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Vending, l’indagine di Eidos: il 75% dei gestori è ottimista sul futuro della propria azienda

Il dottor Franco Bompani ha presentato il materiale raccolto: "Sono stati condotti due sondaggi: il primo ha riguardato la situazione percepita tra dicembre 2020 e gennaio 2021 attraverso una serie di domande a cui hanno partecipato 30 gestori. Ovviamente non sono campioni statisticamente rappresentativi, diversi per dimensione e per geolocalizzazione. Il sondaggio è stato ripetuto a fine maggio 2021, chiedendo anche dati economici sugli andamenti dei primi tre e quattro mesi, così da poter verificare se nella differenza si registrasse un trend positivo o negativo."

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Come sta reagendo alla pandemia il settore

MILANO – Riportiamo i dati emersi durante il webinar tenuto da Eidos Consulting, seconda edizione con focus sull’impatto della pandemia sul settore della distribuzione automatica. Molte cose sono cambiate in meglio, anche se si accusano ancora gli effetti del Covid. Ecco un’analisi aggiornata sul primo trimestre e il primo quadrimestre del 2021 riguardo all’andamento del mercato.

Distribuzione automatica: un settore tra i più colpiti dalla cassa integrazione, la Dad, lo smartworking

Il report si è basato sia sui dati di consumo che sulle prospettive del settore: gli intervistati hanno offerto la loro visione di cosa potrebbe accadere, anche in base alla capacità di adattamento della distribuzione automatica.

Franco Bompani ha presentato il materiale raccolto: “Sono stati condotti due sondaggi: il primo ha riguardato la situazione percepita tra dicembre 2020 e gennaio 2021 attraverso una serie di domande a cui hanno partecipato 30 gestori. Ovviamente non sono campioni statisticamente rappresentativi, diversi per dimensione e per geolocalizzazione.

Il sondaggio sulla distribuzione automatica è stato ripetuto una seconda volta a fine maggio 2021, scendendo anche nei dati economici sugli andamenti dei primi tre e quattro mesi, così da poter verificare se nella differenza si registrasse un trend positivo o negativo.”

Nel 2021 a gennaio, rispetto al 2020, come hanno ipotizzato possa procedere l’economia italiana: 19 gestori su 30, pari al 63%, sono convinti che le cose miglioreranno e solo il 17% pensa ad un peggioramento e sempre il 17% ritiene che le cose resteranno invariate.

Saranno recuperati i livelli economici del 2019? Se sì, quando?
Nessuno è convinto che saranno recuperati nel 2021 i livelli pre pandemici. Il 27% pensa che avverrà nel 2022, e la maggioranza, il 70% parla di anni successivi ancora.

Ancora a gennaio 2021 le aziende della distribuzione automatica sono più ottimiste: il 53% ritiene che nel 2021 i volumi di attività saranno maggiori rispetto all’anno appena trascorso, mentre solo il 17% ritiene che diminuiranno. Sempre il 17% immagina che rimarranno invariati.

Il 43% ritiene che i livelli di attività del 2019 verranno recuperati solo nel 2022. Il 7% già nel 2021 e il 47% avverrà negli anni successivi. Solo il 3% non ha fatto previsioni. Il 57% è ottimista circa il futuro anche in gennaio.

Quali previsioni sulle principali difficoltà del 2021: il 60% pensa che il maggior ostacolo sarà dato dal permanere della pandemia, il 30% pensa che saranno più preponderanti i problemi di natura finanziaria. Il 10% è preoccupato dalla necessità di essere continuamente aggiornati sullo sviluppo tecnologico.

Altro tema è quello dello smartworking, una minaccia per il settore sentito dalla maggioranza degli intervistati: il 53% pensa che ci sarà una forte penalizzazione per il settore anche superata la fase del Covid-19. Il 23% la valuta come un’evenienza possibile ma non grave.

Quali saranno le principali sfide del vending nel futuro? Sono stati messi a confronto due temi presenti anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza: l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione, la sostenibilità e la riconversione ambientale. Anche in questo caso ci sono due fasce di gestori che si dividono equamente: alcuni, il 50% pensano che la principale sfida sarà nell’innovazione tecnologica, mentre il 40% pone al centro la sostenibilità.

