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Ecco i Repair Café, dove si impara ad aggiustare gli oggetti davanti a un caffè

L'interno di un Repair Café
L'interno di un Repair Café

MILANO – Riparare gli oggetti guasti, rotti o malfunzionanti fa risparmiare, valorizza i nostri acquisti, riduce gli sprechi e i rifiuti, favorendo uno stile di vita più sostenibile. La filosofia del riciclo e del recupero e la maggior parsimonia indotta dai tempi di crisi fa fiorire un po’ ovunque un nuovo tipo di iniziativa: quella dei Repair Café. Come spiega Andrea Nebuloso sul Messaggero, l’idea è partita dall’Olanda.

I Repair Café sono definibili come delle Officine sociali, dove una rete di esperti e artigiani dà la possibilità agli iscritti di riparare, restaurare o riutilizzare oggetti guasti o destinati alla discarica.

Ma, aspetto fondamentale, con l’obiettivo nello stesso tempo di insegnare le tecniche di aggiustamento. O dare magari un semplice consiglio su come poter riutilizzare un oggetto al quale si è particolarmente legati.

«Purtroppo però – spiega Francesco Pelaia, socio fondatore, tre anni fa, insieme a Rodolfo Uberti Foppa e a Guido Bertoldi del primo Repair Cafè della Capitale, recentemente trasferitosi in zona Ionio, in via Monte Meta – ancora in pochi hanno capito lo spirito dell’iniziativa. Spesso si rivolgono a noi solo per aggiustare oggetti o elettrodomestici non funzionanti. Mentre il nostro scopo è quello di spiegare come riuscire a farli da solo».

Ci sono anche i corsi

Per questo all’interno del Repair Café si possono anche seguire corsi specifici su recupero e riuso, partecipare a serate dedicate a tematiche ecologiche e sociali. Ma anche ritrovarsi in un ambiente dove la coscienza della sostenibilità e la sensibilità ambientale sono il denominatore comune.

Sotto questi stessi auspici sabato prossimo presso la Città dell’Utopia in zona San Paolo, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 grazie all’impegno del Servizio civile internazionale, aprirà un secondo Repair Cafè, per il momento solo temporaneo, dove poter portare i propri oggetti a riparare, comprese le biciclette.

«Ci aspettiamo che la gente venga numerosa – dice Alessandra, una delle organizzatrici – ma non solo con lo scopo di aggiustare un oggetto. Il Repair Cafè prende infatti il nome dal fatto che in questo posto si viene anche per imparare e nel frattempo degustare un caffè».

Insomma un punto di ritrovo, e non un posto di passaggio. Scegliere di recarsi in un Repair Cafè, quindi, deve essere una scelta consapevole e non solamente dettata dall’emergenza del momento. Anche perché qui si trovano tanti volontari pronti a mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze. Chiedendo in cambio solo il tempo di un caffè.

Andrea Nebuloso