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MILANO – Negli ultimi anni il rapporto con l’alcol in Europa sta cambiando profondamente: il 71% dei consumatori dichiara di aver ridotto l’acquisto o il consumo di bevande alcoliche, mentre sempre più persone sperimentano il Dry January – iniziativa che invita a sospendere il consumo di bevande alcoliche per tutto il mese di gennaio, promuovendo un approccio più consapevole e moderato al bere dopo le festività – non più vissuto come una rinuncia temporanea, ma come una scelta di benessere, equilibrio e ritmi più sostenibili.
A confermare questo cambio di passo è l’aumento costante nel mercato delle bevande analcoliche, No-Low e funzionali, che cresce del +5,1%, raggiungendo 97 miliardi di euro[1], superando quello degli alcolici e confermando un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo, soprattutto tra Gen Z e Millennials, per i quali l’alcol è ormai un optional e non più una necessità sociale.
In questo nuovo scenario si ridefiniscono anche i rituali della socialità. L’aperitivo, storicamente legato al consumo di alcol, lascia spazio a esperienze più lente, inclusive e spesso diurne: incontri in caffetteria, dj set pomeridiani, eventi culturali e momenti di condivisione accompagnati da caffè specialty e bevande analcoliche.
Soprattutto in Italia questa evoluzione si innesta su una cultura del caffè storicamente radicata: il mercato ha raggiunto circa 986 mila tonnellate nel 2024 e, secondo le previsioni, è destinato a crescere fino a circa 1.344 mila tonnellate entro il 2033[2].
Nel quadro attuale SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, ha analizzato le nuove tendenze alcol-free legate al Dry January per supportare bar, caffetterie e ristoranti nell’adattare l’offerta alle nuove esigenze di consumo di inizio anno, caratterizzate da maggiore attenzione a benessere e consapevolezza, senza rinunciare all’esperienza e alla convivialità.
“Il Dry January rappresenta un momento chiave per osservare come stanno evolvendo le aspettative dei consumatori nei confronti dei locali e delle esperienze di socialità”, commenta Umberto Zola, Direttore Online Sales EU di SumUp. “La richiesta di esperienze di consumo alternative, orientate al benessere e alla qualità del tempo condiviso, supera il semplice prodotto alcolico, privilegiando ambienti più rilassati e inclusivi.
Caffetterie, bar e ristoranti diventano, così, protagonisti di questa trasformazione. Per i merchant, cogliere queste tendenze non significa inseguire una moda, ma adottare una strategia concreta: rinnovare l’offerta con bevande analcoliche e format inclusivi, rimanendo attrattivi e rilevanti per un pubblico giovane che vive la socialità in modo nuovo”.
Coffee Mixology e drink alcol-free: un’esperienza quotidiana
Il Dry January diventa l’occasione perfetta per riscoprire il caffè come protagonista del rituale quotidiano, ma anche per sperimentare drink alcol-free alternativi che completano l’offerta dei locali: infusi ai fiori, tè fermentati o estratti di frutta e verdura, dal caffè al cardamomo con latte d’avena, fino alle combinazioni più audaci, come l’Espresso Tonic a base di espresso e acqua tonica con note agrumate.
La Coffee Mixology, ovvero l’arte di miscelare il caffè ad altri ingredienti, unita alla capacità di creare bevande innovative e personalizzate, permette di proporre alternative fantasiose e di tendenza, perfette per sviluppare un menù Dry January con una proposta diversa ogni giorno.
Specialty Coffee: il caffè come rituale lento e di qualità
Accanto ai drink alternativi, cresce il ruolo dello specialty coffee come risposta a un consumo più consapevole e orientato al benessere. Si tratta di caffè di qualità superiore, tracciabili e valutati secondo standard internazionali, che valorizzano origine, varietà botanica e metodo di lavorazione.
Sempre più caffetterie scelgono di servire caffè preparato con metodi di estrazione che richiedono tempo, attenzione e precisione, e che restituiscono una bevanda più complessa sul piano aromatico.
Anche in Italia stanno nascendo caffetterie specializzate, pensate come spazi dedicati a una pausa meno frettolosa, in cui il caffè non è più un consumo rapido, ma un rito strutturato, da vivere in luoghi designati. Una tendenza che si inserisce perfettamente nel contesto del Dry January: un’alternativa all’alcool che non rinuncia alla complessità del gusto e valorizza un’esperienza di consumo più lenta, intenzionale e sostenibile.
Non solo caffè: dal mate al guaranà, le alternative analcoliche del Dry January
Accanto al caffè, crescono le bevande analcoliche pensate per offrire gusto ed energia. Trovano sempre più spazio il mate, servito caldo o freddo e apprezzato per il rilascio graduale di caffeina naturale, e il guaranà, spesso proposto in infusione o come base per soft drink artigianali dal profilo energizzante.
A questi si affiancano bevande analcoliche a base di frutta, verdura, spezie ed erbe, come spremute e centrifughe, estratti con sedano, cetriolo e zenzero, succhi artigianali di mela, pera o melograno, fino alle versioni speziate come il succo di pomodoro in stile virgin (analcolico).
Completano l’offerta tisane e infusi serviti anche freddi, acque aromatizzate con agrumi e erbe mediterranee e latti caldi speziati a base di curcuma o cannella.
Soft clubbing: il dj set si sposta a colazione
L’alcol non è più il centro della socialità e lo dimostra il trend del soft clubbing. I dj set diventano mattutini e si spostano nei locali da colazione: tra un croissant e un cappuccino specialty, i clienti possono godersi musica, socialità e relax.
I merchant che adottano questo approccio trasformano così la prima colazione in un momento di intrattenimento innovativo, con un’offerta alcol-free coerente con le tendenze contemporanee.
Social Breakfast: la colazione diventa esperienza condivisa
Durante il Dry January la socialità si trasforma e anche il momento della colazione diventa un’occasione per incontrarsi con gli amici o per coltivare le proprie passioni, immersi in laboratori, presentazioni di libri, momenti di condivisione. Non è solo un pasto per iniziare la giornata, ma un vero e proprio rito esperienziale, dove il caffè e le brioche diventano il filo conduttore di nuove connessioni.
Dalla pittura alla ceramica, sino a momenti di networking tra colleghi, la colazione è un’opportunità per vivere la socialità in chiave alcol-free, valorizzando il piacere del momento e la qualità del rituale del caffè.
[1] Circana – European Beverage Market 2025
[2] Report IMARC Italy Coffee Market

















