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RIMINI – Sigep 2026 a Rimini è in pieno corso per un’edizione 2026 che promette e mantiene la promessa di occasioni di dialogo e confronto tra gli addetti ai lavori fondamentali per analizzare le tante sfide poste dal mercato: da questa esigenza, i due talk organizzati durante la Fiera da Comunicaffè, sul Palco Sustainability del Padiglione B1, il primo avvenuto durante la giornata di sabato 17 con focus EUDR e il secondo, attorno alle superautomatiche, svoltosi la mattina di domenica 18.
Diversi autorevoli professionisti si sono alternati sul palco.
Un invito necessario rivolto all’intero comparto, per affrontare questi argomenti che stanno segnando le prossime traiettorie da seguire, cavalcare, a volte anticipare e sicuramente comprendere per restare competitivi in un mercato sempre più complesso.
A Sigep il primo Talk sull’EUDR: sette relatori discutono sulla normativa europea
Un punto che ancora oggi pone diversi punti interrogativi, dovuti principalmente al ripetuto rinvio della sua attuazione e, di conseguenza, la riformulazione delle azioni da mettere a punto per farsi trovare pronti.
Introdotti da Emma Jane sul Palco Sustainability del Padiglione B1:
Claudia Carroccia (quality and sustainability Olam Ofi Italia)
Alessandro Chelli (Ceo Trusty)
Max Fabian (Presidente ECF, European Coffee Federation e Ceo Demus)
Fabio Felisi (Ceo Segafredo Zanetti)
Omar Zidarich (Presidente Gruppo Italiano Torrefattori caffè e Caffè Excelsior).
Fabrizio Polojaz (Vice Presidente Associazione Caffè Trieste)
Apre la discussione Claudia Carroccia, la quale ha descritto tutta la storia dell’EUDR e le norme entrate in vigore e che in primavera saranno aggiornate, con tutte le modifiche apportate nel corso del tempo.
Alessandro Chelli: “Abbinando la blockchain con le fonti energetiche tra cui caffè e cacao, i dati raccolti con il computer sono strategici e le direttive europee stanno riducendo i documenti cartacei e le perdite di tempo.” Infine, si è intrattenuto sul cosa fare nei prossimi mesi.
Commentando in conclusione che “Con i dati è possibile aumentare il valore del caffè verde”.
Max Fabian ha spiegato che cosa sia l’ECF (European Coffee Federation), definendolo “Il sindacato del caffè verde, che in Italia è rappresentato dal Comitato italiano del caffè.” Fabian ha poi ripercorso in dettaglio tutti i passaggi di come si sono svolte le trattative per le modifiche di semplificazione. Si è anche intrattenuto sulla fretta nella emanazione delle norme con il successivo problema informatico dell’Unione Europea che ha bloccato tutto. Ma “Adesso le autorità europee hanno recepito le istanze”.
Fabio Felisi ha affermato che il suo caffè è distribuito ogni giorno da centomila baristi nel mondo, fornito da 80 paesi, anche se l’80% arriva da Brasile e Vietnam. Ha poi parlato a lungo della sostenibilità e della necessità di non abbandonare i progetti in proposito. Citando alcune iniziative Segafredo, per trasformare gli scarti del caffè in prodotti d’uso nei bar, come ad esempio i contenitori dei tovagliolini.
Ha sottolineato infine l’importanza della missione globale di tutti per tutelare l’ambiente.
Omar Zidarich si inserisce nella discussione, con la spiegazione del lavoro svolto fin qui del Gruppo Italiano Torrefattori caffè, per selezionare tutte le piattaforme destinate a gestire l’EUDR. Questa ricerca ha portato alla scelta di 5 soli software suggeriti dai membri del Gruppo, eliminando il 90% delle altre opzioni. La legge, come poi ha sottolineato, non deve essere un peso per la filiera. Anzi, l’EUDR dovrebbe estendersi a tutto il mondo, perché, viceversa, si creerebbero forti criticità per i torrefattori europei, rispetto a quelli delle altre aree extra UE, che non sono stati obbligati ad adottarlo.
Fabrizio Polojaz conclude: “Inevitabilmente l’EUDR è una legge che costa, perché viene trasmesso sul prezzo al consumatore finale.” Ultima osservazione sull’Indonesia, Paese che non vuole attuare l’EUDR perché lo ritiene inutile uno strumento estremamente burocratizzato.
Domenica mattina, il turno per il secondo Talk, con ancora una volta Emma Jane a introdurre 5 speakers
Per discutere della cocente questione: barista VS superautomatiche, un punto fondamentale per capire in che modo evolversi come modello di business all’interno di caffetterie e per le stesse imprese costruttrici, si sono esposti:
Maurizio Giuli (Chief Strategy Officer Simonelli Group), Antonio Malvasi (docente di sala bar all’alberghiero di Marconia, autore di numerose pubblicazioni sulla caffetteria).
Michele Mastrocola (director partner channels Eversys) che collegato da remoto”
Andrea Pozzolini (amministratore delegato Rhea Vendors)
Francesco Sanapo (Ditta Artigianale, pluricampione italiano Baristi caffetteria).
Maurizio Giuli in sintesi: “Il vero tema è l’attenzione su come scegliere il sistema, quanto la carenza di baristi che mette a dura prova tutto il sistema caffetteria. E’ la stessa situazione dell’intelligenza artificiale.”
Antonio Malvasi ha fatto parlare Leonardo Da Vinci: “Si tratta di ottimizzare il lavoro del barista rendendolo gradevole, il barista resta un aspetto di socialità.”
Una battuta da Andrea Pozzolini:”L’automatismo non è contro il barista, il ruolo dell’operatore è quello di far appassionare i clienti”.
In collegamento, Michele Mastoccola: “La provocazione della sostituzione manuale-automatico non è una dimostrazione di superiorità ma di convergenza. Sostituire il barista è la domanda sbagliata”.
Francesco Sanapo in conclusione: “Aspettiamo che le macchine superautomatiche raggiungano i livelli di cui abbiamo bisogno, anche se hanno già fatto grandi progressi. – e conclude – “Viva il barista, viva la tecnologia.”



















