano messo già in campo dal fondo Taste of Italy 2. Che nei dodici mesi di trattative ha imparato a conoscere nei dettagli l’azienda genovese ed ha già preparato i piani per lo sviluppo della società.

Ne abbiamo parlato con Stefano Caspani, director in DeA Capital che segue le operazioni del Fondo Taste of Italy 2″

“Cominciando dal management – esordisce Caspani – il presidente Giovanni Pieri resterà al suo posto, in azienda continueranno ad operare Alberto e Vittorio, i due figli giovani di due dei fratelli, nei ruoli coperti sin qui. In arrivo, a breve, un amministratore delegato per il quale sono in corso le selezioni ma che sarà annunciato a breve.”

E proprio al nuovo amministratore delegato, assistito dal direttore generale Umberto Durante, confermato, e al management che sarà ampliato, toccherà procedere al piano di sviluppo che però è già in larga parte delineato dall’accordo.

A cominciare dallo stabilimento

Spiega Caspani: “L’impianto è nuovo, perfettamente gestito e non ha bisogno di manutenzione, ma saranno potenziate le linee destinate al porzionato. In particolare il focus della nuova gestione sarà sulle capsule in alluminio e su quelle compostabili. E per questi materiali è quasi pronta una nuova linea di confezionamento. L’obiettivo delle capsule metalliche, naturalmente Nespresso compatibili, sono sia i mercati esteri, sia i consumatori italiani che desiderano lasciare le capsule in plastica. Il piano di sviluppo Ekaf parte anche da questa linea di riempimento che sarà abbinata alle linee di confezionamento già operative”

Estero, i piani sono ambiziosi

Ekaf
Una delle linee di produzione e inscatolamento della Ekaf

Anche se in realtà già confermare quel 50% di fatturato raccolto oltre frontiera sarebbe interessante. Oggi i mercati esteri di Ekaf Caffè Cellini sono soprattutto Francia, Germania e Russia. “La sorpresa è il consumo di caffè porzionato in Asia che sta crescendo in modo importante. Non sarà un’impresa semplice perché è un mercato immenso e dispersivo” dicono al Fondo “tuttavia il canale on-line può rappresentare un’opportunità per raggiungere questi mercati”.

Da notare che il capitolo rafforzamento management prevede l’inserimento anche di un direttore commerciale estero che dovrà proprio curare questo fronte.

“Per proseguire sul fronte del management – precisa Caspani – i piani prevedono il rafforzamento del commercio online con una persona dedicata a tempo pieno.”

Ma c’è anche una sorpresa nei piani di sviluppo Ekaf

logo Ekaf
Il logo Ekaf

Si perché attingendo al suo ampio portafoglio di aziende agroalimentari e nella GDO il fondo Taste of Italy 2 conta di attuare rapidamente importanti sinergie. A cominciare dalla Grande distribuzione.

Poche novità sono invece previste sul fronte bar. “L’obiettivo è mantenere il presidio e rafforzare la base di clienti. Attualmente Ekaf conta su un portafoglio storico di poco meno di 2.000 locali in Liguria, Toscana e Lombardia.”

Infine una grande novità potrebbe venire dalle mosse future del Fondo Taste of Italy che ha già messo gli occhi su alcune altre realtà del settore, sia pure di taglia più piccola rispetto a Ekaf. E “proprio da queste ulteriori acquisizioni potrebbero arrivare, come corollario, altri bar. Un mercato sempre molto interessante. Soprattutto quando sarà finita la pandemia.” concludo Caspani.

La Torrefazione Ekaf nota ai più per Caffè Cellini è la più grande e importante torrefazione della Liguria

Ekaf stabilimento
Lo stabilimento Ekaf con il personale

Ha una storia decennale essendo stata fondata nel 1946 da Amleto Pieri, che all’epoca possedeva la licenza per la commercializzazione del caffè torrefatto, tramite la Torrefazione Columbia. Nel 1990 fu rilevata la torrefazione Ekaf di Genova, già proprietaria dei marchi Eureka (fondato a Genova nel 1933).

Nel 1996, dalla fusione di questi marchi con la Torrefazione Columbia è nata la Caffè Cellini. Da notare che la Torrefazione Ekaf ha chiuso l’anno fiscale il 2019 con un fatturato di 40,5 milioni, con una crescita del 7% rispetto ai 38 milioni del 2018. Il 2020 è stato chiuso all’incirca sulla stessa cifra.

La Torrefazione Ekaf-Caffè Cellini è il terzo investimento per il fondo d’investimento milanese Taste of Italy 2 che fa parte di DeA Capital

Dopo quello annunciato lo scorso gennaio nella maggioranza della spagnola Alimentación y Nutrición Familiar S.L. (Alnut), società specializzata nella nutrizione familiare e infantile e noto fornitore della grande catena di supermercati Mercadona. Lo scorso novembre il fondo che fa capo a DeA Capital annunciò l’acquisizione dell’80% del capitale di Gastronomica Roscio, azienda italiana produttrice di piatti gastronomici pronto. Nello stesso novembre 2020 il fondo ha chiuso la sua raccolta a 330 milioni di euro ed è diventato in questo modo il principale fondo europeo specializzato nel settore agroalimentare. Il primo fondo Taste of Italy 1 aveva chiuso la raccolta nel 2014 a quota 218 milioni di euro.

Il logo DeA Capital