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Ora c’è Atomo il caffè sintetico senza caffè, lo ha inventato una startup americana

caffè sintetico Una delle immagini, vagamente retrò, scelte per reclamizzare il crowdfunding del nuovo prodotto
Una delle immagini, vagamente retrò, scelte per reclamizzare il crowdfunding del nuovo prodotto

MILANO – E dopo il vino, ora arriva anche Atomo, il caffè sintetico o molecolare. Che sa di caffè: stesso aroma, stesso gusto. Anzi meglio, perché privo dell’amaro che spesso caratterizza l’infuso naturale. Non è una fake news e nemmeno un pesce d’aprile in anticipo. La startup americana Atomo ha annunciato veramente in questi giorni di avere “hackerato” il caffè.

Ossia di avere individuato e catalogato, una a una, le molecole che conferiscono alla bevanda: aroma, colore, sensazioni organolettiche. E di averle sostituite in laboratorio con sostanze sostenibili di origine vegetale ottenendo un risultato in tazza indistinguibile dall’originale (così almeno dicono).

Non è fantascienza. E nemmeno ciarlataneria. Né il delirio di onnipotenza di uno scienziato pazzo. La stessa operazione è già riuscita con altri alimenti.

MAGAZZINI DEL CAFFE’
HOST

Al Ces di Las Vegas, la novità che ha fatto più scalpore quest’anno non è stato l’ennesimo gadget elettronico, bensì l’hamburger 2.0 di Impossible Foods. Un prodotto al 100% vegetale indistinguibile – a detta di chi lo ha assaggiato – dal suo corrispettivo. Può essere cucinato sul barbecue (anche “al sangue”) e addirittura odora di carne.

Persino il vino

Persino il vino è stato allo stesso modo hackerato da una startup californiana un paio di anni fa. Con risultati controversi, a leggere i giudizi di chi lo ha assaggiato. Il caffè arriva appena adesso, anche in ragione dell’estrema complessità fisico-chimica che lo contraddistingue.

Cosa dichiarano gli inventori

Atomo sostiene di avere ottenuto un prodotto che si presenta come il prodotto macinato e si prepara un caffè qualsiasi. Ma attenzione, gli unici metodi utilizzabili sono filtro e French press. Dimenticatevi l’espresso, che estrae chiaramente un numero di sostanze enormemente superiore, mediante trasformazioni fisico-chimiche molto più complesse. E che è dunque molto più complicato da hackerare.

Ma se vi accontentate del caffè lungo, il risultato in tazza promette di essere indistinguibile al palato medio, che anzi gradirà la minore amarezza della bevanda.

Che gusto ha il caffè sintetico?

All’inizio, Atomo sarà lanciato in una varietà “generica”. Ma il procedimento messo a punto consentirà in futuro, sostengono i suoi inventori, di emulare allo stesso modo le caratteristiche peculiari di varietà e origini specifiche. Riproducendo le caratteristiche di un caffè della Colombia, del Kenya o dell’Etiopia.

Com’è fatto il caffè molecolare

Bocche cucite da parte dei responsabili del progetto, che si tengono ben stretti il segreto e non hanno ancora rivelato quali siano gli ingredienti naturali utilizzati per sintetizzare il loro caffè. Tuttavia, se anche non volessero sbottonarsi prima, il mistero sarà comunque risolto al momento della commercializzazione. A quel punto, infatti, i componenti dovranno essere obbligatoriamente riportati nel dettaglio in etichetta. E andrà oltretutto verificata la conformità del prodotto alle normative igienico-sanitarie.

Attualmente in crowdfunding

Atomo si trova attualmente in fase di crowdfunding (obiettivo minimo già superato), con l’arrivo sul mercato previsto per fine 2019. I partecipanti alla raccolta fondi pagano un costo di partenza di 24 dollari per una quantità sufficiente a preparare 50 tazze. Il caffè non caffè di Atomo costa dunque quasi 48 centesimi di dollaro (42 centesimi di euro) alla tazza. Insomma: ecologico, ma non proprio economico.