I prezzi di vendita e redditività del servizio sono ritenuti poco adeguati per il 33% del campione. Il 27% li considera per niente adeguati e il 10% soltanto li considera adeguati. Infine per il 30% molto dipende dalle singole postazioni. Complessivamente c’è una buona parte che non si lamenta dei costi.

I possibili tagli occupazionali nel 2021: anche in questo caso il campione si è diviso tra il 23% che prevede ci saranno di certo tagli occupazionali, il 30% che ritiene invece non avverranno. Mentre il 40% dice che dipende dall’evoluzione della situazione pandemica.
Altro tema affrontato è stato quello delle acquisizioni da parte dei grandi gruppi. Secondo il 37% degli interpellati il processo continuerà come in passato, per il 30% continuerà ma in misura minore rispetto al passato, per il 23% sarà addirittura maggiore e per il 10% si arresterà.

Infine, le ultime due domande riguardano l’attività formativa. Il 70% delle aziende interpellate, la grande maggioranza, la ritiene molto importante; il 30% la ritiene comunque rilevante. Nessun gestore l’ha trascurata.

Tra i principali temi individuati come didatticamente significativi il 27% ritiene che il web marketing e il social media management sia la necessità formativa principale per l’azienda; il 23% punta alla formazione commerciale, il 20% all’Organizzazione e gestione del personale; il 17% agli aspetti economico-finanziari e il 13% alla sicurezza alimentare.

Secondo questionario maggio 2021

I dati trimestrali del settore della distribuzione automatica indicano, fatti 100 i ricavi del 2019, una diminuzione del 16,8% nel 2020 e del 25,9% nel 2021. Ricordiamo che nel 2020 le chiusure sono iniziate a marzo, mentre gennaio e febbraio sono stati regolari.

L’andamento dei ricavi quadrimestrali invece indica nel 2020 una diminuzione del 23,9% rispetto ai valori del 2019. Nel 2021 la diminuzione è del 23,1%. Quindi c’è un piccolo segnale di recupero rispetto ai dati trimestrali.

Altri numeri: il costo delle merci indica una diminuzione media del 22% nel primo trimestre del 2020 rispetto al 2019 e del 27,2% nel 2021 sempre rispetto al 2019.
Anche in questo caso c’è un recupero se consideriamo il primo quadrimestre: i dati indicano una crescita del costo delle merci nel 2021 rispetto al primo trimestre 2020.
Il costo del personale trimestrale nel 2020 aveva avuto una riduzione solamente del 3,2% rispetto all’analogo periodo del 2019, nel 2021 del 16,1%.

I dati quadrimestrali indicano invece una forte riduzione del costo del personale anche nel primo quadrimestre del 2020. Questo andamento è stata ancora più accentuata nel primo trimestre del 2021.

Gli altri costi operativi trimestrali, escluse merci e personale, indicano nel 2020 una variazione negativa del 9.8% rispetto allo stesso periodo del 2019: nel 2021 la riduzione è del 18,4%.

E’ possibile cogliere qualche piccolo segnale di recupero. In quanto i dati quadrimestrali sono complessivamente migliori di quelli trimestrali e complessivamente mostrano una riduzione del margine operativo da +5,5% nel 2019 a -3,7% nel 2020. Nel primo quadrimestre 2021 il dato resta negativo ma la perdita operativa si riduce a -1,7%.

Il 13 maggio 2021 sono usciti anche i dati del primo trimestre 2021 di IVS Group, la maggiore azienda del settore della distribuzione automatica in Italia, la seconda in Europa.

Il fatturato consolidato è pari a 79,5 milioni, in calo del 20,6% rispetto a marzo 2020 e del 30,4% rispetto a marzo 2019. La diminuzione del fatturato è dovuta alla diversa incidenza nei vari Paesi: i ricavi calano rispetto al 2020 del 21,3% in Italia, del 25,5% in Spagna, del 7,2% in Francia e del 13,5% in Svizzera. In Francia la diminuzione è stata più contenuta grazie al positivo contributo del contratto Metro Parigi.

Quando si pensa di raggiungere lo stesso fatturato del 2019?
Il 16% è molto ottimista e pensa di ritornare al livello del 2019 già quest’anno. Il 31% nel 2022 e la maggioranza, il 53% negli anni successivi. E’ aumentato quindi rispetto al primo sondaggio il numero degli ottimisti.

Attualmente il 75% è più speranzoso riguardo al futuro della propria azienda (nel precedente sondaggio solo il 57% lo era).