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Nella tazzina il segreto per bruciare i grassi: lo dimostra la ricerca scientifica

caffè gluten free
Per chi è intollerante al glutine, che cosa significa rispetto all'assunzione di caffè?

MILANO – L’ effetto sveglia del caffè non è solo qualcosa che riguarda il riprendersi dopo tante ore di sonno o di lavoro. Dentro la tazzina, il segreto anche per dimagrire bruciando i grassi. Meglio non rinnovare l’abbonamento in palestra e invece prenotarsi un posto fisso nel proprio bar di fiducia. A parlare è la scienza, che ha dimostrato come il caffè stimoli il tessuto che annienta il grasso assunto. Leggiamo la notizia da repubblica.it.

Effetto sveglia: addio a quei chili di troppo grazie al caffè

All’interno del caffè potrebbe nascondersi una sostanza capace di attivare il tessuto che brucia i grassi, cioè il tessuto adiposo bruno che brucia le calorie. Il probabile candidato è la caffeina. Ma – attenzione – sono necessarie altre ricerche per individuare la dose precisa per ottenere l’efficacia della sostanza e l’eventuale associazione con altre molecole. Quindi è meglio evitare sperimentazioni fai-da-te.

È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dal gruppo dell’Università britannica di Nottingham

Coordinato da Michael Symonds. Lo studio è basato sull’analisi dell’effetto di sostanze come la caffeina su cellule staminali in grado di trasformarsi in cellule del tessuto adiposo bruno. E, inoltre, sull’utilizzo di tecniche di diagnostica per immagini che permettono di visualizzare, attraverso camere termiche, la posizione e l’attività del tessuto stesso.

Il tessuto adiposo bruno, considerato inizialmente una caratteristica solo dei bambini e dei mammiferi che vanno in letargo è, invece, presente anche negli adulti. Dove, sottolineano gli autori della ricerca, ha l’importante ruolo di riscaldare l’organismo bruciando calorie in risposta al freddo.

“Finora non era mai stato scoperto un modo efficace per stimolare l’attività del tessuto adiposo bruno. È la prima volta che osserviamo, grazie al caffè, un effetto diretto su questo tessuto”, ha spiegato Symonds. Secondo gli esperti, “nel caffè si nasconde quindi una sostanza simile alla caffeina che, da sola o insieme a quest’ultima, facilita il funzionamento di questo tessuto. Un’arma – ha concluso – che potrebbe rivelarsi utile a contrastare l’obesità e alcune forme di diabete”.