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Costa Rica: i robusta fuori legge

Il Consiglio Nazionale del Caffè respinge una mozione volta a eliminare il divieto di coltivazione della varietà meno pregiata, risalente al 1988. José Manuel Hernando (presidente della Camera dei torrefattori): “Persa una grande opportunità per l’industria della Costa Rica”. Dal 2011 a oggi, la roya ha distrutto oltre il 14% delle piantagioni del paese centro americano.

MILANO – Niente robusta in Costa Rica: il tabù rimane. Il Congresso Nazionale del Caffè, riunito in sessione straordinaria sabato scorso, ha confermato il bando della varietà meno pregiata, messa fuori legge nel lontano 1988.

La proposta di revocare il divieto ha raccolto più della metà dei voti, ma per il via libera era richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi, che non è stata raggiunta.

La legislazione che proibisce la coltura dei robusta rimane dunque in vigore, nonostante la sua modifica avesse avuto la benedizione dello stesso Istituto del Caffè della Costa Rica (ICAFÉ), che aveva definito la misura “obsoleta” essendo venuti meno i presupposti di ordine fitosanitario ed economico che l’avevano motivata negli anni ottanta.

ICAFÉ aveva altresì raccomandato che la coltura dei robusta avvenisse in aree separate rispetto a quelle degli arabica.

Sono prevalsi, nonostante tutto, i timori di un possibile danno

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