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Ecco Cioccolatiitaliani, il format del cioccolato creato pensando a Starbucks

Giovanni-e-Vincenzo-Ferrieri Giovanni e Vincenzo Ferrieri, fondatori di Cioccolatiitaliani
Giovanni e Vincenzo Ferrieri, fondatori di Cioccolatiitaliani

MILANO – Una bella storia italiana nata verso la fine del decennio trascorso. È quella di Vincenzo Ferrieri, fondatore con il padre Giovanni, di Cioccolatiitaliani, un format completamente dedicato al mondo del cioccolato, che mescola il cacao al gusto e ai prodotti tipici della tradizione tricolore. Il tutto ispirandosi ai modelli delle grandi catene di oltreoceano, a cominciare da Starbucks.

Nel rispetto però della cultura e del retaggio gastronomico italiano. Il primo locale ha aperto i battenti a Milano, nel 2009. Ne parla Matteo Melani, in un articolo apparso su “Voglio Vivere Così! Magazine”, di cui riprendiamo i passaggi salienti.

Intraprendenza, spirito di gruppo, voglia di fare. E cioccolato. Ecco gli ingredienti giusti per fare impresa all’estero e creare un’attività di successo. Vicenzo Ferrieri, napoletano trapiantato a Milano, ha lanciato Cioccolatiitaliani, azienda che produce e vende cibo a base di cioccolato in Italia e all’estero. Dalle barrette fino agli aromi per la pasta e ravioli, la cioccolata rimane la protagonista.

CARTE DOZIO
HOST

Figlio di pasticceri, a vent’anni si trasferisce a Milano, dove al secondo tentativo riesce a entrare all’Università Bocconi con l’obiettivo di trovare un posto nella finanza che conta. E ci riesce. All’inizio Vincenzo svolge uno stage di sei mesi e poi viene assunto da un private equity.

Fra calcoli, rapporti e compravendite però, il suo amore per i dolci non è svanito e durante un viaggio a New York trova ispirazione per la sua futura attività.

“Guardando famose catene come Starbuck o Pizza Hut sono reso conto del potenziale dei prodotti italiani, così ho pensato a un cibo ideale per tutta la giornata e il pensiero è andato subito al cioccolato”, dice Vincenzo Ferrieri.

D’altronde è un alimento apprezzato in tutto il mondo e che va bene per qualsiasi pasto. Riesce a convincere anche la sua famiglia e nel 2009 apre il primo locale a Milano. Come zona scelgono la centrale Via De Amicis, frequentata ogni giorno da turisti, lavoratori e studenti.

Il lavoro va bene, non solo per le prelibatezze sfornate, ma grazie anche alla strategia di suddivisione dei compiti. Vincenzo si occupa di marketing; il padre di ricerca e sviluppo; la madre è direttrice artistica e la sorella della gestione dei fornitori.

Cioccolati Italiani diventa così un brand della chocology, l’arte di sperimentare il cioccolato in tutti i settori della cucina. Col tempo Vincenzo Ferrieri e i suoi collaboratori lavorano anche sulla comunicazione dei loro lavori e decidono di mettere in piedi degli show-cooking per i loro clienti, che dal vivo possono assistere alle gesta di chef e pasticceri.

Si tratta di una formula per fidelizzare i nuovi consumatori e sorprendere quelli più affezionati (il target sono soprattutto le donne tra i 14 e i 45 anni).

Il loro referente per l’acquisto di cacao è Casa Luker, compagnia produttrice colombiana il cui raccolto è certificato dalla International Cocoa Organization (Icco).

Attraverso un contratto di collaborazione le due imprese hanno dato vita a progetti di salvaguardia ambientale e tutela degli agricoltori locali.

23 Chocolate Bar

Ormai la strada di Cioccolati Italiani è in crescendo e tutto ciò che accade dal 2011 (anno di apertura del secondo negozio) non è altro che un insieme di successi. In Europa arriva a Tirana, capitale dell’Albania e in Kosovo; sbarcano in Oriente in paesi come Qatar, Kuwait, Oman, Arabia Saudita e Bahrain.

Ad oggi è controllata dalla società Gesa e si possono trovare 23 punti vendita tra Italia ed estero, di cui 4 a gestione diretta.

Vincenzo Ferrieri, che nel frattempo è diventato amministratore delegato di Cioccolati Italiani, dichiara che nei prossimi anni vorrebbe aprire nuovi punti vendita in Italia, in città a forte attrazione turistica – come Venezia e Firenze – e conquistare il mercato cinese.

Matteo Melani