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Parmitano spiega all’ex Beatle McCartney come si prepara un espresso in orbita nello spazio

Parmitano
Luca Parmitano

MILANO – Stanno facendo il giro del web, le immagini in cui l’astronauta italiano sulla Stazione spaziale internazionale Luca Parmitano conversa in collegamento video con Paul McCartney. E spiega all’ex Beatle, tra un aneddoto e l’altro sulla vita al di là dell’atmosfera terrestre come preparare e bere un caffè in assenza di gravità. So che voi inglesi preferite il tè, ma io sono italiano e sto per prendere il mio caffè!

“Questo è il sistema di distribuzione di acqua fredda e potabile; quello che facciamo è inserire questa bustina nell’apposita fessura e scegliere quanta acqua vogliamo” racconta Parmitano.

“Fatti un caffè anche tu», ha detto a un certo punto l’astronauta, «così potrò dire a tutti che avrò bevuto un caffè con Paul McCartney. Lo racconterò per il resto della mia vita”.

Paul McCartney risponde scherzosamente di apprezzare anche lui il caffè. Ma, precisa Parmitano, che ciò che stiamo per guardare nel video rende quel caffè diverso da tutti gli altri che possiamo prendere qui sulla terra!

In effetti appaiono chiari nel video gli effetti della microgravità su una sostanza liquida:

“Vedi? Posso farlo fluttuare! Ed è una sfera perfetta!” esclama l’astronauta italiano

A causa dell’alta tensione superficiale, ossia la forza di coesione tra le molecole, l’acqua, così come qualsiasi altra sostanza liquida, non cade e assume dunque questa caratteristica forma sferica.

Il bassista dei Beatles, stupito da una tale rappresentazione afferma:

“Sai cosa? Mi hai proprio fatto venir voglia di una tazza di caffè!”

La questione del caffè nello spazio ha toccato la sensibilità di molti astronauti, in particolar modo italiani, che spesso si sono visti per sei mesi e più isolati dalla loro (forse principale!) abitudine quotidiana: sorseggiare una tazzina di caffè espresso!

A questo link il video con lo scambio di battute tra Parmitano e McCartney

Samantha Cristoforetti, oltre ad essere stata la prima donna italiana a bordo della ISS, ha anche collezionato un primato senza precedenti: fu proprio lei ad assaggiare la prima tazzina di caffè sfornata dalla macchina Isspresso targata Lavazza! La tazzina spaziale ha lo scopo di riprodurre, per il principio dei vasi comunicanti, l’effetto di poter sosrseggiare il caffè proprio come lo facciamo sulla terra.

La presentazione di questa macchina ultratecnologica è avvenuta a Torino da parte di un altro astronauta italiano, Paolo Nespoli, che ricorda scherzosamente quanto la Nasa avesse temuto la presenza di un tale congegno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: 100 gradi di temperatura e 3 atmosfere di pressione, un vero e proprio ordigno!

Perché arrivare a concepire un ingegno tecnologico simile?

Non bisogna dimenticare che il senso di alienazione, lassù, può farsi stringente: uno dei modi migliori per alleggerire la giornata tipo di un astronauta è quello di farlo stare più…con i piedi per terra!