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Capsule: per Life Pla4coffee generano 120.000t di rifiuti non riciclabili, 70mila solo in Europa

salvagente capsule
Capsule di caffè

MILANO — Dopo decenni di monopolio della moka e del caffè macinato, oggi il consumo del caffè in casa o negli uffici si sta orientando le capsule. Un mercato che ogni anno registra incrementi a due cifre in tutto il mondo. E sono circa 10 miliardi quelle vendute ogni anno globalmente, un commercio che genera 120 mila tonnellate di rifiuti.

I volumi di vendita crescono vertiginosamente, ma resta aperto il nodo dello smaltimento (le capsule, realizzate in plastica e in alluminio, possono richiedere fino a 5.000 anni per essere smaltite e a riciclarle sono in pochissimi). Ma una soluzione, sia pure parziale, dato che il suo uso non potrà mai essere genralizzato, arriva dal nostro Paese.

Si chiama WayCap ed è una capsula riciclabile, 100% ecologica e compatibile con le macchine Nespresso. La cialda di ultima generazione punta a risolvere il problema dello smaltimento delle capsule. Con un risparmio stimato intorno all’85% sul costo delle cialde per espresso tradizionali.

SENZANI
FRANKE

Ad oggi le cialde di alluminio, tranne alcune eccezioni in comuni virtuosi, non sono considerate come rifiuto riciclabile dalle aziende municipalizzate dei rifiuti. In quanto, la capsula andrebbe pulita dopo l’uso, il caffè rimasto dovrebbe essere buttato nell’organico e l’alluminio nel contenitore ad esso dedicato.

Il consumatore tende quindi gettare le capsule direttamente nell’indifferenziato. E secondo molti regolamenti per lo smaltimento dei rifiuti locali, questo è addirittura obbligatorio.

Solo le capsule generano 120 mila tonnellate di rifiuti l’anno

Secondo i dati di Life Pla4coffee — progetto europeo che mira alla sostituzione delle vecchie cialde da caffè (attualmente in Pe, Pet o alluminio) con un nuovo modello compostabile — sono circa 10 miliardi quelle vendute ogni anno nel mondo. Esse generano 120 mila tonnellate di rifiuti, di cui 70 mila nella sola Europa.

Secondo alcune stime – si legge su Internazionale – il numero di cialde venduto ogni anno potrebbero essere sufficiente a fare 12 volte il giro del mondo. In Italia su circa 1 miliardo di capsule vendute all’anno, a finire in discariche e inceneritori è l’equivalente 12 mila tonnellate.

​Amburgo mette al bando le capsule ma nuove norme sono all’orizzonte in Europa per il bando della plastica

E in attesa che si affermi la produzione di capsule ecologiche biodegradabili c’è chi, come la città/regione Amburgo ha vietato una lista di prodotti inquinanti dagli edifici dell’amministrazione comunale.

Tra questi ci sono le capsule del caffè (pari a circa un ottavo dei caffè venduti nel Paese), perché sono difficili da riciclare.

Insieme al caffè, Amburgo ha bandito le bottiglie e tutti i contenitori di plastica, a partire da fine gennaio. I divieti sono contenuti nella “Guida per l’approvvigionamento verde”.

Un documento di 150 pagine dove sono indicati ai cittadini gli standard ambientali da adottare anche negli acquisti: gli utenti sono invitati a verificare se nell’acquistare un bene o un servizio può essere limitato l’impatto sull’ambiente.

Ma nuove norme sono all’orizzonte in Europa per il bando della plastica che inquina i mari, quindi anche delle nostre capsule. Se ne parlerà molto presto perchè la norma è all’esame del Parlamento di Bruxelles.

Boom delle capsule in Italia

Nell’arco di tre anni, nel nostro Paese, il numero di famiglie che usa il caffè in cialde è quasi raddoppiato: dal 2011 al 2014 è passato da 1,5 a 2,6 milioni (circa l’11% delle famiglie italiane).

E se il caffè macinato ha ancora nel supermercato il suo principale canale distributivo, le capsule hanno portato una seconda novità. Si tratta dell’e-commerce che sta diventando un canale sempre più importante di vendita diretta al consumatore o all’utilizzatore finale.