lunedì 27 Maggio 2024
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Dawn Ver Beta: a Tokyo, nei bar assunti i disabili grazie all’aiuto di un robot

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TOKYO – E’ vero che l’avanzamento tecnologico può risultare un pensiero preoccupante per molti professionisti, timorosi di esser sostituiti da una macchina. Le mansioni a rischio di estinzione a causa del progresso non sono poche, ma, a questo proposito, arriva una novità rassicurante. Infatti, l‘intelligenza artificiale non è sempre e solo una minaccia: spesso invece risulta una risorsa che viene in aiuto delle categorie più in difficoltà. L’esempio che riportiamo arriva direttamente dal Giappone, dove il Dawn Ver Beta ha trovato nei robot camerieri, la soluzione per far accedere al mondo del lavoro anche le persone affette di gravi disabilità motorie. Leggiamo l’articolo pubblicato su 105.net.

Dawn Ver Beta, il locale dove la disabilità non è un limite

Come? Grazie alla tecnologia! L’idea è stata quella di “assumere” dei robot camerieri, comandati a distanza da chi, purtroppo, non ha possibilità di muoversi. L’iniziativa è stata promossa da una startup, la Ory Lab. Che ha trovato il modo di impiegare delle macchine antropomorfe per dare l’opportunità di lavorare a chi soffre di gravi disabilità fisiche.

I robot camerieri possono essere comandati da remoto attraverso l’uso di un computer o di un tablet

In grado di tracciare i movimenti oculari delle persone paralizzate. Possono trasmettere audio e video e sono alti circa 1,2 metri. Il bar di Tokyo, che già utilizzava i robot, ha portato avanti il progetto solo per due settimane, dal 26 novembre al 7 dicembre, ma non è escluso che l’esperimento possa ripetersi.

Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di dare lavoro a chi non può muoversi dal letto e i primi ad utilizzare le macchine come camerieri sono state le persone affette da SLA. Masatane Muto – uno degli organizzatori del progetto nonché malato di sclerosi laterale amiotrofica – commenta così l’iniziativa: “Tutti dovrebbero avere la libertà di lavorare nel modo che preferiscono. Il messaggio che voglio dare è che si può essere ospitali anche avendo una disabilità”.

Non è la prima volta che la tecnologia dà una mano all’uomo

Sono molti, infatti, i robot assunti da aziende giapponesi per sostenere chi è costretto a stare a casa. Inoltre, le macchine vengono usate anche da studenti che, a causa di problemi legati alla deambulazione, non possono recarsi a scuola per frequentare le lezioni.

“Voglio creare un mondo in cui anche le persone che non possono spostare i loro corpi abbiano la possibilità di lavorare”, ha dichiarato l’AD di Ory Lab. La startup che ha sviluppato i robot camerieri.

Conquistare l’indipendenza nella vita per le persone affette da gravi patologie motorie è un’impresa difficile, ma importantissima. I robot comandati da remoto possono prendere e spostare oggetti, e addirittura interagire con i clienti. In tutto il progetto ha interessato 10 persone che hanno lavorato da casa: il loro compenso è stato di 8 euro l’ora.

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