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Non solo pausa caffè su misura, anche complicità: quando il bar diventa terza casa per il cliente

Quando si entra in un bar, in Italia, non è mai solo una semplice questione di ordinazione: il valore aggiunto al caffè, dipende dal servizio offerto. Ecco una proposta particolare di alcuni gestori

Il cartello esposto in un bar per un cliente
Il cartello esposto in un bar

MILANO – Non è un mistero che il maggiore colosso del caffè americano, Starbucks, è nato proprio dall’ispirazione tutta italiana. Quando Howard Schultz, a Milano, è rimasto colpito dalla dimensione intima e familiare dei bar. Dei luoghi vissuti dal cliente tricolore, come il terzo luogo, la terza casa, attorno al quale si svolge l’intera giornata.

Da casa, al lavoro, si passa per il locale a fare una pausa caffè. Ma questo momento di relax è vissuto con coinvolgimento, grazie alla particolare alchimia che si crea tra consumatore e barista.

Nell’epoca in cui la personalizzazione e l’originalità sono caratteristiche che un locale deve avere per continuare la sua attività, ecco un’idea che funziona. Esser complici dei propri clienti.

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Cliente coccolato, cliente affezionato

L’iniziativa di un bar italiano è stata quella di far sentire a proprio agio il cliente al massimo, sino a coprire le sue scappatelle. In questo locale è ancora più esplicito il fatto che, al bancone, non si ordina un semplice caffè.

Si instaura un vero e proprio rapporto di complicità. Per chi ha ancora il dubbio che un espresso non possa costare più di un euro, ecco la spiegazione del suo valore aggiunto: avere le spalle coperte.

Andare oltre la tazzina

La diversificazione è la chiave per restare con successo competitivi nel mercato. Le esigenze del cliente sono sempre più diverse, soprattutto quando desidera staccare dagli impegni lavorativi e famigliari.

Per questo, ad ogni richiesta, corrisponde il giusto prezzo. Le mogli forse non saranno proprio felici di fronte ad un cartellone di questo tipo. Ma, ovviamente lo stesso tariffario è a disposizione anche di tutte le donne che si fermano a bere un caffè.

D’altronde è sempre valido il motto: il cliente ha sempre ragione. Almeno finché paga.